Recensione Honda X-ADV: prova tra strada e fuoristrada

25 Settembre 2017 0

Se seguite il mondo dei motori e avete qualche anno alle spalle ve lo ricorderete sicuramente. Sto parlando del periodo in cui nacquero i primi crossover. Termine mai chiarito completamente, perché varia a seconda di dove applicato, "crossover" può essere tradotto con la sovrapposizione di due mondi. Nel mondo delle auto rappresenta un mezzo che incrocia i vantaggi di un SUV, come l'altezza da terra, con gli ingombri di una compatta.

Quando arrivarono in commercio i primi, con Nissan a dare una forte spinta, tutti li odiavano. Ora il mondo li ama. E' successo lo stesso per Honda X-ADV. Additato subito dai motociclisti più estremisti come un mezzo inutile e ridicolo, X-ADV ha risposto alle parole con i fatti, imponendosi nel cuore di molti pur trattandosi di un progetto giovanissimo: giusto per darvi un'idea, nel periodo in cui l'ho provato mi hanno fermato in moltissimi "bikers incuriositi" al semaforo, un numero prima raggiunto solo durante le prove delle moto elettriche di Zero.

Non solo curiosi però: X-ADV è riuscito a convincere gli scettici dopo un giro di prova, dimostrando che un progetto che unisce una ciclistica da moto, per di più "tuttoterreno", ad un look da scooter, con gli aspetti pratici di cui questa categoria indubbiamente gode, risulta vincente.

Per scoprire i segreti di X-ADV e metterlo alla prova ho deciso di portarmelo in una trasferta giornaliera al mare, facendogli affrontare la strada Milano-Liguria in un percorso poco tradizionale. Invitato al compleanno di un'amica che aveva deciso di festeggiare sul litorale, scelgo di volare in solitaria: declino l'invito nella macchinata comune - certo divertente per la compagnia ma noiosa per il percorso - sfrutto sottosella e bauletto per caricare l'attrezzatura fotografica ma anche quella da spiaggia, e parto con un progetto ben preciso in mente.

Per giungere alla meta avrei evitato come la peste le autostrade (all'andata), scegliendo le extraurbane e lasciandomi guidare solo sommariamente dal navigatore. L'obbiettivo era andare alla ricerca di tratti in fuoristrada dove deviare lungo il percorso. L'unico limite era il tempo, raggiungere la Liguria entro le 13 per il pranzo con gli amici: considerato che avevo quasi sei ore per farlo, il tempo non avrebbe rappresentato un problema. Il viaggio mi ha portato a scoprire ogni genere di tracciato: dalle deviazioni verso paesini collinari circondati da fantastiche strade panoramiche (tutte curve), a boschi, sterrati e cave. Prima di affrontare ogni tratto in fuoristrada mi assaliva quell'ansia mista ad eccitazione: riuscirà X-ADV a portarmi fuori dal bosco? E se le buche diventano troppo profonde?


Non nego che sono partito con poca fiducia, specie considerando che le mie capacità in fuoristrada a due ruote non sono certo quelle di un Botturi! Eppure X-ADV mi ha portato fuori da ogni situazione problematica in cui (in)coscientemente mi andavo a cacciare. Innanzitutto, parlando di fuoristrada, va lodata la maneggevolezza di questo scooter in grado di rendere più facile affrontare lo sterrato anche i neofiti che, magari, potrebbero essere intimoriti dalla classica maxi-enduro più ingombrante. Il peso non differisce molto dato che parliamo di 240 chili con il pieno, ma la sensazione è di qualcosa di più leggero e maneggevole. Poi c'è la luce da terra di 162 mm, cerchi raggi con tubeless e sospensioni a lunga escursione che hanno digerito buche non programmate durante il mio percorso, persino più profonde di quelle che intendevo affrontare. E le pedane sono doppie: quelle normali da scooter e quelle ad alto grip, estraibili facilmente anche in movimento, per guidare in piedi (sono optional ma consigliatissime).

Qui interviene un vero manubrio (deriva da Africa Twin) che farà felici i motociclisti e in piedi così come da seduti si ha sempre il controllo di un mezzo equilibrato nel bilanciamento dei pesi. E poi il paracoppa è solido e mi ha permesso di salvare il sottoscocca durante le esplorazioni mentre gli pneumatici leggermente tassellati hanno garantito la trazione necessaria per uscire da tutte le situazioni, specie un sottobosco ricco di foglie e corteccia umida poggiate su un terriccio poroso e non battuto dal quale non pensavo - in tutta sincerità - di uscire senza scendere dalla sella.

Insomma, non sarà il mezzo giusto per la Dakar ma di certo è in grado di sopperire alla necessità di un endurista leggero, rivelandosi robusto, resistente e capace. Forse, in queste situazioni, l'unico limite è quello del motore.


Vediamolo quindi questo motore, un nome noto in casa Honda perché si tratta del bicilindrico parallelo da 745 cc affiancato dal cambio a doppia frizione DCT. L'automatico sarà anche odiato dai puristi ma è una manna dal cielo, nelle auto come nelle moto. Anzi, su due ruote è ancora più utile perché, si sa, in un lungo viaggio il corpo di un motociclista è affaticato di più e in più punti rispetto a quello di un automobilista: salvare piede e mano sinistra aiuta molto nel conteggio dei "dolorini" a fine trasferta.

Ormai giunto alla maturità, il DCT sa fare bene il suo lavoro: questo significa che nella guida di tutti i giorni restituisce ottimi consumi gestendo la cambiata per risparmiare carburante, complice un motore che sfrutta l'elettronica per addolcirsi e bruciare meno benzina nel programma più conservativo. Spostando il selettore su S (la mappa sportiva) però, la situazione cambia: il bicilindrico ci da tutto e subito e le curve diventano divertenti anche se si è a bordo di un mezzo che assomiglia ad un scooter. La cambiata è sempre precisa e rapida in modalità automatica ma le leve al manubrio consentono di gestirla manualmente, giocare di più e avere comunque la sicurezza dell'intervento automatico se si supera il limitatore.

I consumi in viaggio: durante l'andata, una prova "stress test" fatta di accelerazioni importanti, on-off continui e tanto fuoristrada, X-ADV ha restituito una media di 23.3 km/l. Nell'utilizzo misto in condizioni di guida reale si raggiungono senza problemi i 26/28 chilometri con un litro, dove l'estremo più basso indica la guida con tanta autostrada e una media velocistica alta e quello più alto indica la situazione di un pendolare che lo sfrutta per città + tangenziale.

La scelta di accorciare i primi cinque rapporti permette anche di cavarsela senza problemi in fuoristrada, dove il cambio ha sorpreso per la capacità di adattarsi alle situazioni più disparate, dalla scarsa aderenza alle ripartenze dove bisognava puntare sulla coppia. D'altronde il setup deriva da quello di Africa Twin e il cambio riconosce salita e discesa.

Purtroppo il motore non è una bestia da soma, e qui si notano gli ovvi limiti che marcano ancora nettamente la differenza tra questo mezzo e una vera maxi-enduro. In alcune situazioni estreme, provate per mia follia visto che non sono assolutamente quelle per qui è stato pensato il mezzo, questo aspetto è emerso in maniera palese. I 55 cavalli a 6.250 giri con 68 Nm di coppia massima a 4.750 giri, però, consentono di cavarsela se non si esagera, restituiscono anche una buona ripresa per i sorpassi autostradali (complice anche l'ottimo DCT con un'elettronica di controllo perfetta) e, tutto sommato, risultano il giusto compromesso tra reattività e risparmio. Non è il più veloce, ma è quello che forse sa interpretare meglio la via di mezzo tra prestazioni e consumi. E se crossover significa proprio "la via di mezzo", non si può non lodare il lavoro di Honda.


Passando alla ciclistica, X-ADV sfrutta una versione modificata del telaio di Integra, obbligatoriamente rinforzato per resistere alle sollecitazioni del fuoristrada. Il risultato convince, specie con le componenti rubate al mondo delle moto. Ottimo raggio di sterzo come per gli scooter per facilitare la manovra, sella a 820 mm che risulta il giusto compromesso e sospensioni con 150 millimetri di escursione per non andare "a pacco". Davanti c'è la forcella a steli rovesciati da 41 mm che offre non solo la regolazione del precarico ma anche lo smorzamento idraulico in estensione. Il Pro-Link posteriore si regola invece solo nel precarico.

Honda X-ADV se la cava benissimo anche in città e su strada. Intanto l'anteriore da 17 pollici aiuta nelle buche della giungla urbana e la taratura della forcella è perfetta: guida aggressiva su buche e dossi senza pagarla sui polsi. Più rigido il mono che costringe a qualche colpo in più sulla schiena, anche se la scelta di un posteriore rigido ha il vantaggio di divertire fuori città. Pratico grazie al suo raggio di sterzo, X-ADV consente anche di divertirsi nelle pieghe dove l'unico limite è il peso che non lo rende certo un mostro nel destra-sinistra rapido. Bisogna impegnarsi di più con il corpo. Però il baricentro è tutto sommato meno alto di quanto ci si aspetterebbe, la stabilità non è mai messa in discussione e le pieghe sono sempre sicure e senza sbavature. Infine la frenata, con i due dischi anteriori da 296 mm e pinze a quattro pistoncini rubate alla Twin, è perfettamente commisurata al peso di questo modello, con un ABS sempre presente (si, anche in offroad). Purtroppo lo stile è morbido: l'attacco non è di quelli decisi e immediati come piace a me ma bisogna premere bene: se lo si fa si avrà tutta la forza frenante necessaria.

Poi c'è il comfort: comoda la posizione di guida anche se bisogna andare incontro a compromessi. Nei lunghi viaggi si paga qualcosa perché la posizione è eretta, lo spazio per distendere le gambe non è mostruoso (c'è chi fa di meglio) ma la sella offre un buon supporto, le sospensioni assorbono bene e in maniera progressiva e non si evidenziano vibrazioni degne di nota, nemmeno dal motore che sfrutta due contralberi di bilanciamento. Il manubrio dritto potrebbe affaticare chi è abituato a braccia più raccolte mentre la protezione aerodinamica non è mai in discussione grazie al parabrezza che si regola manualmente in cinque altezze.

Comfort significa comodità anche negli spazi: Honda X-ADV qui propone 21 litri di sottosella (ci sta l'integrale) e il bauletto è omaggio. Il mio viaggio in giornata mi ha permesso di trasportare tutto e, raggiunto il mare, ho potuto lasciare nei due spazi di carico la giacca da moto, scarpe, pantaloni e casco, dirigendomi alleggerito verso il mare senza dover trasportare chili di equipaggiamento.

Tecnologia

Honda X-ADV è anche tecnologico. Da fuori si nota subito la firma luminosa a LED che nel famoso viaggio di ritorno (notturno) dalla Liguria, fatto stavolta in autostrada per testare X-ADV anche in questo scenario e arrivare prima, ha salvato la vista riducendo l'affaticamento degli occhi e mi ha restituito una visione chiara delle curve del tratto ligure. Poi c'è il keyless, anch'esso di serie e ormai comodità da cui difficilmente chi la prova nel mondo dell'auto riesce a prescindere, e la strumentazione completamente digitale. Honda ha scelto un bel "rettangolone" monocromatico come display. Ottima la leggibilità del pannello anche con luce solare diretta, un po' meno la leggibilità dell'interfaccia, almeno all'inizio.

Qui ci sono diverse filosofie di pensiero, però dopo varie centinaia di chilometri percorsi non posso che apprezzare la scelta di offrire tante informazioni in un'unica schermata. Certo, dovrete abituarvi, ma una volta fatto saprete dove spostare l'occhio per scoprire consumo medio, orario, temperatura, benzina nel serbatoio o dati del trip computer, tutto senza dover smanettare con i comandi (al manubrio o allo schermo). Insomma, si perde meno tempo e si ha tutto sotto controllo.


Il prezzo non è certo da modello economico. X-ADV è un top di gamma, e si posiziona in linea con cifre da maxi-scooter di lusso o moto di fascia alta. D'altronde il mercato ha dimostrato che i prezzi non rappresentano un problema a patto che si offra un certo livello di qualità, e qui questa non manca. In più si ha un mezzo unico nel suo genere e capace di essere un vero crossover che unisce i pregi di due mondi piuttosto che farci sentire le mancanze di uno o dell'altro. La versione base costa 11.490EUR con il bauletto da 35 litri (in promozione), la Travel Edition aggiunge 1.000EUR, cifra che serve a pagare bauletto e "comfort pack" con tubolari protettivi carena, fari fendinebbia a LED ["...e la notte divenne giorno"] e manopole riscaldabili. Il resto è di serie, sia i paramani che il keyless, 12V, cerchi a raggi, DCT, strumentazione digitale, parabrezza regolabile e luci Full LED per anteriore e posteriore.

In conclusione X-ADV è un progetto riuscito, un mezzo che affronta la città ma diverte nell'extra-urbano, fatto anche per viaggiare o per l'uscita domenicale e molto completo. La giusta via di mezzo, da provare per fugare i dubbi: sarà in grado di replicare il successo che i crossover hanno avuto nel mondo dei SUV?

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