Intel: "la guida autonoma sarà pronta quando inizieremo a fidarci di lei"

25 Agosto 2017 0


Se da un lato le tecnologie di guida autonoma hanno raggiunto un livello tale da consentire una circolazione in sicurezza in quasi tutte le situazioni (ma il meglio arriverà nei prossimi 3-4 anni di sviluppo), dall'altro diversi studi hanno evidenziato che la diffidenza degli automobilisti rappresenta il più grande ostacolo ad una diffusione capillare di tale tecnologia. Questo il tema dell'ultima ricerca di Intel.

La guida autonoma, dopo milioni di chilometri macinati da prototipi senza conducente senza particolari incidenti, è praticamente pronta per la commercializzazione. La domanda è: sono pronti anche gli automobilisti? La risposta arriva da uno studio di Intel, società tecnologica in prima linea nello sviluppo di software per le auto autonome.

Le persone sono ancora spaventate dall'idea che, in un futuro ormai prossimo, al posto del conducente non ci sarà più nessuno. "Le persone", in questo caso, rappresentano il 75% degli automobilisti statunitensi intervistati. Secondo Intel, comunque, si tratta di una diffidenza facilmente risolvibile.

La soluzione? Creare "un'esperienza interattiva tra l'auto e l'automobilista, un rapporto informativo, utile e confortevole, in una parola "degno della propria fiducia".

Per questo, l'azienda americana ha portato avanti il Trust Interaction Study, nel quale una serie di automobilisti sono stati invitati a provare l'esperienza di una guida senza conducente, accompagnati dagli esperti di Intel. Uno studio qualitativo che ha coinvolto persone che non avevano mai provato prima questo tipo di guida. A questi è stato chiesto di dare un proprio giudizio in merito a cinque interazioni che richiedono la fiducia dell'essere umano e che, in futuro, saranno alla base del rapporto tra uomo e auto autonoma: richiedere un veicolo, iniziare un viaggio, cambiare itinerario, errori di handling ed emergenze, concludere il viaggio e uscire dalla vettura.

I risultati sono stati praticamente unanimi: alla fine del viaggio, ogni persona ha dimostrato di aver raggiunto un buon livello di fiducia nei confronti di questa tecnologia, rendendosi conto dell'effettivo vantaggio in termini di sicurezza rispetto ad una guida umana e definendosi "eccitati" per la rapida crescita di questo mercato.

Lo studio ha però evidenziato anche alcuni punti deboli di questa tecnologia, riassunti in questo elenco:

  • Decisioni etiche da parte del "cervellone"
  • Cosa fare mentre si guida vs Mancanza di assistenza "fisica"
  • Troppe informazioni sulla sicurezza mostrate da un sistema conservativo
  • Il volante che si muove da solo causa ansia. Rimuoverlo e cambiare il layout dell'abitacolo è la soluzione?
  • Continuare a sviluppare un'interfaccia il più possibile "umana"
  • Seguire le regole alla lettera o interpretarle con la flessibilità dell'essere umano?

Su tutti questi aspetti, Intel ha confermato di essere al lavoro per cercare di trovare il classico "compromesso" che possa mettere d'accordo tutti. La sicurezza, naturalmente, rimane il focus di tutto lo sviluppo della guida autonoma.

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