Stop diesel e benzina 2040: ci pensa anche l'Italia

07 Agosto 2017 0


Dopo le proposte di Francia, Regno Unito e di alcune città tedesche, anche l'Italia potrebbe decidere di bandire la vendita delle auto a benzina e diesel a partire dal 2040: la proposta, che in un paese dal parco circolante piuttosto vecchio pare una contraddizione, arriva dalle Commissioni ambiente e lavori pubblici del Senato. 

Incredibile ma vero, sembra che anche l'Italia abbia preso a cuore la qualità dell'aria respirata dai propri cittadini, proponendo, tramite una risoluzione approvata all'unanimità dalle Commissioni ambiente e lavori pubblici sullo stop definitivo alla vendita di veicoli diesel e benzina a partire dal 2040.

Sulla scia di Francia e Regno Unito

Per una volta, dunque, anche il Belpaese si uniforma alle tempistiche di altre grandi potenze come Francia e Regno Unito, che hanno entrambe proposto "l'ICE Ban", dove ICE sta per Internal Combustion Engine a partire dal 2040. Un'iniziativa senza dubbio positiva verso una massiccia conversione all'elettrico e alla mobilità a idrogeno, anche se, come sempre, occorre valutare quali misure verranno intraprese per incentivare queste nuove forme di mobilità.

La questione infrastrutture

Prima di tutto, bisogna sincerarsi che l'entusiasmo della proposta vada di pari passo con uno sviluppo delle infrastrutture per la ricarica elettrica e il rifornimento di idrogeno: ad oggi, in Italia ci sono poco meno di 2.000 colonnine, ed è chiaro che tale numero dovrà crescere ad un ritmo esponenziale, in città ma soprattutto fuori città e sulla rete autostradale - unica soluzione per sopperire alla scarsa autonomia delle auto elettriche rispetto a quella delle vetture a carburanti fossili.

Le conseguenze economiche e pratiche

In secondo luogo, occorre pensare alle conseguenze che il crollo della produzione di vetture "tradizionali" potrà avere su occupazione, mancati introiti da accise di carburante e consumo di energia elettrica. Secondo uno studio effettuato da AlixPartners, infatti, a partire dal 2030 "senza una forte presenza in Europa di fabbriche di motori elettrici e relativi componenti, il crollo dell´occupazione sarà elevato".

FCA crede davvero nell'elettrico?

In terzo luogo, i costruttori automobilistici italiani sono tra i pochi a livello mondiale a non avere ancora presentato un piano per la mobilità elettrica, ritenendola una soluzione ad oggi ancora troppo costosa per il mercato di massa e riservando tale tecnologia, per ora, all'alto di gamma: l'unica vettura elettrica annunciata ufficialmente dal gruppo FCA sarà una nuova sportiva a marchio Maserati, in arrivo nel 2019. Per il resto, si parla di vetture mild-hybrid per il segmento delle vetture piccole e medie e di plug-in hybrid per quanto riguarda il segmento premium. Per ora, però si tratta di pure speculazioni, in attesa di un piano industriale che potrebbe arrivare nel 2018.

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