Anteprima Kia Stonic: la prova del B SUV coreano

09 Ottobre 2017 0

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Urban crossover, così viene definito Kia Stonic, il B SUV che rappresenta la proposta dei coreani in questo segmento destinato a crescere in futuro. C'è chi sostiene che l'auto a ruota alta dominerà anche il segmento B, abbracciando le richieste di un mercato che sembra apprezzare il look dei crossover e la posizione di guida rialzata.

Così Kia interpreta la domanda rispondendo con Stonic, un'auto che - come molte colleghe - prende dal mondo dei SUV solo il nome ma lascia completamente da parte sistemi di trazione integrale più o meno sofisticati. Qui l'obbiettivo è un modello per un pubblico giovane, fatto anche per viaggiare grazie ad una buona abitabilità e con motori che sono rigorosamente figli della filosofia del downsizing.

Infotainment e abitacolo

L'interno è curioso per la scelta di Kia di creare un ponte tra passato e futuro. Se la dashboard diventa così dominata dal display da 7 pollici dell'infotainment, compatibile con Android Auto e Apple CarPlay, i pulsanti rimangono. A differenza di molti che cercano di farli sparire o ridurre ai minimi termini, Kia preferisce circondare il display con dei bei pulsantoni facili da raggiungere: il touchscreen è comodo, ma in movimento nulla batte i tasti tradizionali in quanto a velocità di utilizzo e riduzione delle distrazioni.


Scelta apprezzata meno dagli amanti del design, di più da chi guarda al lato pratico. E il lato pratico è quello vincente anche nella sezione inferiore: ridurre lo spazio occupato dai comandi del clima automatico ha permesso di creare due vani: il primo è il "pozzetto" tradizionale, ampio per gli smartphone più grandi, e il secondo è una mensola dove trova posto senza problemi un S7 Edge così che potrete piazzarci un secondo smartphone, il portafoglio o qualsiasi altro piccolo oggetto. Guardate le immagini del video per rendervi conto di quanto spazio ci sia...cosa non di poco conto! Non vi basta? Giusto per citare le cose utili nella vita di tutti i giorni, c'è anche il porta occhiali sulla parte alta dell'abitacolo.

Se nella sezione centrale della dashboard la scelta a metà tra il tradizionale e l'innovativo convince, qualcuno potrebbe lamentare un attaccamento eccessivo al passato per la strumentazione che mantiene ancora gli analogici. Polo l'ha messa anche su una segmento B e T-Cross farà lo stesso per i B SUV ma la strumentazione digitale resta comunque una dotazione esclusiva degli allestimenti più ricchi, e con Stonic la filosofia è quella di mantenere i prezzi accessibili. Qui su Stonic bisogna quindi accontentarsi di uno schermo centrale che mostra comunque tutte le informazioni necessarie al pilota. Reattivo l'infotainment con un'interfaccia semplice e immediata che mostra qualche leggerissimo rallentamento solo quando deve lavorare con Android Auto per via dei tempi del mirroring.


La parte alta dell'abitacolo propone i soliti materiali più curati rispetto alle plastiche spartane della sezione inferiore: scelta comprensibile su questo segmento ma non è comprensibile il fatto che, per la plastica che circonda i comandi dei vetri elettrici, si sia scelto di inserire un materiale che trattiene le ditate...proprio in una parte dove la mano si posiziona più spesso! Perché Kia...perché?

Il capitolo bagagliaio restituisce a Stonic una sufficienza piena. 350 litri non sono al top per un crossover di segmento B ma c'è da fare una precisazione: innanzitutto Kia ha scelto di restare in dimensioni compatte (4.14 metri) e poi ha privilegiato il passo per l'abitabilità. Ad ogni modo la tasca sinistra è comodissima, c'è un pratico doppio fondo e bisogna pagare solamente una soglia di carico non bassissima.


Un crossover a prezzi accessibili

Per questo affrontiamo prima il capitolo "listino" per poi passare alla dinamica di guida. Stonic Urban, l'allestimento d'ingresso, parte da 16.250EUR con il 100 cavalli aspirato, 17.250EUR con il mille turbo da 120 CV e 18.750EUR con il diesel da 110 CV e 1.6 litri. Queste cifre includono i 7 anni di garanzia, infotainment già di serie e con Android Auto e CarPlay, clima manuale, bluetooth, comandi al volanto, sensori luci, retrovisori elettrici regolabili e riscaldabili, USB e AUX.

Style costa rispettivamente 17.750, 18.750 o 20.250EUR e aggiunge cerchi in lega, alzacristalli elettrici per tutti e quattro i vetri, cruise control e limitatore, fendinebbia, seconda presa USB, cambio in pelle, radio DAB, retrocamera e sensori di parcheggio. Energy c'è solo per i due motori turbo: a 21.250 o 22.750EUR ci da cerchi da 17, clima automatico, navigatore, luci diurne a LED, pedaliera in alluminio, abbaglianti automatici, sensore pioggia, frenata automatica con riconoscimento pedoni, monitoraggio corsia, keyless, vetri oscurati, volante in pelle traforata e monitoraggio attenzione del conducente.

Il benzina da 84 cavalli, specifico per i neopatentati, ricalca i prezzi dell'MPI da 1.4 litri.

Prova su strada

Vediamo quindi di parlare delle prime impressioni dalla prova su strada. Il capitolo comfort esce vincitore per quanto riguarda gli spazi: a bordo si sta larghi, in quattro non si avranno problemi in altezza o profondità e il quinto può starci anche per qualche breve trasferta. Come al solito, nel segmento B, parlare di lunghi viaggi in cinque è comunque vietato e Stonic non rivoluziona certo questo assunto. I sedili guardano al risparmio e lo si nota a livello di ergonomia. Poco avvolgenti e dal fondo piatto, riescono comunque a garantire un buon comfort perché le sospensioni aiutano nella riduzione del rollio, ai minimi per questo segmento.


Capitolo motori: la prova ha visto protagonisti i due turbo, benzina e diesel. Il benzina sembra leggermente più avido di carburante della media ma la prova è stata troppo breve per trarre conclusioni. Più facile tirare le somme sulle prestazioni che, con 120 cavalli, rendono Stonic agile in tutte le situazioni, perfetto per la guida cittadina ma anche per il fuori città, in grado di non far sentire il peso del crossover e con una ripresa a prova di sorpasso in quinta in autostrada. Il diesel non fa sentire troppo la mancanza dei 10 cavalli perché compensa con la sua tipica coppia ai bassi: maggiore e disponibile prima (260 Nm tra 1.500 e 2.700 giri). Si tratta di uno stile di guida diverso che ha pro e contro, quel che certo è che i consumi diminuiscono per chi viaggia su tratte extraurbane più lunghe.

L'insonorizzazione poteva essere maggiormente curata: a velocità autostradali i fruscii aerodinamici e il rotolamento degli pneumatici entrano nell'abitacolo, cosa che non accade invece per il rumore del motore diesel o benzina. Infine l'assetto convince: l'auto non disdegna la guida sportiva, dove per sportiva si intende allegra e divertente, non certo votata alle prestazioni. Anche tra le curve del misto si viaggia bene complice un rollio ridotto e una tenuta che non viene mai messa in discussione, merito delle sospensioni specifiche e del telaio.

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