DSD Boreas: l’hypercar spagnola dal nome greco

17 luglio 2017

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E’ stata presentata ai margini della 24 Ore di Le Mans questa esotica supercar dal nome greco e dal passaporto spagnolo: è la DSD Boreas, il primo frutto del lavoro di David Sancho Domingo, patron della startup iberica.

Il nome Boreas deriva dalla mitologia greca. Per la precisione, Boreas era il dio greco del vento del Nord, famoso per essere forte, temprato e determinato. DSD Design & Motorsport è invece il nome della startup spagnola che ha fatto della Boreas il suo primo passo concreto per l’ingresso nell’Olimpo (non a caso) delle supercar.

La Boreas, in effetti, trasmette subito la possenza di un dio greco fin dal primo sguardo: proprio quello che la startup, nata 10 anni fa e giunta solo adesso al termine di questo ambizioso progetto, si era prefissata. Le parole esatte del comunicato parlano della “forza di un dio, la velocità di una saetta e una tempra volatile”.

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Va (anche) a zero emissioni

I pochi dati diramati durante la presentazione parlano di 380 km/h di velocità massima e un tempo inferiore ai 3 secondi per raggiungere i 100 km/h da fermo. Questo grazie alla presenza di un powertrain ibrido plug-in con oltre 1.000 CV di potenza scaricati a terra su tutte e quattro le ruote tramite una trasmissione a sette rapporti (probabilmente robotizzata o a doppia frizione).  La trazione è invece solamente anteriore nel caso della modalità elettrica, che permette di percorrere circa 100 km a zero emissioni.

Sapore di hypercar

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Esteticamente parlando, la Boreas non spicca per originalità, ma il risultato complessivo è quello di una hypercar a tutti gli effetti, senza complessi di inferiorità rispetto alle sportive oggi in circolazione. La silhouette e la coda ricordano a tratti le sportive a motore centrale come Lamborghini, Ferrari e McLaren, mentre il frontale sembra ispirato a quello della rarissima ed esclusiva Lykan Hypersport.

Tanta fibra di carbonio pervade il bodykit, estetico ma soprattutto funzionale, mentre il colore della carrozzeria è un mix sapiente tra blu elettrico ad effetto quasi specchiato e il giallo lime: perfetto per un’auto che di “elettricità” se ne intende.

Solo per 12

Nel comunicato di DSD si parla poi della produzione di questa hypercar, con riferimento a 12 vetture “individually designed yet related”: questo potrebbe voler dire che ci saranno 12 modelli diversi l’uno dall’altro o anche semplicemente che la Boreas verrà declinata in 12 allestimenti, ognuno con personalizzazioni specifiche. Una vettura nata per correre ma da utilizzare anche come auto da tutti i giorni. Restano ancora diversi aspetti dell’auto da chiarire, ma le premesse sono interessanti, non credete?