Torino: il Car Sharing si estende alla periferia | Diesel al bando

11 Agosto 2017 0


Un bando di concorso promosso dal comune di Torino offre ai gestori dei servizi di Car Sharing di estendere il proprio raggio d'azione fino alle periferie della città, oltre ad una serie di paesi limitrofi. In contemporanea, però, vengono inaspriti i blocchi di circolazione alle vetture diesel (a seconda del livello di emissioni).

Una mossa per purificare l'aria di Torino, contribuendo allo snellimento del traffico e a nuovi ingressi nelle casse del Comune. Così si può definire la mossa di Torino verso un rinnovamento dei servizi di car sharing operanti nella città sabauda, estendendoli all´estrema periferia e anche ai comuni della cintura. A partire da novembre, infatti, le diverse flotte degli operatori di Car Sharing di Torino potranno servire anche altri 18 centri urbani.

L'auto si condividerà anche fuori città

L'elenco delle città interessate ad accogliere i servizi di Car Sharing nel proprio territorio è presente sul bando con cui la città sabauda ha voluto ricercare i privati interessati a gestire tali servizi per i prossimi tre anni a partire dal primo novembre: Baldissero, Beinasco, Candiolo, Ciriè, Collegno, Druento, Grugliasco, La Loggia, Leinì, Nichelino, None, Pino Torinese, Piossasco, Rivalta, Rivoli, San Mauro, Santena, Vinovo.

Questa l'offerta proposta dal Comune di Torino agli operatori attualmente "in gara": se questi decideranno di estendere il servizio ad almeno cinque dei comuni sopracitati, lo sconto per loro sul canone annuo sarà del 5%, mentre se verranno coperti almeno 10 comuni si avrà una riduzione del 10%.

A "spartirsi" il mercato i due grandi del car-sharing in Italia, ossia Car2go (450 auto a Torino e 40.000 iscritti) ed Enjoy (400 auto e 60.000 iscritti): per poter partecipare all'iniziativa, ogni operatore dovrà fornire almeno 300 nuove auto, con età massima di 4 anni e rispondente alla normativa antinquinamento Euro 6.


Auto più facili da trovare e più difficili da imbrattare

In più, non ci sarà più la disomogeneità tra area centrale e aree periferiche (spesso oggi poco servite dalle auto condivise): nel bando, il Comune prevede la presenza di un'area operativa minima e di quadranti dell'area estesa.

Nell'area operativa minima - l'area coperta oggi - al tradizionale utilizzo "free floating" (l'auto si può lasciare in qualsiasi parcheggio, indipendentemente dal posto in cui si è partiti) si affiancherà l'opportunità di parcheggiare la vettura in 60 postazioni riservate (con 148 posti auto), con l'obbligo di riportarla dove è iniziato il noleggio. Questo perché gli operatori hanno verificato la necessità di evitare che gli iscritti perdano troppo tempo in cerca di parcheggio. Questo, secondo il Comune, aiuterà anche a controllare meglio le vetture, preservandole dai sempre più frequenti episodi di vandalismo.

Nei quadranti dell'area estesa sarà preferito un utilizzo free floating, ma anche le postazioni fisse se previste.

Quale sarà il "tornacconto" del comune? L'amministrazione sabauda chiederà 800 euro l´anno per ciascun veicolo in servizio, che diventano 700 euro nel caso di auto ibride  e 400 euro in caso di auto elettriche. Ogni mezzo verrà dotato di sensori in grado di mapparne i flussi: in questo modo, il Comune avrà a disposizione i dati sulla circolazione dei veicoli condivisi per poterla integrare con quella degli altri mezzi di trasporto.


Le novità del Piano Regionale Antismog: diesel (quasi sempre) banditi

Insieme al "restyling" del servizio di Car Sharing, il comune di Torino ha inoltre approvato una serie di novità per quanto riguarda il blocco del traffico per le vetture diesel, già attuato in diverse situazioni.

Secondo il nuovo Piano Regionale antismog, ispirato all'Accordo per il risanamento della qualità dell'aria nel bacino padano siglato il 9 giugno 2017 a Bologna dalle Regioni Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte, insieme al Ministro dell'Ambiente, il Comune di Torino (e tutti i paesi della regione con più di 20.000 abitanti) adotterà le misure introdotte durante l'ultima stagione invernale, con il blocco diurno dei veicoli diesel fino all'Euro 4 al manifestarsi del primo livello d´emergenza (7 giorni di superamento di 50microgrammi al metro cubo di pm10), a cui si aggiungeranno i motori Euro 5 al raggiungimento del secondo livello (3 giorni di pm10 pari a 100 microgrammi al metrocubo). Inoltre, le limitazioni diurne applicate ai veicoli diesel Euro 0, 1 e 2 si estenderanno dai soli giorni feriali a tutti i giorni della settimana, festivi compresi.

Queste disposizioni saranno attive da ottobre 2017. Dall'ottobre del 2018, invece, sarà limitata la circolazione dei veicoli diesel fino a Euro 3 nella fascia diurna dei giorni feriali. A ottobre 2020 sarà poi la volta dei diesel Euro 4.

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