Audi A5 Coupé, l’eleganza con due porte in meno | HDtest

14 luglio 2017

Sarà che “ogni figlio è bello a mamma sua” ma per Walter De Silva, designer responsabile di Audi a partire dal 2002 e fino al tardo 2015, l’Audi A5 nata dalla sua matita “rimane la creazione più bella”. Ovviamente parliamo della prima generazione dell’A5 che ora, a distanza di ben 10 anni dall’uscita della prima serie, diventa più tecnologica e completa. 

Le due porte in meno illuminano le forme

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Specialmente in questa versione Coupé l’Audi A5 ha un pizzico di stile in più rispetto alla sua variante Sportback (cinque porte) esaltando ancora di più le forme eleganti del modello e la sua atleticità. La vista laterale mette in risalto le forme del 3/4 posteriore dove l’assenza delle porte posteriori sottolinea un profilo semplice e rigonfio all’altezza dei passaruota, piccoli tocchi che aumentano la percezione di sportività.

Davanti spicca la calandra Single Frame ora diventato un pezzo unico esagonale ancora più pronunciato, dotato di listelli cromati orizzontali che accogliono i quattro anelli simbolo della Casa di Ingolstadt. I gruppi ottici anteriori a LED ora sono (o meglio possono essere, attingendo alla lista optional) un pezzo di tecnologia ancora pressoché unico nel panorama automobilistico grazie ai LED a matrice. Al posteriore l’auto non perde la sua semplicità con elementi a sviluppo orizzontale lavorati per fondere eleganza e dinamismo. Chissà se anche De Silva sarebbe d’accordo con il lavoro del suo successore, Rupert Stadler…

L’abitacolo è un inno al minimalismo

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Il vero spettacolo però va in scena all’interno dell’Audi A5 Coupé, che non smentisce l’ottimo lavoro fatto sulla qualità percepita. L’abitacolo è minimalista e offre assemblaggi molto curati e l’accoppiamento tra plastiche e inserti morbidi è di elevatissima qualità. Al centro della plancia c’è poi lo schermo interfaccia dell’MMI, il sistema di infotainment di Audi, che è sospeso a mezz’aria come visto su alcune auto più recenti e di cui parliamo nel nostro approfondimento tecnologico.

L’assenza delle porte posteriori non rende di certo facile la vita a chi deve avventurarsi nei sedili posteriori. Già, perché arrivare al divano posteriore è più un’avventura da contorsionisti complice anche il passo che non solo è inferiore rispetto alla cinque porte (-6 cm.) ma lo è anche a confronto delle rivali dirette BMW Serie 4 e Mercedes Classe C Coupé. Le dimensioni esterne di 4,67 metri in lunghezza, 1,85 in larghezza e 1 metro e 37 centimetri in altezza farebbero sperare in qualcosa di meglio per l’abitabilità posteriore, che specialmente per chi è alto è davvero poca.

E’ un 2.0 ma sembra di più

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Una coupé deve avere un comportamento su strada all’altezza delle aspettative ed in questo l’A5 Coupé non delude dato che, grazie alla presenza di sospensioni e cinque leve sia all’anteriore che al posteriore e di un telaio leggero e resistente, la tenuta è ottima anche su fondi sconnessi. Grazie a queste soluzioni l’auto riesce a restare aggrappata al suolo anche quando l’asfalto non è in perfette condizioni, assicurando tenuta di strada e anche una piacevole sensazione di pieno controllo.

Certo non è una vera e propria sportiva ma piuttosto una Gran Turismo con i fiocchi, in grado di portarvi a percorrere centinaia di chilometri senza mai sentirsi stanchi o in difficoltà. Dove semmai la Audi A5 Coupé mostra qualche imperfezione è nel restituire troppe vibrazioni agli occupanti quando si passa sulle buche più secche. Un aspetto che si può anche perdonare ad un’auto dall’indole sportiva ma che alla lunga risulta fastidioso.

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Il gruppo motore-trasmissione invece merita un voto molto alto in pagella. Il 2.0 TDI da 190 CV e 400 Nm di coppia ha una spinta esagerata già dai bassi regimi e l’accoppiata con il cambio s-tronic a 7 marce risulta vincente nella guida impegnata. E’ un cambio veloce e sufficientemente “intelligente” anche se più di una volta lo si vorrebbe ancor più fulmineo. Alle basse andature invece è impeccabile rimanendo preciso e morbido nel salire di marcia.

Lo sterzo risulta preciso fin dai primi gradi di rotazione e l’auto si infila in curva piuttosto velocemente anche se l’insieme sterzo-ruote perde incisività nelle curve più strette ed in rapida successione. I consumi di questo 2.0 TDI sono ottimi considerando le dimensioni esterne dell’auto: in autostrada a 130 orari non è difficile fare i 20 al litro mentre in città si percorrono 14 Km/litro.

Prezzi: come sempre Audi gioca al top

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Il listino articolatissimo della Audi A5 Coupé parte dalla più economica 2.0 benzina da 190 CV, cambio manuale e trazione anteriore a 40.700 euro circa, che però non dispone della trazione integrale quattro. Per averla è necessario dirigersi sul 2.0 diesel con un prezzo base di 48 mila euro circa. Tra i motori disponibili a gasolio troviamo poi il 3.0 TDI da 218 s tronic o 272 CV con automatico Tiptronic a 58.700 euro. A dare libero sfogo alla cavalleria tocca però alla S5 3.0 V6 turbo da 350 CV ma il vero missile terra-terra è la RS5 da 450 CV a quasi 90 mila euro.

In conclusione: l’Audi A5 Coupé quindi è una sportiva di lusso in grado di essere divertente e facile da guidare in velocità. Non è certo ideale per chi cerca la potenza e la precisione di bolidi come la RS5 o la S5 ma permette di viaggiare in un abitacolo curato e costruito alla perfezione. Difetti? L’abitabilità posteriore non è certo da primato e alcuni optional, come l’ingresso keyless e la radio digitale DAB, dovrebbero essere offerti di serie visto il prezzo della vettura e delle dotazioni tecnologiche. Le prestazioni e i bassi consumi del motore 2.0 TDI sono poi la ciliegina sulla torta per una GT di ultima generazione, che non rinuncia allo stile tipico delle auto “con due porte in meno”.