Da Seat e Aqualia il biocarburante derivato dalle acque reflue

17 marzo 2017

Seat aqualia biocarburante

L’avreste mai detto che dalle acque reflue si potesse ricavare del biocarburante? Seat e Aqualia ci hanno creduto e sono riuscite ad ottenere una miscela che consente riduzioni di CO2 nell’ordine dell’80% rispetto alla benzina.

Giusto in tempo per celebrare la Giornata Mondiale dell’Acqua, che si terrà il 22 marzo, Seat e Aqualia (la principale società spagnola di gestione dell’acqua) presentano un innovativo biocarburante ottenuto proprio sfruttando le acque reflue che altrimenti finirebbero in mare.

In particolare, questa nuova fonte di energia per autotrazione è un biometano ottenuto dalla fermentazione degli scarti organici provenienti dalle acque reflue dopo un processo di purificazione. I numeri che si possono ricavare dall’utilizzo delle acque reflue sono impressionanti: dall’acqua di scarto di 50.000 persone si ricava una quantità di biogas sufficiente per far percorrere ad un’auto 5 milioni di kilometri, praticamente 5 volte il giro del mondo oppure, se volete, sei viaggi andata e ritorno sulla Luna.

Se pensiamo che in Spagna, ogni anno, vengono trattati 4.000 ettometri cubi di acque reflue (una quantità che riempirebbe 1,5 milioni di piscine olimpioniche), è facile immaginare quale potrebbe essere il vantaggio ambientale dell’utilizzo di questo biogas, che consente di ridurre le emissioni di CO2 di circa l’80% rispetto alla benzina. Ogni giorno, un impianto di trattamento delle acque reflue di medie dimensioni potrebbe far percorrere 100 kilometri a più di 150 vetture.

Il bello viene ora: questo biometano può essere utilizzato nelle auto dotate di impianto a metano come, per esempio, Seat Leon TGI e Seat Mii Ecofuel, con tutti i vantaggi che questi allestimenti portano ai proprietari: minore costo di rifornimento, minori emissioni inquinanti e minori restrizioni di circolazione in tantissime città. Interessante, non credete?

  • proxyy

    si bello, ma finchè ci sarà petrolio nessuna di queste nuove tecnologie verrà veramente sviluppata in scala industriale. E non sono un complottista!!