Guida autonoma Toyota: i passi per il futuro

6 settembre 2016

toyota safety sense (1)

L’evoluzione della guida autonoma di Toyota seguirà due grandi passi: prima sicurezza attiva, poi pilota automatico.

La grande novità dei prossimi anni, la guida autonoma, arriverà per gradi per molti produttori. Sarà così anche per Toyota che ha previsto due “step” nella sua evoluzione. La rivelazione arriva da Ryan Eustice di Toyota Motor Corp. che sostiene che le prime vetture veramente autonome arriveranno tra 5/10 anni.

I giapponesi hanno previsto due programmi, investendo un milione di dollari nel centro sviluppo in USA che si occuperà di robotica e intelligenza artificiale. Il primo progetto si chiama, in codice, “Guardian” e trasformerà l’auto in un “guardiano” dei passeggeri, sfruttando le tecnologia di sicurezza attiva che evolveranno quelle attualmente in circolazione. Sarà solo con il progetto “Chauffeur“, però, che arriverà il pilota automatico, così da permettere di viaggiare senza doversi concentrare sulla strada, cullati dagli automatismi del veicolo. Si tratta del cosiddetto “Livello 4”, lo scenario in cui l’auto sarà in grado di guidare senza intervento del conducente in qualsiasi condizione meteo, dovunque e in qualsiasi ora del giorno, permettendo all’uomo di staccare le mani dal volante e fare altro.

Anche in questo caso si arriverà all’obbiettivo per gradi, partendo dalla guida autonoma di Livello 4 limitata alle autostrade o alle strade interurbane ad esempio, per poi abbracciare il mondo delle città. Questo risultato si raggiungerà tra 5/10 anni mentre per il progetto “Guardian” i tempi sono già maturi. Oggi esistono già tecnologie in grado di evitare gli incidenti come il sistema anti-collisione con frenata automatica o il mantenimento di corsia e i prossimi anni porteranno al perfezionamento di tali sistemi. Le auto saranno infatti in grado di evitare l’impatto anche agendo autonomamente sullo sterzo così da aggirare l’ostacolo qualora il sistema calcolasse un’impossibilità di evitare l’ostacolo con la sola frenata.

Queste evoluzioni saranno poi alla base del progetto “Chauffeur” che, per il 2020 in autostrada, porterà le auto ad un’autonomia tale da mantenere e cambiare corsia e tenere la distanza di sicurezza dagli altri veicoli senza intervento umano. Per le città, poi, sarà necessario insegnare ai computer a pensare come gli umani, riconoscendo ad esempio situazioni in cui un vigile blocca il traffico anche in presenza del semaforo verde ad esempio.