Bosch: auto e moto si parlano ed evitano gli incidenti

23 maggio 2017

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Alzi la mano chi non ha pensato che, in moto, sarebbe comodo uno scudo protettivo come quello dei film di fantascienza, in grado di farci rimbalzare intorno gli ostacoli in caso di incidente. Bosch è sulla buona strada per realizzarlo ma, al posto dei campi di forza, ha creato uno “scudo virtuale” che difende i motociclisti con il potere delle informazioni!

Insieme a Autotalks, Cohda Wireless e Ducati, Bosch ha sviluppato così un prototipo di un sistema che permette di far parlare tra loro auto e moto, bypassando il pilota che verrà avvisato in caso di vicinanza di un veicolo a due ruote. Impossibile, quindi, non essere visti o percepiti, evitando quindi quelle situazioni in cui angoli ciechi e disattenzione portano le quattro ruote ad abbattere i motociclisti. In ottica futura, inoltre, tale sistema avrà applicazioni automatiche nelle auto a guida autonoma.

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Fulcro di questa tecnologia è la connettività: per il suo funzionamento sono necessari tempi di trasmissione nell’ordine dei millisecondi e per questo si sfrutta lo standard WLAN per far viaggiare i dati. Il sistema scansiona fino a 10 volte al secondo alla ricerca di veicoli nel raggio di diverse centinaia di metri. Lo scambio di informazioni permette ad ogni veicolo di percepire l’altro anche a distanza, anche al di fuori della linea di visuale come in un incrocio ad esempio. L’algoritmo di gestione, poi, identifica automaticamente le situazioni di potenziale pericolo e avvisa i conducenti.

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Ogni veicolo diventa un “nodo” della rete e trasmette anche quando parcheggiato o fermo in coda: questo consente di creare un network in grado di coprire distanze maggiori rispetto a quelle del semplice raggio d’azione del WLAN e apre le porte ad ulteriori scenari. I veicoli connessi a Internet, ad esempio, potranno poi inviare report sul traffico sfruttando i rilevamenti di auto e moto che hanno solo la tecnologia WiFi ma non accedono al web.

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Storie:
  • matteventu

    Assolutamente non realizzabile in un futuro prossimo.

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  • Manuelicata

    La frase “bypassando il pilota” mi lascia perplesso.
    Sarebbe interessante capire in che modo il pilota verrà “bypassato” dal sistema nel controllo del veicolo.

  • StriderWhite

    Ci vorrebbe anche sulle bici un sistema che ti avviso per lo meno della presenza di altri veicoli, vista la recente morte di 2 sportivi sulle strade…

  • Garrett

    Di questi tempi sarebbe opportuno far “parlare” anche le bici. Ad ogni modo sono scettico. Basterebbero dei GPS con identificativo del tipo di mezzo utilizzato ed avremmo comunque una rete che identifica bici, moto camion, auto. Senza tutte queste iper connessioni

    • https://www.vincenzocaputo.com Vincenzo Caputo

      Il GPS sa dov’è posizionato se stesso in un dato momento, ma per comunicarlo ad altri serve una qualche tipo di connessione! 😉

      • Garrett

        Certo. Quante persone hanno il cellulare? Siamo già sempre costantemente connessi. Inutile creare altri sistemi. Possono mettere una dock per il telefono.

        • https://www.vincenzocaputo.com Vincenzo Caputo

          Sai com’è: poi c’è chi si fa le paranoie perchè siamo tutti geolocalizzati ecc… invece con questo sistema (che, cosa non indifferente, non prevede che vi sia obbligatoriamente copertura dati che di solito scarseggia fuori dai centri urbani) “vede” un altro veicolo per il solo motivo che entra nel tuo raggio di trasmissione. Secondo me è molto interessante come soluzione.

          • Garrett

            Prima di tutti questi discorsi, servirebbe maggiore senso civico, che è quello che manca in Italia.
            Da chi continua a guidare col telefono all’orecchio (molti) a chi guida col braccio fuori dal finestrino.

          • https://www.vincenzocaputo.com Vincenzo Caputo

            Se stai alla speranza del senso civico o del buonsenso delle persone, speri invano! Io prego che arrivi la guida autonoma il prima possibile.

          • Garrett

            nessuna speranza ma l’andazzo è che si deleghi sempre a terzi (cose o persone) ciò che potrebbe fare ognuno di noi.
            Se si ricerca la sicurezza, d’accordo la connessione ma stona con la brutta abitudine degli italiani indisciplinati e mi riferisco alle regole basilari.
            Se si guida si guida e non si parla con una mano al telefono o dando aria al braccio, fuori dal finestrino.
            La sicurezza non va cercata altrove. Come se la soluzione debba arrivare da chissà chi. Che si impari a fare le persone civili e poi se ne potrebbe anche parlare.

        • albe

          se, ciao, è già un’ impresa mantenere una connessione stabile tra cellulare ed auto con bluetooth, figuriamoci una stabilità per una cosa così puntuale e seria.

          • Garrett

            Ma secondo te uno che guida parlando al telefono o con un braccio a penzoloni fuori dal finestrino, interessa la sicurezza?

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