Formula 1 : chi fermerà la Mercedes?

17 marzo 2016

F1 Melbourne #1Finalmente si comincia. Qualcuno riuscirà a fermare le Mercedes? La Ferrari sembra più vicina. Si preannuncia una lotta serrata tra gli altri team. Riflettori puntati anche sul ritorno di Renault e la novità a stelle e strisce Haas. Saprà riscattarsi la McLaren? Tanti gli interrogativi per questa nuova stagione che prevede novità per Qualifiche e pneumatici.

Qualcuno riuscirà davvero a fermare Lewis Hamilton e la Mercedes? Probabilmente questa è la domanda che ogni appassionato di Formula Uno si sta facendo dopo aver visto ciò che è successo nel 2015 e la prova di forza che le “frecce d’argento” hanno mostrato anche nei test pre-stagionali.

F1 Melbourne Hamilton #2Hanno realizzato ben 1.294 giri nell’arco di otto giorni a Barcellona, dimostrando di avere l’affidabilità e il passo necessario per consentire al campione del mondo in carica e a Nico Rosberg di stare ancora davanti a tutti all’Albert Park a Melbourne questo weekend.

E tra loro due come andrà quest’anno? Sarà importante capire chi riuscirà a sfruttare meglio e più in fretta il potenziale della W07 Hybrid ma, sulla carta, Hamilton resta ancora il favorito e sembra pronto per aggiudicarsi il terzo titolo consecutivo.  Non va dimenticato però che, almeno per ora, questo per Rosberg è l’ultimo anno di contratto con la Mercedes, quindi, dovrà essere più “cattivo” nelle battaglie con il suo compagno di squadra e questa stagione dovrà giocarsela davvero bene.

F1 Melbourne Vettel #1Il desiderio di molti appassionati è di assistere a una lotta più equilibrata soprattutto con la Ferrari e a un duello iridato fino all’ultima gara della stagione: alcuni giri veloci fatti segnare da Sebastian Vettel lasciano ben sperare e il fuoriclasse tedesco in molte occasioni saprà sicuramente annullare il divario che hanno ancora nei confronti degli avversari.

E non va sottovalutato Kimi Raikkonen, che pare si trovi molto più a suo agio con la nuova monoposto, soprattutto per la nuova soluzione adottata all’anteriore, con quel tipo di sospensione che meglio si adatta al suo stile di guida. Hanno abbandonato lo schema pull rod per tornare al push rod, in linea con le scelte di tutti gli altri.

Certo il tempo era poco e ridurre il gap che c’era nel 2015 non era una sfida facile. Dal punto di vista tecnico le “Rosse” sembra abbiano guadagnato più potenza ma avranno anche l’affidabilità? Di sicuro dovranno riuscire a mettere pressione alla Mercedes fin dalla prima gara e commettere pochi errori.

Anche la Williams, dopo il passo che la FW38 di Felipe Massa e Valtteri Bottas ha mostrato nei test, potrà talvolta inserirsi tra i “due litiganti” ma non credo avranno la stessa continuità per tutto l’arco del campionato.

Il timore è invece quello di dover assistere ancora di più a due campionati: quello dei due top team e quello degli altri, con un divario più netto rispetto allo scorso anno. Ma la lotta tra gli altri si preannuncia più serrata che mai, e c’è molto interesse anche per il nuovo team Haas. Come era prevedibile, i loro test invernali non sono stati facili e hanno avuto problemi di affidabilità, con problemi al brake-by-wire e non solo. La new entry statunitense spera molto nella partnership tecnica con la Ferrari per crescere più rapidamente e poter presto lottare almeno a centro classifica. E poi, senza nulla togliere a Esteban Gutierrez, potranno contare sull’esperienza e la velocità di Romain Grosjean. Realisticamente l’obiettivo per questo esordio è quello di andare a punti, e già non è poco.

C’è molta curiosità anche per il ritorno di Renault, che porta con sé Kevin Magnussen, bruciato troppo in fretta da McLaren, e il “rookie” britannico Jolyon Palmer, campione della GP2 Series nel 2014.

E la Red Bull, che qualche mese fa sembrava quasi destinata a lasciare la F1? Beh, non deve essere stato facile: ci si abitua bene quando si domina a lungo la scena e gli altri continuano a rincorrerti. Senza dimenticare comunque che nel 2014 grazie a Daniel Ricciardo erano stati i principali antagonisti della Mercedes, mentre l’anno scorso sono tornati fra i comuni mortali, anzi peggio. Un rapporto sempre più difficile con il fornitore di motori Renault e le continue minacce di uscire di scena hanno messo in secondo piano gli sforzi fatti per restare a galla con una vettura poco competitiva.

Ma Christian Horner dice che hanno voltato pagina, con un nuovo sponsor come TAG Heuer che mette il proprio brand sui propulsori Renault, e con cauto ottimismo sul loro futuro ha già più volte affermato che la decisione di Renault di correre con un proprio team dovrebbe avvantaggiare anche loro come clienti.

La Casa transalpina sta impegnando budget e ogni risorsa necessaria per diventare competitiva e la power unit è fondamentale: probabilmente ora hanno un’idea molto più precisa di quella carenza di prestazioni che i team clienti accusavano nella scorsa stagione e di quale direzione prendere per risolvere il problema. I progressi per Red Bull, che parte comunque con un buon telaio per la RB12, si dovrebbero vedere nel corso del campionato.

E questo vale anche per altre squadre, che forse saranno più competitive da metà stagione in poi. Mentre invece ci sono team come la Scuderia Toro Rosso che ha fatto subito un notevole passo in avanti a livello di performance, passando alla power unit della Ferrari.

E a proposito del team di Faenza, i due “rookie” Max Verstappen e Carlos Sainz Jr hanno dato vita a una stagione d’esordio impressionante e anche nei test hanno dimostrato di essere pronti per passare a un top team. Quindi i due portacolori di Red Bull, Ricciardo e Daniil Kvyat, saranno molto sotto pressione: dopo i due podi dello scorso anno, torneranno a vincere?

La Force India nei test ha mostrato una VJM09 motorizzata Mercedes con un buon potenziale e dovrebbe cominciare bene la stagione con due talenti come Nico Hulkenberg e Sergio Perez e una vettura competitiva, ma non hanno le risorse necessarie per svilupparla nel corso dell’anno. Potrebbe diventare interessante la lotta per il terzo posto tra loro, Red Bull e Williams.

F1 Melbourne Alonso #1E che McLaren vedremo in questa stagione? Dopo un 2015 a dir poco doloroso, con pochi progressi e troppe delusioni per due campioni del calibro di Fernando Alonso e Jenson Button, Honda sembra aver apportato migliorie significative e la power unit pare più affidabile. Ma mancano ancora di potenza rispetto agli avversari e la Mp4-31 sembra efficace solo in percorrenza curva. Speriamo davvero che possano cominciare ad entrare più spesso nel Q3 e a lottare in zona punti. Ma sono riusciti a fare pochi chilometri nei test e forse i primi veri progressi li vedremo all’arrivo del campionato in Europa, a Barcellona. Entrambi i piloti lo meriterebbero, ma il podio per ora resta un sogno lontano.

Sauber si affida ancora a Felipe Nasr e Marcus Ericsson, che la scorsa stagione hanno fatto esperienza, e alla nuova monoposto, la C35, che non è altro che l’adeguamento di quella dello scorso anno al nuovo propulsore della Ferrari, cercando di ridurne il peso e migliorarne l’aerodinamica. Credo che arrivare in zona punti sarebbe già un bel traguardo.

F1 Melbourne Manor Racing #1E per ultimo, ma probabilmente non più tale nelle classifiche di quest’anno, c’è il team Manor Racing: terminato l’accordo di fornitura pluriennale con la Ferrari, ora corre con le power unit realizzate da Mercedes. La nuova monoposto, la MR05, si è subito rivelata migliore di oltre 4” al giro rispetto al 2015, è leggera e destinata a crescere. Lo sviluppo non sarà però facile perché affidato a due “rookie”: il primo è Pascal Wehrlein, pilota junior della Stella a tre punte, che si era messo in evidenza lo scorso anno anche nei test della F1 a Barcellona guidando sia per la Mercedes che per la Force India, e campione uscente del DTM. L’altro è Ryo Haryanto, il primo pilota indonesiano della F1, ha vinto gare in GP3 e GP2 Series rivelando buone qualità, ma dovrà imparare tanto e non sarà una stagione facile.

Quest’anno, per cercare di rimescolare un po’ le carte, sono state apportate modifiche alle Qualifiche e al regolamento degli pneumatici.

Il nuovo format delle Qualifiche prevede un sistema ad eliminazione, un shoot-out, e la procedura è basata su 22 vetture ammesse a prenderne parte: fondamentalmente tutte le monoposto potranno accedere alla pista nel Q1, una sessione da 16 minuti, e 7’ dopo l’inizio il pilota che occuperà l’ultimo posto in classifica verrà eliminato e, a distanza di un minuto e mezzo l’uno dall’altro, ci saranno altri eliminati fino a lasciare quindici vetture in lizza per la pole. Sono quindici i minuti nel Q2 e  6’ dopo il pilota che occupa l’ultimo posto in classifica sarà eliminato. La stessa procedura verrà applicata ogni 90 secondi. Gli ultimi quattordici minuti del Q3 saranno i più “caldi” con otto piloti a giocarsi la pole position: 5’ dopo l’inizio della sessione il pilota all’ultimo posto verrà eliminato e lo stesso avverrà ogni minuto e mezzo, fino a quando saranno solo due piloti a contendersi la pole negli ultimi 90 secondi. Le reazioni sono state contrastanti: tra i piloti c’è chi si è detto favorevole, come Rosberg, ma tanti hanno invece criticato questa scelta. Cosa succederà? Beh, non sono abituati a compiere il loro giro di qualificazione nel traffico, quindi all’inizio della stagione vedremo un po’ di confusione prima che tutto torni alla normalità.

F1 Melbourne Pirelli #1Pirelli ha scelto di aggiungere una mescola in più, la Ultrasoft, molto morbida, dalla durata limitata ma con più grip e contraddistinta dal colore viola, pensata per i circuiti cittadini e più tortuosi. E in più ora fornisce ai team a ogni gara tre differenti mescole di pneumatici slick, anziché due, delle quali sarà possibile variare la distribuzione: questo lascia più opzioni per le squadre e speriamo davvero che i Gran Premi possano animarsi grazie alle diverse strategie scelte da team e piloti. Ma temo che, dopo le prime gare, le squadre si abitueranno a questi cambiamenti e tutto tornerà più o meno come l’anno scorso.

Sono state ridotte anche le comunicazioni via radio: gli ingegneri di pista non possono dare suggerimenti sulle traiettorie, sui cambi di marcia e, soprattutto, sui confronti con gli avversari. Sono vietate anche le comunicazioni relative alla gestione della monoposto, per esempio quelle sul consumo del carburante e l’utilizzo dei sistemi ibridi. L’obiettivo della FIA è di rendere i piloti più indipendenti e in effetti toccherà a loro prendere più decisioni, ma di sicuro nessuno farà scelte che possano compromettere il lavoro dei team. Questo potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) mettere in evidenza i più capaci, aumentando la possibilità di errori e sorprese.

F1 Melbourne #2Il primo appuntamento del campionato, come succede da anni, è quello australiano ad Albert Park, un circuito cittadino, che a inizio weekend è sempre particolarmente sporco e poco gommato. Il layout del tracciato prevede molte curve lente, quindi si opta per un carico aerodinamico elevato ed è molto importante il grip meccanico. Su questa pista accelerazione e frenata sono fondamentali. L’asfalto è piuttosto liscio,  quindi il consumo e il degrado delle gomme dovrebbero essere piuttosto contenuti. E, a proposito di pneumatici, Pirelli ha designato tre mescole: medium, soft e supersoft. Un treno di queste ultime sarà richiesto per il Q3, mentre per il giorno successivo sarà necessario aver conservato un treno di medium e di soft. Uno di questi, poi, dovrà essere obbligatoriamente utilizzato in gara.

Occhio anche al meteo, di solito piuttosto imprevedibile: in passato  si sono alternati sole splendente e pioggia torrenziale.

Oggi si è tenuta la prima conferenza stampa con le solite dichiarazioni di rito ma da venerdì si accendono finalmente i motori con la prima sessione di Prove Libere.

L’anno scorso vinse Lewis Hamilton con la Mercedes. E quest’anno? Le monoposto tedesche saranno ancora il riferimento e l’obiettivo per tutti sarà ancora quello di avvicinarsi il più possibile alle “frecce d’argento” e ridurre il gap.

Vorrei tanto sbagliarmi ed avere qualche piacevole sorpresa. Ma ciò che spero, da appassionato, è che quest’anno ci si possa divertire di più. Sarebbe un grande risultato.

Nicola Villani