Auto autonome: bastano degli adesivi per "ingannarle"

08 Agosto 2017 0


Se pensavate che, con la tecnologia attuale, le automobili a guida autonoma fossero praticamente infallibili, dovrete ricredervi: spesso basta un adesivo per mettere fuori gioco i sensori di riconoscimento della segnaletica stradale...

Spesso quando ci riferiamo alla guida autonoma partiamo dal presupposto che le attuali tecnologie siano praticamente pronte per la commercializzazione. Lo dimostrano i milioni di kilometri percorsi dalle vetture dotate dei sistemi realizzati da Google-Waymo, lo testimoniano i proprietari di alcune vetture Tesla dotate di Autopilot.

Spesso, però, i sistemi possono rivelare delle falle. Alcune scontate, altre piuttosto gravi. Per quanto riguarda la prima categoria, è normale che un sensore ad infrarossi o una comune telecamera vengano "disturbati" nel momento in cui un ostacolo impedisca loro di riprendere la scena circostante. Questo avviene, per esempio, quando i "bisogni" degli uccelli arrivano proprio sul sensore, oppure quando l'auto è troppo sporca. La soluzione, in questo caso, è stata presto trovata da Waymo, che ha previsto un potente getto d'acqua per liberare l'ottica del sensore da ostacoli fisici e sporco incrostato.

Cosa succede se si "hackera" il cartello?

Diversa è invece la falla nei sistemi di riconoscimento dei segnali stradali riscontrata dai ricercatori dell'Università di Washington, che hanno provato a manomettere un segnale di stop per verificare l'affidabilità di tali sensori. Il risultato è stato poco confortante: secondo quanto riporta Car and Driver, è stato sufficiente appiccicare degli adesivi in un certo modo sul segnale per renderlo irriconoscibile agli "occhi" dei sensori che si trovano sempre più frequentemente sulle auto moderne.

Un esempio preoccupante? Il team di ricercatori è riuscito a confondere un'auto a guida autonoma modificando un segnale di stop facendolo somigliare ad un limite di velocità a 45 miglia orarie, semplicemente con del nastro adesivo.

Una "lingua" diversa

Bastano pochi segni per mandare in tilt tali sensori, in quanto i software che li gestiscono interpretano la realtà in maniera profondamente diversa da come la interpreta il cervello umano: come è possibile vedere nella foto in copertina, noi rileviamo la parola STOP mentre il sensore, a causa di una serie di algoritmi, viene indotto a calcolare un altro significato.

Così come ci sono riusciti i ricercatori, anche gli hacker potrebbero venire a conoscenza della "lingua" parlata dagli algoritmi: in questo modo, è difficile riconoscere un segnale stradale imbrattato con degli adesivi da uno "hackerato".

E' facile immaginare le implicazioni di questi hackeraggi: pur constatando che i segnali stradali non siano gli unici sensori a regolare le auto a guida autonoma, è chiaro che le manomissioni dei segnali possano portare ad una serie di interferenze che potrebbero generare confusione nella migliore delle ipotesi.

La soluzione? Comunicazione V2X e Intelligenza Artificiale

Le possibili soluzioni a questo problema potrebbero essere due: da una parte, rendere "smart" i segnali stradali, in modo tale che le informazioni sul loro contenuto vengano trasmesse via internet e non solamente attraverso dei sensori "a vista"; dall'altra, dotare questi sensori di ulteriori algoritmi che possano tenere conto del contesto: per esempio, si potrebbe "insegnare" loro che non è possibile che ci sia un limite di velocità di 100 km/h in un centro abitato, oppure uno stop in mezzo ad un'autostrada, e via dicendo.


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