Bruxelles LEZ: dal 1° gennaio stop ai veicoli più inquinanti

30 Dicembre 2017 3

Prosegue la demonizzazione dell'auto a combustione interna da parte delle amministrazioni europee. Dopo la discussa introduzione della T-Charge a Londra e gli annunci della Francia sullo stop alle vendite delle auto diesel e benzina a partire dal 2040, a partire dal primo gennaio 2018 ci sarà una nuova limitazione per chi possiede un'auto non più giovanissima: la capitale del Belgio Bruxelles lancerà una nuova zona a basse emissioni (LEZ). Che, tradotto per gli automobilisti, significa una nuova zona a traffico limitato.

A partire dal primo giorno del nuovo anno, infatti, solo le auto più recenti e "pulite" potranno accedere al distretto metropolitano di Bruxelles, una zona che viene specificata nel dettaglio nell'apposito sito ufficiale, dove sono incluse tutte le informazioni necessarie per assicurarsi di essere in regola con il nuovo regolamento, e dove è possibile trovare anche le altre Low Emission Zone presenti in Belgio.

Tale LEZ comprende tutte le 19 municipalità di Bruxelles (per un totale di 161 kilometri quadrati, poco meno della superficie di Milano), interessando un bacino di utenza di ben 1,2 milioni di persone. A differenza dell'Area C, circoscritta al centro storico e a particolari fasce orarie, la LEZ sarà attiva 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, con pochissime eccezioni che verranno comunicate sul sito.

Low emission zone a Londra

Per accedere in auto a Bruxelles, dunque, sarà necessario registrarsi sul sito, che provvederà a inviare per posta un'apposita vignetta, simile a quella necessaria per circolare sulle autostrade svizzere. In caso contrario si incorrerà in una sanzione, mentre gli automobilisti stranieri che venissero sorpresi a circolare senza tale vignetta avranno un periodo di "immunità" valido fino all'estate del 2018.

Nella LEZ sarà fortemente scorraggiato l'ingresso dei veicoli diesel rispondenti alle normative Euro 0 e Euro 1, che potranno accedere alla LEZ solo nei primi periodi pagando un ulteriore ticket. Esclusi dal provvedimento sono invece i motocicli di categoria L, i camion di categoria N2 e N3, i camper e i veicoli d'epoca con più di 30 anni di età.

Nel 2019, 2020, 2022 e 2025 verrà reso sempre più difficile accedere per i veicoli diesel, mentre nel 2019 e nel 2025 verranno applicati dei limiti anche alle auto a benzina più inquinanti.

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Commenti

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rsMkII

Infatti l'idea del car sharing è davvero splendida, l'unico problema è appunto, come dici, che moltissimi abitano fuori città. È già un ottimo inizio, naturalmente, contando poi che soprattutto nelle grandi città i vantaggi legati alle minori emissioni si farebbero sentire nel breve termine. Spero che le direzioni che verranno prese per le grandi città siano di bandire i motorini a 2 tempi, puntare molto sulla qualità del trasporto pubblico con mezzi elettrici (tram 2.0, metropolitana moderna e autobus elettrici), aiutare le aziende di trasporti locali a dotarsi di mezzi moderni e aiutare le piccole aziende di car sharing a svilupparsi in breve tempo, ad esempio con riduzioni dell'IVA o vantaggi fiscali. Ma soprattutto, nuove norme sui riscaldamenti dei palazzi, che sono un fattore importantissimo!

Sattil

la tua idea è interessate. Ho esperienza diretta che già oggi alcune persone hanno rinunciato all'auto di proprietà per passare al car sharing. In alcuni casi con un importante risparmio economico annuale e con la possibilità di accedere ad auto più moderne, sicure e meno inquinanti di quelle possedute in precedenza. Per ora il limite di questo approccio è che risulta possibile solo nelle grandi città

rsMkII

Apprezzo senza dubbio che si inizi veramente a muovere qualcosa per l'inquinamento, eppure spero che si dia un qualche tipo di incentivo basato sul reddito per la sostituzione delle auto. In caso contrario, infatti, chi non ha i soldi per avere un'auto aggiornata si ritrova ad essere limitato, mentre chi l'auto la cambia facilmente e con regolarità non ha mai limitazioni, tutto questo quando probabilmente chi ha l'auto vecchia tende a usarla comunque pochissimo e quindi inquina molto meno, durante l'anno, rispetto a quello che la usa in modo inutile senza prendere mai i mezzi pubblici. Ecco, scrivendolo mi è venuta proprio l'idea: sarebbe un buon segnale per chi l'auto dovrebbe buttarla offrire un abbonamento per i mezzi pubblici gratuito per 2 o 3 anni, dato che servirebbe a dare un buon messaggio e a non penalizzare troppo alcune classi.

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