Bugatti Avior: il lusso e l'esclusività in chiave "autonoma" | DESIGN

01 Settembre 2017 0


La mobilità del futuro sarà sempre più fluida, in grado di esprimere ancora più di oggi il carattere e la personalità dei propri occupanti. In che modo i marchi del lusso si inseriranno in questo contesto, dove la guida autonoma prenderà il posto di quella manuale per gran parte del tempo? Bugatti Avior si propone di interpretare i bisogni dei "ricchi" di domani, che di fronte alla guida autonoma avranno comunque modo di distinguersi con un'esperienza 100% Bugatti.

Il contesto: le metropoli nel 2050

Proviamo a fare un salto nel futuro. Diciamo nel 2050. In quell'anno, probabilmente, la maggior parte delle auto in circolazione guiderà da sola e, ancora più probabilmente, sarà quasi impossibile entrare in una città o in un centro abitato senza restrizioni per auto a guida "manuale" e motore a scoppio. Le vetture saranno sempre più simili a dei salotti viaggianti, con una minore attenzione al look esterno in favore di una più accurata progettazione degli spazi dell'abitacolo. Per molti, poi, il possesso di un'auto da usare in città sarà solo un vecchio retaggio del passato, in quanto quasi tutti si sposteranno con vetture in condivisione, naturalmente a guida autonoma.

Dove finirà il piacere di guidare?

La domanda, specialmente per chi, come me, le auto preferisce guidarle e possederle, è dunque la seguente: il piacere di guidare un'auto sportiva con volante e pedali, di possederla, di ammirarla per le strade della città sarà ancora possibile? La risposta è...NI: guidare un'automobile senza guida autonoma sarà infatti possibile ma, probabilmente, non sulle strade di tutti i giorni, che nel 2050 saranno affollate di "shuttle" autonomi che di emozionante avranno ben poco.

Non possiamo dire che l'auto da guidare diventerà un privilegio, perché si spera che le piste continuino ad esistere. Ma, sicuramente, non tutti potranno godersi il piacere di guidare un auto di proprietà.

Bugatti nel 2050: l'evoluzione dell'hypercar


Ecco allora che l'attenzione dei designer si sposta sul segmento del lusso, ed è proprio di questo tipo di mobilità che il Designer Valerio Vessella ha parlato nella propria tesi magistrale in Design del Prodotto per l'Innovazione al Politecnico di Milano, realizzata con il professor Venanzio Arquilla come relatore. Al centro della tesi l'evoluzione della mobilità di lusso nel futuro con un progetto pensato per i "ricchi" di domani, alla ricerca di una vettura che possa rappresentare il loro status symbol e, contemporaneamente, soddisfare la loro voglia di guidare un'automobile esclusiva e super prestazionale, come una Bugatti insomma.

Mobilità nel 2050: tra guida autonoma e "droni"

Come abbiamo detto nelle righe precedenti, il trend del 2050 è però quello della condivisione, mentre Bugatti, nel mercato, si posiziona al vertice del segmento del lusso e delle prestazioni, ma di proprietà. L'analisi di Valerio Vessella ha però tenuto conto di un fenomeno che già nei nostri giorni sta cominciando a prendere piede, ossia quello dei veivoli/veicoli VTOL (Vertical Take Off Landing): droni di lusso che permettono lo spostamento di persone sia all'interno delle città sia all'esterno.

Bugatti Avior: l'hypercar versatile


Il progetto Bugatti Avior si propone quindi di sovrapporre i due servizi, quello del possesso e quello dello sharing, sfruttando le affinità tra il marchio Bugatti e i veicoli VTOL. Il sistema Avior è costituito da due modalità di guida differenti: l'elemento hypercar, pensato per la guida stradale manuale, e l'elemento drone, che invece è pensato per la condivisione. L'utente Avior, dunque, acquista la capsula (ossia l'abitacolo della vettura, che comprende anche l'elemento hypercar a quattro ruote), ma ha anche a disposizione il sistema drone che può prelevare la capsula, permettendole di effettuare degli spostamenti con un livello 4 SAE di autonomia.


L'ispirazione, per quanto riguarda la parte di Hypercar, è arrivata dalle più recenti vetture elettriche ad altissime prestazioni, tra cui la Faraday Future FF91 (crossover di lusso con motore elettrico da 1.050 CV realizzato dalla startup californiana e in arrivo sul mercato nel 2019), mentre per il design si è tenuto conto delle vetture "streamline" che negli anni '30 del ventesimo secolo rappresentavano il culmine del design per l'efficienza aerodinamica.

Design: abitacolo su misura, aerodinamica avanzata



La sportività dell'impostazione dell'abitacolo, dove abbiamo un sedile basso e avvolgente, cucito su misura dell'utente, è indubbiamente in stile Bugatti. Il powertrain è invece elettrico, con le batterie che vengono posizionate sugli assali anteriore e posteriore per distribuire meglio il peso. Grande attenzione è stata riservata al design per l'aerodinamica, con una parte anteriore che "avvolge" l'abitacolo e una posteriore che invece è dedicata ad incanalare i flussi d'aria verso la coda, riducendo la resistenza all'avanzamento ad alta velocità (coefficiente di penetrazione di aerodinamica di 0,26). Non manca, comunque, la caratteristica suicide-line tipica dei codici formali di Bugatti.

Tecnologia: guida autonoma in stile Bugatti

Questa Bugatti Avior sarà poi pensata per comunicare con le infrastrutture e gli altri veicoli connessi, adattandosi alle necessità della mobilità del 2050. I proprietari potranno dunque godersi la mobilità con tutta l'esperienza Bugatti, facendosi guidare dalla vettura ad altissima velocità in un abitacolo ovattato ed esclusivo anche nelle metropoli del futuro, dove l'ingresso di qualsiasi veicolo a motore a scoppio e a guida autonoma sarà probabilmente precluso.


L'esclusività di "sorvolare" il traffico



Passando all'elemento drone, l'ispirazione è arrivata dal progetto PopUp realizzato da Italdesign e Airbus: la capsula interna viene prelevata dal modulo rotore (che integra la batteria) e vi è la possibilità di trasformare l'abitacolo con una configurazione panoramica e confortevole a due posti, approfittando del risparmio di spazio dato dalla guida autonoma.


Il piacere di guidare una Bugatti nel 2050

In questo modo, il designer ha pensato ai Millennials che nel 2050 potrebbero sentire la necessità di provare l'esperienza di guidare una Bugatti, brand intrinsecamente legato ai "vecchi" valori dell'automobile sportiva di lusso (il rumore del motore, l'odore della benzina, il piacere di guida, la sensazione "muscolare" dell'alta velocità), in un ambiente in cui l'auto di lusso avrà assunto una nuova connotazione più sostenibile, essenziale e interconnessa, ma sempre esclusiva ed entusiasmante come ogni Bugatti che si rispetti.

Simone Facchetti


0

Commenti

Regolamento Commentando dichiaro di aver letto il regolamento e di essere a conoscenza delle informazioni e norme che regolano le discussioni sul sito. Clicca per info.
Caricamento in corso. Per commentare attendere...
Volkswagen

Volkswagen e-Up: un tranquillo weekend di live batteria

Audi

Audi A4 Allroad: recensione e prova su strada | HDtest

Michelin Track Connect: lo smartphone consiglia la pressione pneumatici in pista

Renault

ADAS Renault: vi spiego tutta la tecnologia | speciale guida autonoma LVL 2