Cadillac, a breve il V2V sarà disponibile sulle CTS

10 marzo 2017

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Il sistema di comunicazione tra un’auto ed un’altra, il cosiddetto V2V sigla che indica il Vehicle to Vehicle, è uno dei punti fondamentali su cui giocare lo sviluppo della guida autonoma e renderla davvero completa e anche un po’ di più.

Già, perché poter conoscere in anticipo gli imprevisti presenti sulla strada è un bel vantaggio in termini di sicurezza (basti pensare ai cartelloni luminosi installati sulle vie di comunicazione delle città o delle autostrada) e proprio su questo principio si basa l’iniziativa di Cadillac. Sulle prossime CTS infatti verranno installati moduli per inviare messaggi tra un’auto ed un’altra.

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Piano piano i sistemi verranno diffusi a tutta la gamma General Motors (Cadillac è di proprietà del colosso americano) ma per ora si comincerà proprio sulla CTS. Il sistema è in grado di inviare fino a 1.000 “messaggi” al secondo ad una distanza massima di 300 metri, soluzione ideale per segnalare imprevisti magari in ambito urbano prevedendo situazioni di pericolo.

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Il funzionamento è basato su comunicazioni wireless Dsrc (Dedicated short range communications) e sul Gps. Le due tecnologie sono in grado di determinare la posizione, la velocità e la direzione di marcia degli altri veicoli, scambiando i dati in un flusso continuo.

Il V-2-V sarà disponibile di serie sulle Cadillac CTS vendute in Nord America e Canada e lavorerà con i dispositivi di sicurezza presenti: Driver Awareness e Driver Assist e dispositivi attivi come l’Adaptive Cruise Control che funziona fino ad alte velocità frenata d’emergenza automatica anche in retromarcia, controllo del traffico in arrivo e mantenitore di corsia.

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Questi dispositivi però perdono efficacia se paragonati al parco circolante, in cui dovrebbero essere diffusi sistemi che operano con uno standard il più diffuso possibile. Per questo GM sta cercando di raggiunge accordi con l’Amministrazione federale e altri costruttori per arrivare al risultato sperato.

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Del resto tanti altri produttori stanno lavorando per dotare le auto di un dispositivo simile, che prevede però la presenza di una rete di comunicazione 5G (molto più potente delle attuali più sofisticate come il 4G) ed anche l’installazione di infrastrutture per la comunicazione V2I (Vehicle to Infrastructure). Fantascienza? Sicuramente, soprattutto considerando la rete in alcune zone non solo italiane, l’importante è però cominciare a mettere insieme i pezzi necessari.

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