Recensione Zero SR: nuova ricetta con un pizzico di pepe in più

11 Agosto 2017 0

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Fuori è sempre quella...dentro cambia qualcosa. La nuova Zero SR rinnova leggermente il progetto di moto elettrica californiana raggiungendo la maturità prestazionale, con un piccolo incremento nelle prestazioni e un lavoro di affinamento nella gestione delle temperature per eliminare il fastidio del surriscaldamento in alcune occasioni particolari.

Nel tempo i californiani hanno lavorato per innovazione incrementale: le moto della gamma Zero hanno visto l'arrivo del Power Tank per aumentare l'autonomia, un secondo pacco batterie supplementare che porta a 16.3 kWh la capacità massima del modello più "ricco", quello da 13 kWh.


Nella pratica significa avere una moto che supera tranquillamente i 220 chilometri con un "pieno" nell'uso combinato, senza dover stare troppo attenti al polso ma guidando in maniera allegra. In città, o nell'hinterland, si sfiorano i 300 con un uso accorto ma è chiaro che bisogna arrivarci con l'abitudine. Chi ha iniziato a guidare un'ibrido a quattro ruote lo sa: i consumi bassi si raggiungono non solo addestrando il piede (o il polso) ma cambiando il modo di approcciare la guida stessa.

L'ansia da autonomia resta dato che il mercato delle moto elettriche deve ancora arrivare alla situazione che una Tesla può proporre, ma rispetto a prima si ha un cuscinetto da sfruttare per non stare sempre con gli occhi fissi sull'indicatore di carica. Di seguito i dati del modello senza power tank con la prova dei consumi reali.

Per chi invece vuole puntare sulla ricarica rapida, specie considerando che di serie la Zero SR (e colleghe) si carica con la presa casalinga, il caricatore rapido aggiunge un'opzione (e il connettore J1772) a 842EUR.

Zero non si è però limitata a migliorare in alto ma ha ampliato la gamma in basso: le versioni con batteria da 6.5 kWh guardano al solo utilizzo cittadino, riducendo i pesi (-40 chili) e strizzando l'occhio a chi non vuole avvicinarsi ai 20.000EUR della top di gamma, creando anche un portaoggetti migliore, reso impermeabile e con un coperchio più affidabile di quello che avevamo visto sul modello 2015. Da ricordare, però, che la presenza del Power Tank costringe a rinunciare a questo spazio di carico. Stesso discorso è valido per il Charge Tank che permette di usare le colonnine e caricare in 2.4 ore la moto.


Varie possibilità quindi per un progetto che di base ripropone i punti di forza dell'elettrico applicati ad una due ruote:

prestazioni: la Zero SR è un fulmine, si brucia lo 0-100 in 3.2 secondi e soprattutto, a fronte di una potenza nominale non certo da smascellarsi, la coppia istantanea cambia la dinamica di guida. Vi da tutto, ve lo da subito e non esistono situazioni che mettono in crisi la moto.

manutenzione zero: con una moto elettrica l'unica cosa che vi servirà è il liquido per i freni, la cui sostituzione si può fare in casa in pochi istanti. La termica vuole olio motore, olio freni, raffreddamento, candele, filtro aria e filtro carburante, e non sempre tutti sono capaci di fare manutenzione in casa.

Scenari alternativi...

Ogni volta che provo una Zero di alta gamma mi diverto, inutile negarlo. E poi faccio girare teste che si fermano a chiedere informazioni incuriosite dalla particolarità di una due ruote ancora poco diffusa. Altrettanto innegabile è il fatto che si tratta di cifre troppo alte...e allora come fare?

Basta togliere una R e fare qualche considerazione: per cosa usate la moto? Fate viaggi da centinaia di chilometri? Se la risposta è SI smettete pure di leggere. Se la risposta è no, invece, il consiglio è quello di dare una possibilità alla piccola di casa, la Zero S. Costa 12.800EUR ed è in grado di reggere tranquillamente la città. E' meno potente ma vi da comunque 108 Nm di coppia istantanea...e poi la guidate con la A1 o con la patente B.

I cinque anni di garanzia sulla batteria permettono di raggiungere il break-even point con un'uso quotidiano, a patto che siate intenzionati a convertirvi completamente e iniziare a prendere la moto non solo per gli spostamenti casa-lavoro ma anche per tutte le necessità della città, inclusa la spesa giornaliera ad esempio. Lo scenario è quasi quello del mezzo unico: questo limita principalmente il pubblico potenziale a quello di single e giovani coppie, che non temono la pioggia sulle due ruote e sono pronti a rinunciare alla comodità di una quattro ruote per cambiare "stile di vita", affiancando il car sharing o il noleggio quando le esigenze impongono una moto per qualche viaggio o gita oppure un'auto.

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