Guida autonoma, Vodafone lancia il 4.5G. Si avvicina la mobilità del futuro?

16 maggio 2017

2017-05-16

Vodafone arriva prima (per ora) nella corsa alla banda “larghissima”, quella che serve per portare su strada le automobili del futuro. L’azienda di telefonia mobile ha infatti lanciato la nuova banda 4.5G, uno step intermedio prima del probabile arrivo del 5G, da tanti considerato come lo spartiacque tra le automobili di oggi e quelle di domani, anche se non rientra nella categoria “quattro ruote”.

20 volte più potente del 4G

Secondo quanto afferma l’azienda, sarà infatti possibile ricevere dati fino a 800 mbps in download di fatto raddoppiando le potenzialità dell’attuale rete 4G LTE. Ma a fare la differenza non è soltanto la possibilità di inviare una mole di dati maggiore – le celle installate in strada potranno gestire un minimo di 20 gigabit per secondo in download e 10 gigabit in upload, 20 volte le potenzialità del 4G LTE – ma soprattutto quella di ridurre la latenza in modo signficativo.

Rete veloce… come la 911 GT2 RS

Non a caso Vodafone ha chiamato un pilota/attore per sponsorizzare questa novità. Patrick Dempsey, che da qualche tempo collabora con Vodafone, ha anche corso la 24 Ore di Le Mans 2015 classificandosi secondo nella categoria GTE Am. Questa volta a bordo di una Porsche 911 GT2 RS ha messo in luce le caratteristiche di velocità e poca latenza della rete 4.5G.

Prima di parlare della prova di Dempsey al volante bisogna fare una premessa: per utilizzare la velocità del 4.5G – attualmente funziona solo a Firenze e Palermo e Milano (a 550 mbps) ma entro il 2018 arriverà anche a Napoli, Torino, Bologna, Roma e Genova – bisogna avere uno smartphone abilitato a supportare tali prestazioni, come Samsung Galaxy S8 e S8+.

Proprio per questo l’auto è stata dotata di vari esemplari dell’ultima produzione di Samsung all’esterno e di altrettanti all’interno. Dopo aver oscurato i vetri dell’auto con una pellicola nera, a Patrick Dempsey non è rimasto altro che guidare la 911 GT2 RS a tutta velocità in circuito facendo solo affidamento su quanto mostrato dai display degli smartphone. Nel frattempo un passeggero trascorreva qualche secondo poco piacevole ma sicuramente adrenalinico a bordo dell’auto.

Fondamentale per le esigenze della mobilità 2.0

Se per mobilità 2.0 intendiamo un modo completamente nuovo e più digitalizzato di utilizzare l’auto allora bisogna fare i conti con una carenza di infrastrutture adeguate a portare la banda ultra-larga nella vita di tutti noi. Nelle città più avanzate troveremo sensori, telecamere, wi-fi, praticamente ovunque dai semafori ai parcheggi agli angoli delle strade.

Per questo la necessità di sviluppare il 4.5G e successivamente il 5G è fondamentale almeno quanto installare questo sterminato insieme di sensori, telecamere e compagnia. Stimare quanti dati invierà l’auto alla rete Cloud è impensabile attualmente, ma secondo alcune stime la mole di GB in viaggio tra l’auto e l’infrastruttura sarà di 25 GB (o più) ogni ora.

La differenza principale però è la mancanza di latenza dell’invio dei dati, poiché l’auto dovrà recepire quasi istantaneamente segnali e avvisi per reagire nel migliore dei modi alle necessità, compito che la rete 5G potrà adempiere nel migliore dei modi.