Ride sharing: Uber e Didi investono nella sicurezza di driver e passeggeri

06 Settembre 2018 6

In seguito al terribile episodio che ha visto un driver del servizio di ride sharing cinese Didi Chuxing prima rapire e poi uccidere una cliente, i principali operatori del settore del noleggio con conducente corrono ai ripari investendo in una maggiore sicurezza per i milioni di passeggeri che ogni giorno utilizzano questo tipo di servizi.

La stessa Didi Chuxing, secondo quanto riporta Reuters, ha annunciato un investimento per 140 milioni di yuan (circa 18 milioni di euro) per migliorare il proprio servizio clienti e impedire che episodi come quello che ha sconvolto l'opinione pubblica mondiale non si verifichino più.

Attualmente, le autorità cinesi sono al lavoro nell'ambito di un'indagine a livello nazionale volta a comprendere il motivo per cui Didi - che tra gli investitori vanta anche Apple e Uber - non sia intervenuta nei confronti del conducente, oggetto di una lamentela segnalata al servizio clienti dell'azienda pochi giorni prima dell'omicidio.

Al momento, Didi ha annunciato di essere al lavoro su nuove soluzioni per migliorare la propria piattaforma di sicurezza, che a pieno regime sarà composta da 8.000 dipendenti, sospendendo momentaneamente alcuni servizi negli orari notturni.


Parallelamente, anche Uber è al lavoro per incrementare la sicurezza di passeggeri ma anche dei conducenti (la maggiorparte delle aggressioni registrate in questi anni è avvenuta infatti da parte dei passeggeri).

Si comincia con la nuova funzione Ride Check, integrata all'interno dell'applicazione per smartphone di Uber, che grazie agli accelerometri e ai sensori GPS integrati nei telefoni segnala alla centrale operativa quando un veicolo Uber viene coinvolto in un incidente. La notifica arriva inoltre sia al conducente sia ai passeggeri, chiedendo loro se sono stati effettivamente coinvolti in un incidente: se si tratta di un falso allarme, è sufficiente annullare l'alert, al contrario è possibile con un tap inoltrare la chiamata al 911 e alla linea di sicurezza di Uber. Nel malaugurato caso in cui non vi fosse alcuna risposta da parte della vettura, il servizio di Uber agisce di conseguenza inviando i soccorsi.

E poi c'è la questione della sicurezza all'interno del veicolo: se viene rilevata una sosta dalla durata superiore a quanto ritenuto necessario, Ride Check invia una notifica a conducente e passeggeri per verificare che sia tutto ok.

La funzione Ride Check, annunciata nella giornata di ieri dal CEO Dara Khosrowshahi, sarà rilasciata nel corso dei prossimi mesi.


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Commenti

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giuseppe scolaro

Sicurezza per tutti, da autista uber che sono. Poi una piccola lamentela? Una sola i clienti non tutti ma ci sono specialmente quelli italiani dovrebbero avere un po' più di rispetto

ubabienko
tangelinsky
aatom1988
Tony Musone

A quanto pare le passeggere uccise sono due, la prima risale allo scorso maggio e in questi anni, le denunce per stupro sono state decine.

Matteo

"Ride sharing: Uber e Didi investono"
pessimo gioco di parole

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