IBM: la guida autonoma che abbatte le barriere architettoniche

03 Agosto 2017 0


La guida autonoma è prima di tutto una tecnologia nata per aumentare la sicurezza stradale, risparmiando agli esseri umani l'onere di guidare quando il piacere di guidare non c'è. Secondo IBM, però, l'avvento della guida autonoma è anche uno strumento per offrire maggiore autonomia e libertà per le persone diversamente abili, che oggi possono guidare ma solo dopo aver trasformato la propria vettura con una serie di modifiche che, comunque, non si adattano a tutti i tipi di disabilità. Per questo, è in arrivo un autobus autonomo guidato da Watson, il "cervellone" a guida autonoma del colosso dell'informatica. 

Guida autonoma, per tutti, nessuno escluso. Effettivamente, l'avvento sempre più imminente della guida autonoma - si parla del 2021 per le prime vetture con sistemi di guida assistita di livello 4 SAE - apre diversi scenari in ambito legislativo e non solo: se l'auto guida da sola e il conducente non è più tenuto ad intervenire, che senso ha avere la patente di guida? Su questo sarebbe bene riflettere, ma magari non in questo articolo... Anche perché qui un altro aspetto è interessante: la guida autonoma, in quanto tale, consente di "guidare" anche a quelle persone che, per una certa forma di disabilità, non possono mettersi alla guida di un'autovettura o, comunque, hanno parecchie difficoltà a guidare senza tutta una serie di importanti modifiche alla propria vettura.

IBM, il colosso americano dell'informatica, nello sviluppo delle proprie tecnologie di guida autonoma, ha deciso di dare priorità proprio ai servizi dedicati ai disabili, cogliendo un'opportunità davvero interessante, che consentirà al miliardo di persone con disabilità in tutto il mondo di muoversi in maniera indipendente.

A confermare l'interesse dell'azienda americana per questo tipo di utenti è il responsabile dei progetti auto di IBM Sachin Lulla, che ha anticipato le prossime mosse dell'azienda in merito. Al centro della strategia di IBM ci sarà Olli, il un piccolo bus elettrico a 12 posti costruito anche grazie alla stampa 3D ed equipaggiato, fin dalla sua prima apparizione nel 2016, con speciali rampe atte alla movimentazione delle sedie a rotelle.

Un veicolo che si può gestire sia attraverso un'app dedicata (attraverso la quale Olli arriva direttamente sotto casa, fungendo da navetta on-demand) sia attraverso i comandi vocali. In questo modo, ognuno può interagire con Olli senza alcun tipo di barriere, indipendentemente dalla propria condizione di disabilità.

A gestire la guida autonoma di Olli - prodotto in collaborazione con Local Motors - un raffinato sistema cloud proprietario chiamato Bluemix, che si basa sul "cervellone", ossia il sistema di intelligenza artificiale Watson, che abbiamo già visto anche su alcuni prototipi di BMW i8 e che arriverà presto anche sui sistemi OnStar di General Motors.

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