Nilox: a IFA i nuovi monopattini elettrici DOC ECO2, DOC LIGHT e DOC PRO2 | VIDEO

01 Settembre 2018 76

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Nilox sfrutta IFA per presentare tre nuovi modelli di monopattino elettrico, di cui uno in anteprima assoluta. Insieme a hoverboard, skate elettrici ed e-bike, i nuovi monopattini vanno ad arricchire la gamma di prodotti per la mobilità elettrica proposti dal marchio.

I modelli, come anticipato, sono tre: il primo, DOC ECO 2 (ritratto nell'immagine di copertina), viene descritto come un monopattino elettrico leggero e compatto, dal design rinnovato e ripiegabile con un semplice gesto. Grazie al nuovo telaio in alluminio, pesa 8,5 kg ed è studiato per sostenere fino a 100 kg di peso; ha un motore elettrico da 250 W che permette di raggiungere una velocità massima di 18 km/h e una batteria al litio da 36 V - 2.6 Ah che si ricarica in due ore garantendo un'autonomia di 15 km. Disponibile nelle varianti di colore black e white.

NILOX DOC LIGHT e DOC ECO 2

Il secondo modello, NILOX DOC LIGHT, è pensato per i teenager: presenta una larga pedana antiscivolo, un freno posteriore con design ergonomico e una colorazione vivace che lo rende visibile in strada. Dotato di manubrio regolabile in altezza, supporta un peso massimo di 50 kg, ha un motore da 150 W che permette di raggiungere una velocità massima di 12 km/h e una batteria al litio da 21.6 V - 2 Ah che si ricarica in due ore e garantisce un'autonomia di 6 km.

Infine, il terzo modello: si tratta di NILOX DOC PRO 2, il più evoluto monopattino elettrico Nilox, erede spirituale del DOC PRO e qui presentato in forma di prototipo. Prende spunto dal mondo motociclistico e ha sospensioni anteriori e posteriori, freni a disco e un telaio a traliccio tubolare. Pesa 16 kg e può raggiungere una velocità di 25 km/h grazie al motore da 250 W. Con una batteria da 48 V - 5.6 Ah ricaricabile in tre ore, garantisce un'autonomia di 25 km. Completano l'assetto le gomme da 10", i freni a manubrio e l'acceleratore a farfalla.


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Commenti

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MiniPaul

Non ho guardato il video, ma personalmente ne ho visti tanti, tantissimi.

Ripeto: non è questo il punto, e non voglio avere ragione.
Il punto è se è giusto o meno imporlo (secondo me no, anche se è buona abitudine indossarlo, almeno sulle bdc).

Tony Musone

Ma se a tuo avviso quei dati hanno valore relativo solo per l'autore, come mai in quel video non si vede un caschetto che sia uno?

MiniPaul

Apprezzo sempre gli spunti! ;-)

Per quanto riguarda la domanda sul libro: chi lo ha scritto esprime una propria opinione, basata su dati che - come ho scritto prima - hanno valore relativo (a mio avviso). Per questo non credo abbia alcun valore, se non quello di esprimere un punto di vista (magari condivisibile).

Le zone grigie in cui gli avvocati sguazzano esistono ovunque. Ma qui sei andato oltre quello che intendevo: io resto a livello molto più basso. Gli italiani sono famosi nel mondo per la loro capacità di eludere regole e leggi. Parlo dell'ordinario: code, ticket, tasse, parcheggi, ecc.
In Italia, quando un limite è considerato "assurdo", lo si ignora arbitrariamente. Non è così ovunque.

Per la parte sulle proporzioni: non è detto che debba esserci proporzionalità diretta. La densità abitativa ha senso valutarla solo se si considerano le varie zone: prendere tutto il Paese, facendo la media, significa poco.
Gli olandesi _sono_ più ligi alle regole, ma non credo sia possibile quantificare i benefici che se ne ottengono (oltre al fatto che tale civiltà ha consentito loro di creare quello che noi stiamo auspicando, ma un decennio prima).
Se hanno un minor numero di investimenti è proprio perché sono più attrezzati ed organizzati, oltre che civili, rispetto al popolo del sole, del mare, e del gran casino.
Ma anche qui.. non voglio polemizzare o avere ragione. Minimamente. Sono felice di sbagliarmi, perché in tal caso abbiamo qualche speranza.

Per tutto il finale, as usual, concordo 100%.

Tony Musone

- Non ti scrivo per voler avere ragione ma per spiegarti, dati alla mano, che ciò che per te, nella tua piccola esperienza, può essere folle, in un'ottica generale, con il progetto di voler stimolare una diversa mobilità, potrebbe non essere così folle.

Quindi, se Paesi con molte ma molte più biciclette in circolazione e le associazioni di categoria sostengono che adottare il "senso unico eccetto bici" è una scelta saggia, trovo sia miope continuare a pensare che sia una forzatura. Voglio dire, se le esperienze degli altri, gli studi e le ricerche, le statistiche e le discussioni non contribuissero a modificare quel che noi pensiamo, a che servono?

- Perchè la definisci un'intervista di "valore dubbio", dato che è autore di un libro sull'argomento: "Building the Cycling City"?

Dopodichè, non vorrei insistere ma dimmi in questo video girato ad Amsterdam, quanti olandesi vedi indossare un caschetto:
https://www.youtube.com/watch?v=pDlmn-Ipdns

- In ogni parte del mondo le leggi hanno delle zone grigie in cui gli avvocati sguazzano e 'sta cosa che "l'Italia sia famosa per la propria interpretazioni di regole e leggi" davvero non mi risulta. Mi faresti un esempio?

- E poi ti contraddici, prima scrivi che gli olandesi son più ligi alle regole e poi che il numero degli investimenti dipenderebbe dal numero delle auto in circolazione ma se così fosse, come ti ho già scritto, la proporzione dovrebbe essere direttamente proporzionale e quindi come mai i pedoni investiti non sono 1/5 come il rapporto tra numero di macchine in circolazione, ma sono 1/10? Tra l'altro hanno anche una densità abitativa doppia alla nostra 400 ab./km² contro 200 ab./km², il che dovrebbe andare a loro svantaggio.

- Ma anch'io sin dall'inizio dico che oggi non esiste e domani non esisterà un far-west dovuto al numero delle biciclette, il pericolo non è rappresentato dal loro numero ma dal numero delle auto. Più aumentano le bici, più diminuiranno le auto e il numero fa la forza.

A Milano, ogni giovedì sera che dìo manda in terra c'è la Critical Mass, decine, centinaia di ciclisti (ma non solo) di ogni età, estrazione sociale e politica, s'incontrano per pedalare tutti assieme. In quelle 4-5 ore la città torna in mano ai velocipedisti. Inutile descrivere quanto sia bello, divertente e liberatorio ;)

Desmond Hume

voglio una foto di niccolo seduto sul DOC PRO2, tanto qui basta chiedere

Cristian Louis Watta

In Italia metteranno il bollo perché sono più intelligenti

MiniPaul

D'accordo sulle opinioni personali. Quello che per me è follia non deve esserlo anche per te. L'ho detto subito: rispetto il tuo pensiero.. anzi. Non mi interessa minimamente avere torto o ragione. Mi interessa scambiare punti di vista e leggere qualcosa di nuovo ed interessante. ;-)

Riguardo il punto 4, mentre io parlo da esperienza personale, peraltro recente, tu ti riferisci ad interviste dal valore dubbio.
I turisti, poi, sono il mio lavoro: li vedo tutti i giorni. Solo non pubblico una loro intervista.
La mia idea è che volendo estremizzare si vede soltanto quello che si vuole vedere.

(5) Meno male. Chiaro che ci sono situazioni in cui è davvero imprevedibile, ma in linea di massima non mi sembra un campo dove ci sia la necessità di complicare la vita a chi attraversa. Anche qui, sinceramente, la mia metà australiana resta sconvolta ad ogni attraversamento. Là è la totale normalità vedere le auto ferme PRIMA di appoggiare un piede sulle strisce. Non so se mi spiego.

(5b) Bisogna chiarire chi siano "gli altri". Che gli italiani si adattino bene a leggi e regole, specialmente all'estero, è decisamente opinabile. Ti informo che l'Italia è famosa nel mondo (e dico davvero, nel mondo!) per la propria interpretazione di regole e leggi. Chiamiamola interpretazione.
Per quanto riguarda i pedoni investiti, mi pare evidente che con un numero di auto pari ad 1/5 le condizioni di traffico, e quindi di pericolo, non saranno minimamente paragonabili. Detto ciò, non stento a credere che l'Olanda possa vantare un sistema organizzativo migliore del nostro, in tal senso, ed è per quello che da qualche post sottolineo che dobbiamo seguire chi è virtuoso (come loro), e non chi fa peggio di noi.
La politica è conseguenza del DNA. Che poi non è DNA... è solo cultura. Oppure, ancora peggio, sono abitudini.

Condivido il tuo finale, anche se con un pelo di attenzione verso chi passeggia - in modo tranquillo e giustamente rilassato - nelle zone pedonali. Questi non dovrebbero preoccuparsi di biciclette che passano (ad ogni velocità) a 20cm da bambini piccoli (ed adulti).

Comunque, per concludere: la penso circa come te su tutto, tranne che sui nordici. Ho idea che tu ne conosca pochi... :-P

Tony Musone

Anch'io avevo fatto riferimento a "Paesi europei, dove esiste il "senso unico eccetto bici"" sei tu che hai dato per scontato fosse "anarchico" e continui a considerarlo "eretico e una forzatura" ma come credo che ognuno, quando non nuoce al prossimo, possa essere libero di pensare la qualsiasi, così credo che dopo aver visto i risultati delle prove empiriche e letto le statistiche, quelle considerazioni non possono che diventare delle opinioni personali e nulla più.

Altrimenti sarebbe un po' come quello che successe in Parlamento qualche anno fa, quando si discusse della possibilità d'introdurre "il contromano" anche nel nostro ordinamento e l'allora ministro dei trasporti Lupi si oppose sulla base del nulla e contro praticamente tutti gli interessati.
http://www.ciclobby.it/cms/7-notizie/414-senso-unico-eccetto-bici-il-ministro-lupi-se-lo-faccia-spiegare-dall-europa
http://www.repubblica.it/cronaca/2014/09/05/news/biciclette_contromano-95081854/

Rimane ovvio che quella pratica non può essere isolata ma deve far parte di un più ampio progetto in cui l'obbiettivo è incentivare il pedalare e il camminare, e quella non può che essere uno dei tanti tasselli, a patto che sia permesso in più strade possibili tanto da farla diventare uno standard, sennò il rischio, in quanto eccezione come a Milano, è che si riveli una scelta pericolosa, oltre che ridicola.

4- Dopo averti linkato la storia sulla genesi del "jaywalking" mi son messo a curiosare su Vox e guarda caso mi sono imbattuto in un'intervista, proprio di questi giorni:

David Roberts
The Dutch don’t wear bike helmets. How safe is it to ride a bike in the Netherlands?

Chris Bruntlett
We — like you — live in a place where helmets have been mandated by law, because they’ve been accepted as a commonsense safety device, normal as a seatbelt. But the Dutch show that [for them], safety in infrastructure, safety in slowing cars, and safety in numbers are all far more important than safety in body armor.

David Roberts
Yeah, the US approach seems to be to up-armor the cyclist so that cars don’t have to change.

Chris Bruntlett
Exactly.
Less than 0.5 percent of Dutch cyclists wear helmets, which is one in 200 people on bikes. And that’s really just the sport cyclists. Virtually everybody else, from children to old people, doesn’t even think about helmets. It’s just not present in their culture, because they’ve ultimately decided that it’s far more important to build this culture of everyday cycling, and to build safe streets, instead of requiring people to protect themselves.
https://www.vox.com/science-and-health/2018/8/28/17789510/bike-cycling-netherlands-dutch-infrastructure

Ora, tra quel che ricordo, quel che ho appena letto e quel che ho visto su Street View comincio a chiedermi in quale Olanda tu sia stato e quali olandesi siano tuoi ospiti ;)

5- No. Non mi risulta che sulle strisce pedonali il pedone debba manifestare alcunchè per aver diritto alla precedenza, basta "accingersi ad attraversare" e l'automobilista dovrà rallentare o fermarsi. Ma anche laddove non ci siano strisce e il pedone abbia già iniziato ad attraversare, gli si dovrà consentire di raggiungere il lato opposto in sicurezza.

Quindi, a meno che non si dimostri che l'attraversamento è stato imprevedibile e l'impatto inevitabile, si è sempre in torto quando s'investe un pedone.

5b- La presunta superiorità degli altri nell'approccio alle regole l'ho sempre trovata una càgata pazzesca. Anche all'estero ci sono le leggi, leggi a cui gli italiani si adattano benissimo sia da turisti che da residenti. E poi, malgrado in Olanda il numero di auto sia 1/5 del nostro, i pedoni investiti sono un decimo. Ma come dicevo, non credo sia una questione di DNA ma una semplice questione di politica prima e di numero poi. Una politica che favorisce i pedoni e i ciclisti, automaticamente aumenta il loro numero per le strade. E fa sempre parte della questione da cui siam partiti http://disq.us/p/1v89nj5

Dopodichè è ovvio che il pedone debba avere la precedenza sul ciclista e questo la debba avere sulle auto (a me capita spesso di pedalare addirittura sul marciapiede e dopo anni, non ho ancora mai investito nessuno e nemmeno mai scampanellato). Ma nell'attuale codice della strada, l'area pedonale è una zona aperta ai velocipedi, però questi ultimi, come abbiamo già visto, "devono condurre la bici a mano quando sono d'intralcio o di pericolo per i pedoni".

Ora non ricordo se in Germania o in Olanda le zone pedonali erano aperte alle bici solo in certi orari e non in altri, perchè in teoria il ciclista con un'alternativa, non ha nessun vantaggio ad attraversare un area pedonale colma di gente. Se non fosse che in Italia, per assurdo, quelle pedonali sono le poche zone in cui è possibile pedalare in sicurezza, il che scatena la solita guerra tra "poveri", tra ciclisti e pedoni, quando invece soprattutto OGGI il vero ed unico nemico in città è l'automobile.

MiniPaul

Per quanto riguarda il contromano controllato, cambia tutto il discorso.

Io, fin dall'inizio, mi riferivo a quello "incontrollato" ed anarchico. Del resto ho anche utilizzato la parola anarchia. :)

I pericoli non li ho letti, li ho visti. Negarli significa volersi nascondere dietro ad un dito, a mio parere.
Il fatto che possa avere un effetto complessivamente positivo sulla sicurezza stradale, a mio avviso, è una grandissima eresia (o forzatura).

Comunque comprendo il tuo punto di vista e non lo contesto, anche se la penso diversamente.
Per la cronaca, anche io mi sento "in pericolo" quando pedalo sulla destra e le auto mi passano a 30cm.

Sono stato un sostenitore del centro pedonale del nostro paesino, quindi sono sempre favorevole al passaggio verso zone ciclo-pedonali, e soprattutto verso l'idea di mantenere le auto al di fuori di certi ambienti.
Su questo concordo al 200%. Città e paesi a misura d'uomo. Abitudini e cultura.

Niente parcheggi ambo i lati (dove devo firmare?).
Questo non avviene perché - banalmente - le amministrazioni comunali non vogliono perdere consensi. Comprensibile, ma è del tutto fuori dal tempo e dalla logica di paese a misura d'uomo.

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(4) Sono stato in Olanda pochi mesi fa, l'ultima volta. Fatico a trovarne uno senza caschetto, a dire il vero.
Persino i turisti qua, guarda-caso, si portano tutti dietro il caschetto (in vacanza!) e lo utilizzano persino sulle city-bike.
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(5) Non voglio dire un'eresia, ma qualche anno fa non si era specificato, tra l'altro, che i pedoni dovessero manifestare l'intenzione di attraversare? Non mi ricordo precisamente, ma ho la vaga memoria di qualcosa di simile.
Paragonare le vittime di Italia e Olanda ha senso solo se si considera la diversità di popolazione, e soprattutto la diversità culturale nell'approccio alle regole.
Capisco ci siano 13 milioni di persone che pedalano, ma ci sono 1/6 delle autovetture e un traffico completamente diverso, per diverse ragioni.
Non voglio infierire, ma siamo tutti consapevoli di come funziona la mentalità italiana dove ci sono regole (sempre inutili). Vero che l'erba del vicino è sempre più verde, ma è evidente che in alcuni Paesi la base di partenza è assai più civile (e di conseguenza è più semplice impostare una società a misura d'uomo, come la immagini tu).
Comunque siamo un po' usciti dal seminato: le biciclette hanno l'obbligo (morale) di rispettare i pedoni, i quali sono i primi ad irritarsi per la presenza di tante biciclette che procedono a caso, zig-zagando tra passeggini e bambini, in zone pedonali.
Non ci sono vittime, ma è sicurezza anche questa. Perché i miei bambini devono essere messi in pericolo da biciclette che sfrecciano a destra e a sinistra, senza una logica, mentre stiamo passeggiando in una zona pedonale? Devo tenerli fermi? Perché? Sono cani, da tenere al guinzaglio? Questo succede regolarmente, tutti i giorni.
Sia chiaro, basterebbe un po' di educazione da ambo le parti...
E' solo questo il punto, dove secondo me occorre un po' di ordine.
Per tutto il resto sono comunque d'accordo con te, modificando solo qualche accento. :-)
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(7) Guarda, è qualcosa di spettacolare. Il mio lavoro è fonte di tantissimo stress, specialmente nella stagione estiva. Non vi è cosa più bella del prendere la bici ed uscire per 3-4 ore (quando possibile) e scaricare tutto in questo modo. Stupendo.

Tony Musone

2/3- Quando mi riferivo ai Paesi in cui esiste il "senso unico eccetto bici" non mi riferivo ad un contromano incontrollato ma a quello regolato con tanto di cartelli. Permettere il contromano facilita e incentiva la circolazione delle bici (in alcuni di quei Paesi esiste anche la possibilità di attraversare col rosso, o meglio, la svolta a dx con semaforo rosso)

Non so dove tu abbia letto di "grandi pericoli, ... criticità e di incidenti per il traffico contromano". Io leggo:
"2. La sicurezza del pedalare contromano.
La ricerca accademica rivela che esiste un ampio consenso sul fatto che l'introduzione e l'uso del pedalare contromano su determinati tipi di strade non aumenta i rischi di una collisione. Invece, si ritiene che possa avere un effetto complessivamente positivo sulla sicurezza stradale"

(Io per dire mi sento più sicuro nel pedalare vedendo le auto in faccia piuttosto che averle dietro di me, un po' come quando si cammina in extraurbano in assenza di marciapiedi in cui è obbligatorio camminare nella corsia opposta al senso di marcia. In poche parole mi fido minga, preferisco accostare e fermarmi io, piuttosto che sentire il fiato sul collo o peggio, essere sorpassato a filo a 30-40 km/h.)

Bisogna fare delle scelte per poter trasformare le nostre città e i nostri paesi in ambienti più a misura d'uomo, riconquistando gli spazi occupati dalle automobili. Tra l'altro è dimostrato che le attività commerciali situate nelle zone pedonali e ciclabili hanno avuto benefici economici. Perciò ci sarebbe solo da guadagnare, è solo una questione culturale e di abitudine.

Quindi nelle strade strette con parcheggio su ambo i lati, come quelle che descrivi e che trovi anche a Milano, bisognerebbe eliminare il parcheggio su di un lato e destinarlo ai ciclisti (dovrebbero essere i cittadini a pretenderlo così come avvenne ad Amsterdam e a Copenaghen, altro simbolo della mobilità su due ruote, ma in attesa che i nostri compaesani si sveglino spero che la Politica e le Amministrazioni Comunali trovino il coraggio necessario per un'inversione di rotta.)

4- Allora ho frainteso, pensavo intendessi dire che in Olanda il casco fosse obbligatorio. Ma anche se la mia ultima visita a Rotterdam, Utrecht e Amsterdam risale a una decina di anni fa, non ricordo che fossero molti ad utilizzarlo. Perciò pensando che le cose negli anni potessero essere cambiate, mi son fatto un giro con Street View e anche oggi non se ne vede nessuno col caschetto... Prova ;)

5- No, Non ho dimenticato di "sottolineare la parte che dice che in assenza di percorso promiscuo bisogna scendere dalle bici." perché in quella parte si fa esplicito riferimento ai marciapiedi.

I velocipedisti che attraversano in sella sulle strisce sono assimilate ai pedoni i quali nell'attraversamento "devono usare la comune diligenza e la comune prudenza" così come prescrive l'art 182 comma 4 del CdS. Ciò vuol dire che nemmeno i pedoni possono attraversare correndo.

E comunque il pericolo, nella stragrande maggioranza dei casi, è rivestito dalle auto, non dai pedoni e nemmeno dai ciclisti. Mi sembra che fossi tu colui che si stupii quando pubblicai le percentuali (3,3%) in cui il pedone con il suo comportamento fosse responsabile di un incidente. Per la cronaca: nel 2017 gli indici di mortalità per un pedone (dati ISTAT) è 5 volte quello degli occupanti di un'autovettura, quello dei ciclisti è il doppio.

Se poi si pensa che l'anno scorso, in Italia, con l'attuale numero di ciclisti, ci son state 254 vittime (e 600 pedoni) invece in Olanda dove ci sono 13 milioni e mezzo di persone che pedalano le vittime sono state 206 (58 pedoni), direi che è evidente che qui qualcosa non vada e forse sarebbe arrivato il momento di rivedere le priorità.

7- La ciclabile "la percorri diverse volte al mese per svago e relax"? Ammazza che invidia! ;)

8- The forgotten history of how automakers invented the crime of "jaywalking"
https://www.vox.com/2015/1/15/7551873/jaywalking-history

Max

fattene te una ragione, sono mezzi che possono in discesa arrivare 60 km/h quindi possono far male.

Tony Musone

- Ancora? Guarda che qui l'unico a snocciolare opinioni basate sul nulla sei tu a partire da quel "ci sono più morti tra i ciclisti che tra i motociclisti, fattene una ragione"

Tutto può essere un pericolo, anche stare in casa è pericoloso, ogni anno sono circa 8 mila i decessi per incidenti domestici ma in qualunque strada del mondo il pericolo numero UNO per pedoni e ciclisti, soprattutto bimbi e anziani, i cosiddetti utenti deboli, è rappresentato dalle automobili e gli automobilisti. PUNTO. Poi se vuoi vivere in un mondo tutto tuo fai pure ma la realtà è un'altra.

- Quella frase riguardo la responsabilità in caso d'incidente con un minore non è una mia frase ma il codice della strada olandese e presuppone un'altra cosa, quella che anche nel caso in cui un minore sia totalmente colpevole, l'automobilista lo è comunque al 50%, sempre ammesso che riesca a dimostrarlo.

- Veramente il motivo per cui questo è uno tra i Paesi europei in cui ci sono più automobili pro capite e il trasporto pubblico è tra i peggiori, è proprio per persone come te, capaci di guardare la pagliuzza e incapaci di vedere la trave.

E con questo passo e chiudo. Salùt

p.s.
L'assicurazione obbligatoria e la targa per le bici NON esiste da nessuna parte al mondo nemmeno in Olanda dove ci sono più bici che macchine, fatti una domanda e datti una risposta.

MiniPaul

In realtà quello che dici non è molto lontano da quello che penso. Semplicemente sono un po' meno estremista nelle valutazioni.

Ad esempio, relativamente al punto (2), mi vuoi dire che non vedi le biciclette che passano con il rosso? Qua se ne ferma una su dieci.
Non ho bisogno di statistiche per vederlo, e per vedere che si tratta di un grande pericolo.

(3) I documenti che linki riportano grandi pericoli, parlano di criticità e di incidenti per il traffico contromano. Il fatto che su alcune strade sia stato consentito (e quindi non si parla più di contromano, se consentito) non implica, in alcun modo, che questo sia consentito dove non è esplicitamente specificato.
Le strade su cui tale traffico viene consentito sono munite di apposita segnaletica. Di fatto, quindi, non si tratta di contromano.

Qui abbiamo strade strette, con parcheggi da ambo i lati, dove il traffico contromano non solo è pericoloso, ma è enormemente di intralcio alla circolazione (le auto devono fermarsi per evitare di fare danni). Pur essendo un ciclista non lo ritengo corretto.

E comunque, ribadisco, in qualsiasi paese al mondo dove io sia stato, se è contromano è contromano (*a meno che non sia diversamente esplicitato con segnaletica), biciclette incluse. Vale anche e soprattutto in Francia, Belgio, Olanda e Germania.

Milano, via Brera. Come vedi si tratta di UNA eccezione (tutte le altre strade prevedono che il contromano sia vietato, oltre che pericoloso) con - appunto - apposita segnaletica. Quindi, di fatto, non è contromano.

Chiaramente mi riferisco a tutti i casi (milioni di strade) dove non è indicato nulla, e dove le bici procedono liberamente contromano, ignorando i divieti.

(4) Non ho mica detto che è obbligatorio, in Olanda. Ho detto che tutti lo indossano, è diverso. Non lo hai notato? =)
Con le regole mi riferisco (e l'ho scritto) a tutte quelle di sicurezza, dalle luci ai catarifrangenti, ecc. Le ignoro, ma so che sono molte e dettagliate (in Olanda).
Ho preso l'Olanda come riferimento proprio per il motivo che dici: sono il Paese (al mondo) dove le due ruote hanno maggior impatto ed importanza. Il Paese da imitare, mi verrebbe da dire.

(5) E chi li adora, i vigili? ;-) Hai dimenticato di sottolineare la parte che dice che in assenza di percorso promiscuo bisogna scendere dalle bici.
Quella sull'attraversamento è interessante, perché non la conoscevo. Quindi grazie.

(6) No, ci mancherebbe.

(7) Molto bella. Ed ora stiamo cercando di estenderla sulla nuova tratta, andando quasi a raddoppiarla. Io la percorro diverse volte al mese, per svago e relax. La prossima volta... fermati per un caffè! =)

Max

Parli sempre per il tuo pensiero, i ciclisti possono essere un pericolo quindi non vedo che problema ci sarebbe fare una assicurazione che protegga eventuali danni a cose e persone? cosa è ti scoccerebbe spendere 10 euro l'anno? i motociclisti pagano assicurazione salate quindi è inutile puntare il dito. Ma nel caso in cui il ciclista sia un minore, il torto è al 50 % dell'automobilista a prescindere, tua frase che fa capire che il 50% è colpa di ciclisti. Per questo andiamo a rotoli ci sono persone come te che non capiscono i problemi, io comunque non dico che i ciclisti sono un pericolo assoluto, sono anche io un ciclista, dico solo che è sarebbe una buona soluzione fare un assicurazione obbligatoria per danni e targare le bici. poi pensale come ti pare.

Tony Musone

Rispondo anch'io per punti, azzardando una numerazione, inoltre chiedo scusa in anticipo per la prolissità ma da ciclista urbano quale sono, questo è un argomento che mi sta a cuore ;)

1- Oggi le e-bike non rappresentano un'emergenza nemmeno laddove sono più diffuse, così come non lo sarà in Italia un domani, quando avranno la stessa diffusione. Si scrive che gli incidenti a carico di ciclisti olandesi (tanto per cambiare) siano aumentati, soprattutto quelli dei ciclisti anziani a bordo di e-bike, ma ci si dimentica di dire che questi ultimi e gli utenti sulle due ruote in generale, sono aumentati di molto e di conseguenza anche i km percorsi, perciò le vittime a km sono rimaste pressoché invariate (e rimangono inferiori a quelle italiane)

2- Non è un "giudizio soggettivo", ho riferito il risultato di studi pubblicati sul sito della Commissione Europea (di cui ti ho allegato il link in un precedente commento) ma il passaggio importante non era quello riguardo al numero d'incidenti in aree urbane ma quando scrivono:
"Gli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti si verificano frequentemente in strutture progettate per pedoni e ciclisti come attraversamenti pedonali, piste ciclabili e percorsi ciclabili su strada delimitati da linee. Ciò significa che queste strutture non sono necessariamente sufficienti per prevenire gli incidenti."
A conferma che il problema non è l'indisciplina dei ciclisti ma quella degli automobilisti. Ed era per rispondere alla tua affermazione secondo cui:
"la tendenza (tutta italiana) volta ad ignorare la segnaletica (perché ritenuta valida solo per i mezzi a motore, quando così non è). In una situazione dove ogni mezzo procede sullo spazio predisposto, il problema non si pone nemmeno."

E i dati raccolti dalla Regione Lombardia nel 2015 confermano la stessa cosa, chi ignora la segnaletica e le norme di sicurezza non sono i ciclisti:
"In Lombardia, dalle analisi sulle circostanze per le quali avvengono gli incidenti e in cui muoiono ciclisti risulta come, nella maggioranza dei casi, chi si trovava in sella alla sua bicicletta procedeva regolarmente e senza svoltare. Al contrario, nelle principali cause attribuite agli altri veicoli coinvolti nei sinistri a danno dei ciclisti, emergono la guida distratta o l’andamento indeciso."
http://www.eupolis.regione.lombardia.it/shared/ccurl/0/889/TER14022_CMR_Quaderno_1_Ciclisti.pdf

3- Il "contromano eccetto bici" non è affatto una eresia, anzi, è raccomandato per più di un motivo ed è consentito in alcune strade inglesi, francesi, belghe, olandesi e tedesche e mi sa anche in alcune città americane.
https://etsc.eu/wp-content/uploads/Briefing-Contraflow-Cycling.pdf
https://ec.europa.eu/energy/intelligent/projects/sites/iee-projects/files/projects/documents/presto_fact_sheet_contra_flow_cycling_en.pdf

E dall'anno scorso (a dimostrazione del coraggio con cui il Comune di Milano voglia incentivare l'uso delle bici -irony mode/off-) è possibile percorre contromano Via Brera.
https://blog.urbanfile.org/2017/09/27/milano-brera-oggi-via-brera-consentito-alle-bici-senso-unico-inverso/

4- Ti sbagli, in Olanda non c'è l'obbligo d'indossare il casco (di contro in Australia tale obbligo c'è dal 1990) puoi anche indossare le cuffie per ascoltare musica e usare il telefono. I Paesi in cui vige l'obbligo del casco sono meno di quanto tu creda * e sono ben poche le associazioni di ciclisti che appoggiano tale scelta **.
Con questo non dico che in Olanda non ci siano regole ma è anche vero che un codice in cui si preveda la colpevolezza dell'automobilista fino a prova contraria (cosi come mi sembra si preveda anche per il ciclista nei confronti del pedone) fa sì che il ciclista si senta più tutelato e l'automobilista stia più attento. Tanto che i Paesi Bassi sono una tra le nazioni europee (forse al mondo) in cui le due ruote sono il principale mezzo di trasporto urbano.
* https://en.wikipedia.org/wiki/Bicycle_helmet_laws_by_country
** Un esempio tra tutte: https://ecf.com/what-we-do/road-safety/ecf-position-helmets

5- Effettivamente per come l'ho scritto era fraintendibile, se non del tutto sbagliato. Intralcio alla circolazione è inteso in situazioni particolari, non con la presenza di automobili ed è sempre riferito alla salvaguardia dei pedoni.
Che poi i vigili redarguiscano o sanzionino non conferma alcunché, se non che spesso, grazie alla divisa, sono solo dei saccenti prepotenti:
- Parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
"... Qualora circolino in promiscuo con i pedoni, i ciclisti sono tenuti ad attraversare sugli attraversamenti pedonali, che godono di precedenza ai sensi dell'art. 40, c. 11, del Codice; se sono presenti lanterne semaforiche pedonali, ai sensi dell'art. 41, c. 15, i ciclisti devono assumere il comportamento dei pedoni di cui al medesimo art. 41, c. 5, intendendo che sono fermi o attraversano quando c'è via libera per i pedoni, senza necessariamente scendere dalla bicicletta; se necessario, devono inoltre adottare il comportamento di cui all'art. 182, c. 4. ... in assenza di percorso promiscuo pedonale e ciclabile... i conducenti di velocipedi dovranno necessariamente procedere a piedi, in quanto non è consentita la circolazione dei velocipedi sul marciapiede; l'attraversamento sulle strisce pedonali in sella al velocipede è consentita assicurando tuttavia il rispetto di quanto disposto dall'art. 182, c. 4."

https://www.soprov.it/sites/default/files/cds_normativa/M.I.T.%20Velocipedi%20Circolare%204444%20del%2001.08.2012.pdf

6- Ah ok. Ho frainteso. Pensavo che sperassi in più ciclabili in extraurbano piuttosto che in città
7- La "ciclabile dei fiori" la feci quando l'aprirono e un'altra volta nel 2016 ma solo da San Remo a Riva Ligure

Matteo Bramucci

L'unica cosa da rendere obbligatoria sono i mezzi elettrici....altro che assicurazioni e hurocrazbu varie.
Impariamo dal nord Europa invece di complicarci sempre la vita.
Più le cose sono semplici più funzionano.

MiniPaul

Rispondo per punti (solo per semplicità, non per essere tedioso!)

- Tu hai scritto "non si può negare che la diffusione di bici elettriche sia potenzialmente un grande pericolo per la sicurezza e per la circolazione." Ora, per me, ciò che rappresenta un grande pericolo è un'emergenza. (Edit: e sempre per me, la diffusione delle e-bike hanno più pro che contro)

-> Ho detto "potenzialmente". Ciò che è potenzialmente pericoloso non è "un'emergenza ciclisti" oggi. Questa è una tua interpretazione.
Anche per me la diffusione delle e-bike ha più pro che contro. :-)

- Allora non hai letto il link che ti ho allegato (se non ti piace, ne trovi altri in rete che giungono alla stessa conclusione):
"Most fatalities, severe and slight injuries to pedestrians and cyclists occur in urban areas. Motor vehicles (cars, lorries, and buses) account for over 80% of vehicles striking pedestrians and cyclists. Crashes involving pedestrians and cyclists occur frequently at facilities designed for pedestrians and cyclists such as pedestrian crossings, cycle tracks, and cycle lanes. This means that these facilities are not necessarily good enough to prevent crashes. However, pedestrian crossings might also be the location at which roads are most often crossed."

-> Questo è un giudizio soggettivo. Il fatto che la maggior parte degli incidenti avvenga in aree urbane è scontato, così come è normale che la causa siano principalmente i veicoli a motore. Ciò non significa che non siano necessarie misure di tutela per tutto il resto.
Sono enormemente a favore di misure che tutelino i ciclisti ed i pedoni, in generale. Semplicemente ritengo che l'anarchia (intesa come assenza di regole) non sia necessariamente un incentivo positivo all'utilizzo della bicicletta.

- Tranne nel caso in cui si metta in pericolo il pedone o s'intralci la circolazione, in nessun articolo del nostro Cds si fa espresso divieto d'attraversamento delle strisce pedonali in sella alla propria bici

-> Qualsiasi attraversamento pedonale, in sella alla bici ed in presenza di auto, comporta un intralcio alla circolazione. Ho visto intervenire diverse volte per queste operazioni, che dalle nostre parti sono la normalità (e neanche a farlo apposta, sono una delle poche abitudini regolarmente smorzate dai vigili urbani).

- In Europa sono più i Paesi in cui non è obbligatorio l'uso del casco rispetto a quello in cui lo è, per la semplice ragione che la maggior parte degli incidenti in cui un ciclista perde la vita, dipende dall'essere investito da un'automobile ad alta velocità e in quel caso non c'è casco che tenga (anche perchè, se non sbaglio, sono utili nel caso di impatti a circa 20-25 km/h). Per rendere la pedalata più sicura sarebbe molto meglio concentrarsi sulle infrastrutture e sull'educazione stradale, soprattutto quella degli automobilisti, piuttosto che concentrarsi sull'abbigliamento del ciclista.

-> Lavoro in Hotel, come ben sai (ormai... :-) ). Mi credi se ti dico che solo pochissimi dei nostri clienti (principalmente stranieri, europei o svizzeri o russi) non si pongono il problema del casco, pur sapendo che in Italia non è obbligatorio? Sicuramente i francesi, i russi e gli italiani. Tutti gli altri lo chiedono (abbiamo le biciclette ad uso gratuito per i nostri ospiti), o persino lo pretendono.
In ogni caso i Paesi europei dove il casco è obbligatorio sono tanti. Ed altrettanti sono quelli dove non è obbligatorio, ma dove nessuno si sogna di andare in bici senza.
Io sono un po' fuori dalle righe, perché pedalo spesso senza caschetto. Ti assicuro che (giustamente) mi prendo insulti da tutti. Purtroppo sono testa dura, e lo ammetto...
Sottolineo che bisogna prendere esempio dai Paesi virtuosi, e non il contrario.

- Le biciclette devono passare ovunque, soprattutto contromano (come nella maggior parte dei Paesi europei, dove esiste il "senso unico eccetto bici") e se larghezza lo permette e la velocità è a passo d'uomo, dando sempre la precedenza ai pedoni, dovrebbero poter pedalare anche sui marciapiedi e nelle aree pedonali (altrimenti vietiamo anche chi corre).

--> Non so in quali paesi sei stato, ma il senso unico eccetto bici è un'eresia.
In molti Paesi (vedi Australia) ti ritirano la patente, se procedi contromano in bicicletta (mai capito il collegamento, ma tant'è... eheh).
Per quanto mi riguarda è follia. Pericoloso per chi va contromano e per chi procede nel senso "corretto".

- Non vedo perchè sarebbe impossibile far sì che coloro i quali guidano una potenziale arma col colpo sempre in canna, non possano essere quelli più attenti e invece debbano essere gli altri a dover stare sempre all'erta e pronti a schivar le pallottole.

-> Sono d'accordo con te. Però non è semplice come la teoria lascerebbe presupporre. Il concetto di base è corretto (penso sia poco opinabile), proprio come dici tu.

Per esempio in Olanda si parte dal presupposto che l'automobilista abbia sempre torto e in caso di contestazione tocchi a lui l'onere della prova ma in caso d'incidente con un minorenne, la colpa è a prescindere dell'automobilista al 50% (e se non sbaglio tempo fa proprio in Australia si discusse per introdurre lo stesso principio)

--> Olanda. Attenzione, uno dei Paesi con le normative più stringenti per i ciclisti. Un Paese dove nessuno si sogna di procedere senza casco, senza luci, senza dispositivi di sicurezza. L'esatta antitesi di quello di cui stiamo discutendo. Hanno piste ciclabili ovunque, hanno parcheggi e depositi per biciclette ovunque. Hanno semafori dedicati. Hanno imposizioni di sicurezza molto al di sopra delle nostre.
In Australia non solo non vige lo stesso principio (per ora), ma i ciclisti sono pochi e maltrattati (lo ammetto, è un disastro... ed è un vero peccato!).

- In città si verificano la maggior parte degli incidenti con ciclisti e pedoni, sia fatali che non, quindi non mi sembra strano che la maggior parte delle ciclabili siano concentrate lì, anche perchè è nelle città in cui più si dovrebbe favorire l'uso della bici.

-> Capisco cosa intendi, ma tu non hai capito me. Il paradosso è legato al fatto che nei paesini piccoli sarebbe relativamente semplice predisporre piste ciclabili ed incentivarne l'uso. Immagina nei tanti luoghi turistici, poi. E' stupendo. Invece stiamo dietro a mille opere discutibili, e ci perdiamo su qualcosa di stupendo.

Non fraintendermi, la penso come te. Anche io sono dell'idea di non andare a disincentivare il flusso che passa dal motore ai pedali (elettrici o meno). Semplicemente vorrei che questo avvenisse in modo ordinato, come nel nord Europa.

Da noi, in Liguria, c'era una ferrovia vecchia (binario singolo) che andava da Ventimiglia a Genova, passando tutto sul mare.
Da 30 anni si parlava di spostarla a monte, approfittandone per un raddoppio dei binari.
Dopo tanti anni si è fatta una parte, da Ventimiglia a San Lorenzo al Mare (dove è partito il giro d'Italia, qualche anno fa). Hanno liberato la vecchia ferrovia e predisposto una STUPENDA ciclabile sul mare. Sembra di essere in un altro Paese.
Da due anni hanno continuato lo spostamento, aprendo la ferrovia a monte anche dalle mie parti. Da due anni i comuni si rimbalzano la palla... ed invece di avere una stupenda ciclabile sul mare, collegata all'altra e quindi lunga 70km, ci ritroveremo parcheggi e silos.

Sono un albergatore, secondo te cosa desidero? =)

Tony Musone

- Tu hai scritto "non si può negare che la diffusione di bici elettriche sia potenzialmente un grande pericolo per la sicurezza e per la circolazione." Ora, per me, ciò che rappresenta un grande pericolo è un'emergenza.

- Allora non hai letto il link che ti ho allegato (se non ti piace, ne trovi altri in rete che giungono alla stessa conclusione):
"Most fatalities, severe and slight injuries to pedestrians and cyclists occur in urban areas. Motor vehicles (cars, lorries, and buses) account for over 80% of vehicles striking pedestrians and cyclists. Crashes involving pedestrians and cyclists occur frequently at facilities designed for pedestrians and cyclists such as pedestrian crossings, cycle tracks, and cycle lanes. This means that these facilities are not necessarily good enough to prevent crashes. However, pedestrian crossings might also be the location at which roads are most often crossed."

- Tranne nel caso in cui si metta in pericolo il pedone o s'intralci la circolazione, nessun articolo del nostro Cds si fa espresso divieto d'attraversamento delle strisce pedonali in sella alla propria bici

- In Europa sono più i Paesi in cui non è obbligatorio l'uso del casco rispetto a quello in cui lo è, per la semplice ragione che la maggior parte degli incidenti in cui un ciclista perde la vita, dipende dall'essere investito da un'automobile ad alta velocità e in quel caso non c'è casco che tenga (anche perchè, se non sbaglio, sono utili nel caso di impatti a circa 20-25 km/h). Per rendere la pedalata più sicura sarebbe molto meglio concentrarsi sulle infrastrutture e sull'educazione stradale, soprattutto quella degli automobilisti, piuttosto che concentrarsi sull'abbigliamento del ciclista.

- Le biciclette devono passare ovunque, soprattutto contromano (come nella maggior parte dei Paesi europei, dove esiste il "senso unico eccetto bici") e se larghezza lo permette e la velocità è a passo d'uomo, dando sempre la precedenza ai pedoni, dovrebbero poter pedalare anche sui marciapiedi e nelle aree pedonali (altrimenti vietiamo anche chi corre).

- Non vedo perchè sarebbe impossibile far sì che coloro i quali guidano una potenziale arma col colpo sempre in canna, non possano essere quelli più attenti e invece debbano essere gli altri a dover stare sempre all'erta e pronti a schivar le pallottole.

Per esempio in Olanda si parte dal presupposto che l'automobilista abbia sempre torto e in caso di contestazione tocchi a lui l'onere della prova ma in caso d'incidente con un minorenne, la colpa è a prescindere dell'automobilista al 50% (e se non sbaglio tempo fà proprio in Australia si discusse per introdurre lo stesso principio)

- In città si verificano la maggior parte degli incidenti con ciclisti e pedoni, sia fatali che non, quindi non mi sembra strano che la maggior parte delle ciclabili siano concentrate lì, anche perchè è nelle città in cui più si dovrebbe favorire l'uso della bici.

Tony Musone

Dove li hai presi quei numeri, da facciadalibro? Nel 2017 sono morti 735 motociclisti (+11,9%) a cui aggiungere 92 ciclomotoristi, invece i ciclisti sono 254 (-7,6%). In più ci sono 600 (+5,3%) pedoni, di cui solo nel 3% dei casi, la colpa è della loro cattiva condotta. Dovresti essere tu a fartene una ragione.

Così come dovresti rassegnarti davanti all'evidenza, per la quale coloro che girano con una potenziale arma sotto al cùlo e il colpo in canna sono gli automobilisti, sono loro che, anche solo per buon senso, dovrebbero stare più attenti e non costringere gli altri a schivare le pallottole. Un po' come in Olanda, dove si presume che l'automobilista sia in torto e tocchi a lui dimostrare il contrario. Ma nel caso in cui il ciclista è un minore, il torto è al 50 % dell'automobilista a prescindere.

p.s.
La tua "cronaca" personale non fa statistica, è la classica eccezione che conferma la regola. Invece i numeri confermano che sono i cofani a falciare ciclisti e pedoni... Punto.

Max

ci sono più morti tra i ciclisti che tra i motociclisti, fattene una ragione, sono degli indisciplinati sia nei passi di montagna che in strada, vanno contromano, passano sui marciapiedi non rispettano semafori e precedenze. Targa e rca subito, ovviamente prezzi popolari tipo 3 euro al mese, ma ci deve essere in modo tale da punirli se sbagliano e possano pagare eventuali danni a cose e persone. Per la cronaca un ciclista mi è anche entrato nel portabagagli della macchina perchè non ha frenato, per farmi riparare la macchina è stato un film.

MiniPaul

Nessuno ha parlato di emergenza ciclisti, anzi. In Italia, al massimo, l'emergenza è contraria, nel senso che non ci sono ciclisti! =)

In quelle stesse città che citi sono presenti piste ciclabili organizzate e ben strutturate, cosa che non si può dire per il resto d'Italia (dalle nostre parti zero totale, per esempio).
E' evidente che in mancanza di una giusta organizzazione, il "traffico" di biciclette e mezzi a due ruote diventa potenzialmente pericoloso, specialmente considerando la tendenza (tutta italiana) volta ad ignorare la segnaletica (perché ritenuta valida solo per i mezzi a motore, quando così non è).
In una situazione dove ogni mezzo procede sullo spazio predisposto, il problema non si pone nemmeno.
Nel caso italiano, dove la pista ciclabile non esiste e le biciclette passano tra le auto, ignorano i semafori, i lavori, i limiti e sfruttano le strisce pedonali come fossero pedoni... perdonami, ma parlare di sicurezza è offensivo.

Ad oggi è chiaro che non si possono paragonare i pericoli derivanti dalle auto e dalle biciclette. Ciò non significa che con una grande tendenza di aumento di queste ultime, la situazione non possa comunque peggiorare anche in termini di pericolo (senza necessariamente andare a paragonare il pericolo derivante dalla circolazione delle auto, che per forza di cose sarà sempre maggiore).

Regole stringenti quali caschi (che si usano in tutto il mondo, compresa l'Australia, dalla quale provengo, dove mi prendono per matto se dico che in Italia si circola senza casco ...), assicurazioni e quant'altro non sono necessarie. Sarebbero sufficienti "regole". Al momento non ce ne sono, e quelle poche esistenti sono ignorate da tutto e da tutti.
Non esistono statistiche di infrazioni, semplicemente perché non vengono rilevate. Vivo in un paesino turistico dove le biciclette passano ovunque, sempre, continuamente. Significa contromano, sui marciapiedi, nelle zone pedonali (pieno!). Mai una multa, a nessuno.
Oh, non punto il dito: sono ciclista anche io... giro sempre in bici (80% del tempo) e poco in moto (15%). L'auto è in dialisi (sempre attaccata ai cavi), come dice mia moglie... :)

In barca la vela ha la precedenza sul motore per ragioni tecniche (e vorrei ben vedere). Su strada lo stesso principio sarebbe inapplicabile.

Del resto, non sarebbe utile, piuttosto, insistere per un maggior numero di piste ciclabili, spazi riservati e servizi dedicati alle biciclette? E' paradossale che ce ne siano in città, e non fuori...

Tony Musone

Casomai è il tuo ad essere un parere. Non c'è statistica al mondo che non confermi che il pericolo nel camminare e pedalare dipenda dal comportamento indisciplinato degli automobilisti e non il contrario.

p.s.
Le e-bike che superano i 25 km/h e fino ai 45, sono equiparati ai ciclomotori e, oltre a tutto il resto, hanno già l'assicurazione obbligatoria.

Tony Musone

Pesaro, Bolzano, Ferrara sono le città italiane col più alto numero di ciclisti urbani e non mi risulta che ad oggi ci sia una qualche "emergenza ciclisti".

Anzi, statisticamente è provato che laddove ci sono più biciclette, ci sono anche meno incidenti. E da qualsiasi statistica si evince che quel che rende pericoloso camminare o pedalare non sono nè i pedoni e nemmeno i ciclisti ma le automobili. Tanto che anche in quei Paesi la cui realtà secondo te non è possibile paragonare alla nostra, i ciclisti investisti erano sulle loro piste ciclabili, così come i pedoni sulle strisce.
https://ec.europa.eu/transport/road_safety/specialist/knowledge/pedestrians_en

In sostanza, potenzialmente tutto è pericoloso, anche stare in casa lo è più di quanto s'immagini* ma in strada il pericolo è rappresentato da colui che è più forte, quindi possiamo imporre regole stringenti per i ciclisti, caschi, assicurazioni e quant'altro ma ancora mi sfugge perchè in mare è la barca a vela ad avere la precedenza su quella a motore (tranne eccezioni) e non si possa seguire lo stesso criterio per strada.

*
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Incidenti-domestici-ogni-anno-45-milioni-di-cui-8mila-mortali-b5f1d71b-4f63-4603-b967-92aa0a7192ff.html

Max

tuo parere, ma non condiviso, essendo un mezzo a ruote va assicurato, se poi ha pure la trazione elettrica ancora di più.

MiniPaul

Per quanto io sia tutto per l'incentivare l'uso della bici (oltre ad essere ciclista...), sia essa normale o assistita, non si può negare che la diffusione di bici elettriche sia potenzialmente un grande pericolo per la sicurezza e per la circolazione.
I Paesi in cui l'uso delle due ruote è più intenso sono nettamente più organizzati di noi, con piste ciclabili ovunque, semafori dedicati alle due ruote, maggiore educazione civica (derivante dal fatto che si utilizzano le due ruote da decenni, e non da oggi), ecc.
Volerci paragonare a realtà che non ci appartengono ha poco senso.

E' evidente che serve una regolamentazione. Certo, questo è pericolosissimo: non bisogna cadere in un campo minato di costi e problematiche che renderebbero questo tipo di mezzo assolutamente sconveniente.

Che le auto siano causa di stragi è noto, ma ciò dipende anche dal grande numero di auto in circolazione. Di sicuro introdurre un gran numero di mezzi "indisciplinati" non favorirebbe la situazione.

Tony Musone

Strano, nei Paesi in cui l'uso delle due ruote è più intenso che da noi (e non da oggi) non mi risulta ci sia mai stata una qualche emergenza "far west".

Invece mi risulta che in qualsiasi parte del mondo le automobili facciano delle vere e proprie stragi, stiamo parlando 1 milione e 300 mila morti e tra i 20 e i 30 milioni di feriti, lievi ed invalidi.

Tony Musone

- La RCA si può già fare ma se la rendessero obbligatoria allora la vorrei obbligatoria per qualsiasi cittadino che circoli per strada.

- La Svizzera era l'unico Paese al mondo a prevedere la targa per le bici ma dal 2012 non ce l'ha più nemmeno lei.

Ora, il concetto è incentivare l'uso delle biciclette non il contrario. Anche perchè non mi risulta che Paesi con un uso delle due ruote più intensivo del nostro (e ci vuole davvero poco) ci siano mai state stragi di pedoni o una qualche emergenza che coinvolgesse i ciclisti.

Gios

Stessa cosa anche per me, ma ne farei già un buon uso ora

Gios

Ovvio infatti,come ho detto, che ci mettano mano ed in maniera seria le assicurazioni dovranno essere rapportate al mezzo in questione, non più di 100 euro l'anno come una classica assicurazione personale per danni accidentali contro terzi

LowRangeMan

I pedoni, purtroppo, sono una categoria a parte, in quanto non sono mezzi.

Il punto è, se anche il pedone (purtroppo) non è identificabile, facciamo almeno in modo che i mezzi che possono esserlo lo siano, dal primo all'ultimo.

1) L'obbligo di casco: non conta solo la velocità, ma anche il fatto che se uno ti scontra, anche piano, se non ha il casco può ammazzare te e rovinare la vita a lui. Ci si rompe la testa cadendo da una sedia, figuriamoci cadendo da una bici che va a 30 all'ora...

2) Resto dell'idea che almeno le bici debbano essere non dico assicurate, ma almeno targate. Esempio scemo che mi è già successo di vedere? Un cret1ino in bicicletta passa col rosso, per schivarlo l'automobilista devia di colpo e prende in pieno un palo della luce o, peggio, un'altra auto.

Il ciclista, che non è direttamente coinvolto, nel frattempo si è volatilizzato. Come lo ritrovi? In nessun modo. Se invece la bicicletta avesse la targa basterebbe pochissimo, magari risalendo alle telecamere di sicurezza, per trovare il "colpevole" dell'incidente.

Io capisco che in Italia si associ la parola targa alla parola tasse, ma io non lo dico in quel senso. Secondo me sarebbe utile per la sicurezza.

Yellowt

https://www. studiocataldi .it/articoli/19219-biciclette-contromano-e-lecito-oppure-no.asp

Yellowt

Che argomenti vuoi usare con chi ignora le basi dell'argomento di cui si parla? Se vuoi parliamo della terra piatta...

Nalin

Si è vero, non ci ho pensato.
Basterebbe fare i corsi a scuola, come si è fatto per i patentini dei motorini così già da giovani si insegna il codice stradale e la segnaletica.

Nalin

Si chiudiamola qui, è evidente che non hai presente che esistono bici del genere (regolamentate in Svizzera per esempio e in vendita anche qui).
Ed ovviamente non poteva mancare l'offesa da parte tua, tipica di chi ha esaurito gli argomenti.
Che bello avere la tastiera davanti così puoi fare il duro e sparire...

GeneralZod

Scusa ma i problemi d'Italia non stanno dentro la nave Diciotti? Dillo che sei un sovversivo! Lasciamoli lavorare (cit.).

fabbro

vero, ma dovrebbero conoscerla....conosco gente che usufruisce del servizio e non ha la patente...dubito conosca la segnaletica o qualsiasi norma del codice della strada.Ricordo i bei tempi quando i vigili gestivano il traffico...

Yellowt

Qui l'unica castroneria, caro mio ignorante del codice della strada, è che le bici elettriche vadano elettricamente a 40 all'ora. E con questo chiudo perchè ho capito di che pasta sei fatto.

Max

auto ha la targa e l'assicurazione, il pedone non raggiunge i 45 km/h in discesa una bici volendo si. se un pedone gli da un pugno e scappa che cavolo di esempio è? qua si parla di circolazione stradale non di senso civico, a una bici si possono rompere i freni.

Nalin

Dai, smettila su. Ti sei piantato sulle tue convinzioni e non vuoi tornare indietro per orgoglio, ma le regole per le bici come l' assicurazione ci sono in molti paesi europei, basta già andare in Svizzera per esempio, quindi tutte le tue castronerie sull'assenza di pericoli causati da una bici vanno sai già dove.
In ogni caso le ho provate le bici elettriche, ci sono parecchi colleghi qui a lavoro che le hanno. Detto ciò, non vedo cosa c'entri, non devo certo provarti che ci sono salito sopra.

Yellowt

Di cosa parliamo? la norma è chiara e le velocità che riporti non sono legali ( e comunque di bici elettriche ne ho viste tante e tutte avevano le stesse caratteristiche di velocità). Forse non ne hai mai provata una oppure hai preso quelle aumma aumma elaborate ( sempre illegali, come i 50ini che vanno a 90 all'ora)

Yellowt

Se lo fa un'auto invece? O se un pedone gli da un pugno e scappa? Il problema non sono le bici.

Max

Frega cavole se tutti quanti, se un ciclista investe un pedone o fa danni scappa, non è ammissibile.

Nalin

Che sia inutile è sempre una parere tuo visto che potresti cadere dalla bici, vuoi per evitare un pedone, un cane, una buca o altre cose.
Quindi visto che non posso sapere chi fa una riga alla macchina non puniamo in toto tutti gli altri casi perchè piace a te?
Allora togliamo le assicurazioni alle auto perchè tanto se mi fanno una riga non posso sapere chi è.
Un filo arrogante come ragionamento.
Ci sono parecchie bici elettriche che ti restituiscono il 25, 50, 75 % della pedalata. In niente sei a 40 km/h. Provare per credere.
Non essendoci una centralina che registra quanta potenza è erogata, è una normativa che vale ben poco.

Yellowt

"Sono indisciplinati". Tutti quanti? Quindi se una macchina si schianta contro un bar e ammazza qualcuno, tutti gli automobilisti sono assassini?

è l'educazione che fa la differenza. Preferisco un cre tino in bicicletta che un cre tino in auto.

Sull'RCA, sappiamo come vanno queste cose in Italia... Sarebbe l'ennesima scusa per spillare soldi ai cittadini ( tralaltro quelli meritevoli che lasciano a casa l'auto e generano esternalità positive/eliminano esternalità negative). Poi dall'RCA si passa al bollo per avere la targa, alla tassa di possesso e via dicendo. Magari a prezzo fisso deciso a livello nazionale, furto incluso, ci si potrebbe pensare ma solo quando effettivamente ci saranno in giro abbastanza bici da fare massa.

Yellowt

La normativa prevede 250W di potenza e 25km/h al massimo. Oltre si va di gambe e non credo che di colpo siano tutti diventati stradisti esperti e vadano a 50 all'ora pedalando.

Per danno intendo alle persone, non alle cose. Se mentre hai l'auto parcheggiata uno te la riga o la tampona e te ne accorgi dopo, chi ti paga? è un problema che esiste per tutti i mezzi e anche per i pedoni.

Sull'obbligatorietà del casco si può anche discutere ma con le dovute precisazioni. Io lo metto quando vado in MTB giù dalle montagne ma nella ciclabile semi deserta casa lavoro sarebbe inutile.

Max

rca sulle bici e targhe ci dovrebbero essere anche adesso, sono indisciplinati.

Nalin

In strada la segnaletica è uguale anche per loro, basterebbe fare rispettare il codice stradale, cosa rara ormai.

Nalin

Non è corretto dire che vanno al massimo a 25 km/h. Ti posso assicurare che fanno ben di più.
La questione di fondo però è sempre quella su cui si è dibattuto negli anni, cioè che se si rendono responsabili di qualcosa non sono identificabili e soprattutto ora con l'elettrico le cui velocità sono aumentate di parecchio rispetto al classico pedalare, fare una normativa in merito sarebbe più che giusto.
Non ci va davvero nulla a battere con una bici e farsi male sul serio, quindi il casco non lo vedo perchè non renderlo obbligatorio. Tra l'altro magari si va a bassa velocità, ma il casco ti protegge anche in caso che qualcuno ti venga addosso, mica solo se sei tu a causare un incidente.
Sulla questione della bici che non fa nessun danno è sempre un parere tuo. Se una bici passa a tutta sulle strisce pedonali e batte contro una macchina che sta arrivando (sulle strisce le bici devono essere condotte a piedi e non in sella, questo per avere lo stesso diritto dei pedoni) il tizio in bici si prende una multa, ma il danno all'auto chi te lo paga?

Desmond Hume

e chi me lo garantisce? intanto bisogna pagare le multe salatissime nel caso gli girassero.

fabbro

infatti, tutti i giorni trovi il babbeo in giro con la bikemi che va a zig zag in strada o quello che si mette in mezzo alla strada.Alcune zone di milano sono gia un far west.Servirebbe piu una patente per le bici

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