Recensione BMW R nineT e R nineT Racer | video test ride

10 Luglio 2017 0

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Il mondo moderno ci ha abituato al "fanboy", figura particolarmente attiva nella community online (e non) che, nel mondo delle moto, si traduce con un biker attaccato al marchio che solitamente critica a spron battuto tutti gli altri brand, trasformandosi in "hater". All'interno di questa guerra che si combatte ogni giorno, tra social network e blog, il marchio BMW viene spesso citato. C'è chi critica senza conoscerla la R 1200 GS, forte del suo incredibile successo di vendite, e ci sono stati molti commenti al lancio della R nineT da parte dei detrattori.

"E' buona solo per l'aperitivo"...dicevano. "Inutile e costosa".

Certo, è costosa. Certo, al bar o all'aperitivo fa la sua figura. Però non significa che non sia valida...anzi!

BMW R nineT è infatti sia una moto da sfoggiare che una moto da guidare. Potete acquistarla per far girare la testa a TUTTI, specie con la Racer che sfoggia un look retrò in grado di darvi immense soddisfazioni se siete tra quelli a cui piace stare sotto ai riflettori. E poi potete guidarla con soddisfazione. Tanta soddisfazione.

Nel mondo delle moto, e in quello dei motori in generale, non sempre si trovano esempi in cui la tecnica convive con l'estetica. Eppure BMW Motorrad ci è riuscita con questo modello. Passata ad Euro 4 ad EICMA 2016, R nineT sfrutta sapientemente la moda delle "classiche moderne" proponendo un look vintage e contenuti tecnici attuali. Il restyling ha perfezionato alcuni aspetti portando all'anteriore l'ottima forcella sportiva (arriva dalla S 1000 RR) completamente regolabile ad esempio, abbinamento inusuale al Paralever con mono-ammortizzatore che perde la compagnia del Telelever proprio in favore della forcella a steli rovesciati.


Poi ci sono le novità del Boxer, il classicissimo bicilindrico raffreddato ad aria e olio, forte di 1.170 cc di cilindrata e 110 cavalli: si perde qualcosa nella coppia massima ma con 116 Nm a 6.000 giri non ci si può certo lamentare, specie perché la coppia è erogata bene già dai regimi più bassi e rende questo motore a prova di vita reale: significa che in città vi troverete con un motore in grado di digerire riprese ai bassi regimi senza lamentarsi per la guida "al trotto" e tra le curve di montagna e collina avrete un Boxer generoso nell'erogazione per divertirvi.

Ho esordito parlando di una moto dove gli opposti convivono: non solo tecnica e fascino estetico, ma anche potenza e dolcezza: il Boxer si lascia guidare anche senza dover ricorrere nervosamente a cambiate frequenti ma, allo stesso tempo, ha tanto da dare e non manca di grinta. Certo è ingombrante, scalda un po' d'estate e si fa sentire in risposta all'apertura più violenta del gas dato che si tratta di un elemento portante dal carattere esuberante. I principianti potrebbero restare un attimo spaventati dalla reazione della coppia del bicilindrico e la presenza del cardano, seppur oggi di gran lunga più civile rispetto agli albori, restituisce un carattere più scorbutico. Un difetto? Forse si...se siete alle prime armi e cercate qualcosa di meno aggressivo. Per me è semplicemente questione di carattere, un carattere che affascina chi sa apprezzarlo, non solo a livello di manutenzione della trasmissione.


Proseguiamo oltre e parliamo dei freni: per un motore deciso ci vogliono freni altrettanto decisi. R nineT, fortunatamente, svolge bene il suo compito anche in staccata: potente e gestibile la frenata che conta su un impianto di qualità e sull'immancabile ABS. La simbiosi di meccanica ed elettronica risulta valida per gestire il peso non proprio piuma di questo modello:  222 chilogrammi è un peso inusuale per le naked sportive e nelle manovre da fermi lo noterete, specie sulla Racer che impaccia di più e ha un passo maggiorato rispetto alla R nineT standard. Questo significa maggiore stabilità sul dritto alle alte velocità per la Racer (non che la R nineT pecchi in questo aspetto) ma anche la necessità di usare di più il fisico nel misto stretto.

"Puro piacere di guidare" non è però uno slogan di marketing...o meglio, lo è ma risponde al vero. R nineT si guida bene ed esalta: bilanciata nel rapporto peso/potenza al punto da non farci sentire mancanze quando apriamo il gas, tutto sommato facile e anche comoda visto l'aggiornamento delle quote ciclistiche. In città è gestibile e anche l'assorbimento di asperità e sanpietrini risulta accettabile sebbene vada inserita tra le moto dalla risposta rigida alle sconnessioni (specie al posteriore, più carente). Tra le curve ci si gode l'anteriore sportivo e con il controllo di trazione, un optional che va acquistato assolutamente al giorno d'oggi (e il consiglio vale per tutte le moto in generale), si viaggia in sicurezza.



Sempre in tema di comfort, la sella è comoda ma il look minimalista ha portato a ridurne le dimensioni e chi siede dietro paga il poco spazio. Comodissimi, invece, i comandi al manubrio che gestiscono la parte digitale della strumentazione: due display, due vie nel selettore per controllare le diverse voci, poche le informazioni visibili contemporaneamente ma l'indicatore di marcia è sempre a vista e la scelta di sdoppiare gli schermi permette comunque di avere da una parte - ad esempio - il trip computer e dall'altra i consumi. Sicuramente me lo avete sentito dire ma lo ribadisco: nel 2017 mi aspetto, sui modelli di una certa fascia, i comandi al manubrio per la strumentazione e R nineT, in questo, non delude.


Poi c'è la Racer. Se con R nineT ci si può anche viaggiare, rigorosamente da soli e magari evitando l'autostrada visto che sempre di naked si tratta, con la Racer si soffre. Però si entra in un mondo particolare. La semi carena anteriore affascina, inutile nasconderlo. Lo scotto da pagare è una posizione di guida molto caricata sui polsi: cafè racer. Volete fare un tuffo nel passato? Eccolo, però si tratta di un passato sportivo, quello degli "spari", con pedane arretrate, busto avanzato e guida in carena.

Il passo allungato guarda più alla guida tra le curve veloci e il misto stretto non è il suo mondo, serve più fisico per guidarla e per buttarla giù ma la forcella non regolabile offre comunque un buon setup di serie. In città si soffre anche dopo pochi chilometri ma d'altronde se prendo una Lamborghini o una Ferrari per andare al supermercato non posso certo lamentarmi del fatto di dover rallentare all'estremo sui dossi o di non avere un bagagliaio a prova di Ikea...

Qui ci troviamo di fronte ad una moto dal target ben preciso che piace anche per il sound: lo scarico singolo ha più carattere rispetto ai doppi terminali di R nineT che comunque offrono, di base, una musica piacevole.


Insomma, c'è il marketing, è vero, ma perché criticare a priori? Che male c'è nell'appurare che BMW Motorrad ha saputo leggere il mercato e dare una risposta convincente? E a questa risposta "d'immagine" ci va aggiunta un'ingegnerizzazione sapiente a livello di tecnica, come ad esempio usare un motore che è si "vecchia scuola" ma adatto per la sua coppia in basso a questo modello e pecca solo nei consumi quando si spreme. Infine, ciliegina sulla torta, ci sono anche sensazioni di guida che soddisfano, sia che la portiate al trotto verso il bar, felici di sfoggiarla solo per l'immagine, sia che decidiate di guidarla in maniera sportiva tra le curve smentendo i criticoni. Se avete i soldi richiesti - vero, non sono pochi - vi ritroverete con una moto versatile che dice la sua a livello di estetica senza rinunciare al piacere di guida.

Infine due parole sul rapporto qualità/prezzo: il marchio si paga, il look pure. Il segmento è quello premium e, sebbene contenuti tecnici validi, ci si aspetterebbe qualcosa in più a queste cifre, magari il controllo di trazione di serie. Magari il serbatoio in alluminio di serie (tra gli optional potrete scegliere le versioni con saldatura a vista o levigata). E le frecce dovevano essere a LED di serie. Chiedo troppo?

R nineT costa 16.250EUR mentre la Racer ve la portate a casa a 14.300EUR (si risparmia per via della forcella anteriore meno sofisticata della café racer).  "Purtroppo" entrambe strizzano l'occhio alla customizzazione e attingendo al catalogo originale le cifre si impennano.

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