Resurrezione Defender: novità dal progetto Grenadier

20 Settembre 2017 0


Era il 2016 e una delle news di HDmotori titolava "un miliardario per resuscitare il Defender". E' ormai passato più di un anno da quell'annuncio ma Jim Ratcliff, il miliardario in questione nonché uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, ha portato avanti il progetto Grenadier in sordina, fino all'annuncio di ieri.

Il fondatore e CEO della Ineos ha infatti dichiarato che ha in programma di mettere in piedi una produzione da ben 25.000 unità all'anno del modello che andrà a riprendere il design del Defender, ad oggi non coperto da marchio di fabbrica in Gran Bretagna. Uscito di produzione nel 2016 dopo 68 anni, il Defender troverà un erede in casa Land Rover ma il produttore non ha ancora svelato nulla riguardo al nuovo progetto. Dal gruppo JLR arrivano però dichiarazioni che il design dell'originale è stato registrato in diversi Paesi ed è in corso di approvazione in UK.

Vedremo chi la spunterà, quel che è certo è che il piano di Ratcliffe ha già convinto molti estimatori del vecchio modello. Il progetto è quello di un fuoristrada robusto per i puristi, in grado di convincere sia chi utilizza l'auto per lavoro, sottoponendola ad ogni genere di sollecitazione, sia chi sceglie il fuoristrada per affrontare ostacoli di ogni genere in tutte le zone del mondo.

Ratcliffe è pronto ad investire 600 milioni di sterline nella divisione auto di Ineos dedicata a Grenadier, assumendo un migliaio di persone e preparandosi alla produzione nel 2020. L'idea è quella di giocare in casa con un impianto di nuova costruzione qualora ci fosse l'appoggio del governo. In alternativa la produzione sarebbe relegata ad altri Paesi, Germania fra i papabili per preparazione della manodopera e costi. Infine il miliardario si lascia andare anche a qualche dichiarazione sulla Brexit che potrebbe portare ad aumenti fino al 10% per l'esportazione della produzione automobilistica. Ratcliffe non si ritiene preoccupato per tutti gli svantaggi dato che è fiducioso nel governo e in un accordo in grado di non inficiare le politiche attuali tra UK e Unione Europe.


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