GM abbandona i mercati di India e Sud Africa

19 maggio 2017

GM india

GM ha annunciato un programma di riorganizzazione dei suoi business in India e Sud Africa: nel paese asiatico rimarrà solo la produzione di auto da esportazione, mentre in Sud Africa le attività di produzione di veicoli commerciali sarà rilevata da Isuzu Motors. Stop alle vendite di Chevrolet in entrambi i mercati.

General Motor ha ufficializzato la chiusura delle operazioni commerciali in India e Sud Africa. La scelta del colosso americano nasce dall’esigenza di una riorganizazione e ottimizzazione delle proprie risorse, dovute anche a performance poco redditizie nei suddetti mercati. Entro la fine del 2017, il marchio Chevrolet verrà ritirato da entrambi i mercati.

Le uniche operazioni in India rimarranno gli stabilimenti produttivi, che continueranno a sfornare vetture destinate all‘esportazione in altri mercati del mondo, mentre nello stabilimento di Struandale (Sud Africa), dove attualmente GM produce veicoli commerciali, le attività verranno rilevate da Isuzu Motors.

Una questione di margini, come dichiara la CEO di GM Mary Barra:

Visto che l’industria continua a cambiare, stiamo trasformando il nostro business per far diventare GM un gruppo più sano e disciplinato. Ci stiamo impegnando verso iniziative che possano garantirci un ritorno (economico) maggiore, concentrando gli investimenti sul futuro della mobilità personale.

Un gruppo più “snello”

Obiettivo dichiarato è dunque quello di aumentare i margini di profitto, abbandonando i mercati meno promettenti, tagliando i “rami secchi” e investendo maggiormente nelle opportunità di business più attraenti. Proprio in India, infatti, in contrapposizione ad un mercato in cui Chevrolet non avrebbe avuto prospettive di crescita o leadership, GM ha triplicato le esportazioni nel 2016 rispetto al 2015 nello stabilimento di Telagaon, che produce vetture destinate al Messico e al Sud America.

I benefici di queste operazioni, secondo quanto calcolato da GM, saranno quantificabili in risparmi di 100 milioni di dollari all’anno.