Volkswagen Polo: anteprima della sesta tecnologica generazione | HDtest

07 Settembre 2017 0

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"Abituatevi al futuro", questo il claim di Volkswagen ripreso anche per la sesta generazione di Polo, una segmento B che accorcia le distanze rispetto alla Golf, si propone con un prezzo leggermente maggiorato rispetto al predecessore ma lo fa portandosi dietro una dotazione di serie maggiore. Per scoprirla sono andato ad Amburgo dove Volkswagen ha messo a disposizione un parco auto accessoriate di tutto punto per svelare le tecnologie introdotte su questo modello, a partire dalla frenata automatica con riconoscimento dei pedoni di serie fino all'Active Info Display per la strumentazione.

Più spazio, più tecnologia

Due i punti su cui il produttore ha lavorato per evolvere questo progetto: spazio e tecnologia. Polo VI fa quindi un salto generazionale di tipo evolutivo, senza stravolgere troppo ma risultando comunque ricca di nuovi contenuti. La piattaforma MQB A0 permette non è l'unica cosa che pone la piccola sullo stesso livello delle grandi e consente di arrivare a 4.05 metri di lunghezza che racchiudono un passo aumentato, apprezzato dalle ginocchia di chi siede dietro, e un bagagliaio più ampio, ora da 351 litri.

Nel design degli interni balza subito all'occhio la fascia dove il nero lucido "tech" che racchiude l'infotainment si affianca alla fascia colorata personalizzabile. Strumentazione e infotainment sono sulla stessa linea, cosa che fa alzare l'intera parte centrale portando quindi più in alto anche i comandi per la climatizzazione. Questo permette di ricavare più spazio nel cassetto porta-smartphone che guadagna, di serie dalla Comfortline, la ricarica induttiva: il Galaxy S7 Edge ci sta per intero.


L'abitacolo è spazioso per gli occupanti nonostante un abbassamento della linea del tetto ma per gli oggetti si è visto di meglio, specie per gli spazi ricavati nelle portiere posteriori e per il pozzetto del bracciolo centrale che non è il più capiente del segmento. Tutto è pulito e razionale, spariscono i pulsanti in favore dei tasti a schermo sul display da 8 pollici rivestito in vetro. Interfaccia fluida, tante funzioni ma anche tante ditate: chi sceglie l'entry level dovrà però accontentarsi del 6.5 pollici più tradizionale.

La prova ha quindi confermato che l'implementazione della tecnologia su questa Polo risulta ottima, dimostrando un dimensionamento intelligente dell'hardware che consente di avere un'esperienza priva di stress grazie alla velocità di reazione sia per infotainment che per strumentazione digitale, quest'ultima molto completa nelle funzioni anche se richiederà un po' di tempo per studiarsi bene tutte le potenzialità dell'interfaccia. Avere un doppio display, comunque, significa anche cambiare l'esperienza d'uso, consentendo al passeggero di "giocare" con quello centrale mentre il pilota può portarsi davanti agli occhi anche il navigatore satellitare a tutto schermo agendo sui comandi al volante.


La scelta di inserire la frenata automatica con riconoscimento dei pedoni di serie pagherà sia a livello di punteggi Euro NCAP che per quanto riguarda il valore residuo di questo modello e funzionalità come il cruise control adattivo rendono Polo una vettura moderna e tecnologica in grado di darci un primo assaggio di guida autonoma nel segmento B. Con il DSG guidare in autostrada diventa una pacchia: si imposta la velocità e l'auto gestisce da sola anche le ripartenze da fermi tipiche delle tangenziali di Milano o del GRA di Roma negli orari più congestionati. La strada giusta per avere una tecnologia davvero in grado di tagliare molto lo stress di questo situazioni.

Come si guida

La prova ha visto protagonista due motorizzazioni benzina, entrambe tre cilindri turbo da 1 litro. Il 95 cavalli con cambio manuale risulta perfetto per questo modello e consente di risparmiare sul prezzo lasciandoci un margine per gli optional. Pronto in città ma anche nelle riprese grazie ad una buona coppia in basso, diverte nella guida grazie anche ad un assetto tendente al rigido che non pregiudica il comfort. Stile classico tedesco e guida che, in certi versi e con le dovute differenze, ricorda la Golf.

Più brio per il 115 cavalli provato con l'ottimo DSG a 7 marce, un cambio di "lusso" che non si risparmia nel prezzo ma si ripaga nel comfort di utilizzo. In città le cambiate non si sentono, fuori città regala anche del sano divertimento grazie ad una buona velocità di cambiata anche se tende spesso a scalare marcia se si affonda il pedale e sembra preferire un aumento dei giri piuttosto che sfruttare la coppia disponibile dai 2.000 giri (resta comunque la modalità sequenziale con micro-palette al volante). Più conservativo, invece, in Eco e Standard, segno che Volkswagen ha scelto di far sentire la differenza tra le modalità in maniera marcata.

In attesa di provare la nuova Volkswagen Polo in un tratto guidato, magari collinare con tanti sali-scendi e curve, l'esperienza di guida tra città ed extra-urbano ha evidenziato un buon comportamento su strada, con uno stile tradizionale dove la tenuta va di pari passo con un setup alla tedesca che riduce il rollio, un ottimo impianto freni ma un raggio di sterzo che, ogni tanto, costringe a quella manovra in più in ambito urbano.

Alti e bassi per le plastiche. I punti dove si è puntato al risparmio si notano al tatto (meno alla vista) ma in generale il lavoro svolto è egregio per questo segmento. Bella la plancia e la pelle del volante così come alcuni inserti, spartani i sedili della entry level ma buoni quelli "avvolgenti" che si possono avere sugli allestimenti più ricchi.

si ringrazia Tommaso per l'aiuto con le riprese


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