BMW X3: SUV sportivo in abito da sera | DESIGN

28 Giugno 2017 0


Il nuovo SUV di Monaco di Baviera si affina nei dettagli mantenendo inalterate quelle proporzioni che hanno fatto il successo delle due generazioni precedenti. Un modello strategico che anticipa, nella tecnologia e negli interni, la best seller Serie 3 che vedremo nel 2018.

Lo stile fresco e aitante del nuovo X3 è frutto del giovanissimo designer australiano Calvin Luk che, a soli 30 anni, è ha già annoverato nel suo portfolio il design dell'attuale BMW X1 e del facelift di BMW Serie 1, due modelli di grande successo pensati per fare breccia proprio nel cuore dei "Bimmer" di ultima generazione.

La mano di Luk è ben visibile sulle linee scolpite del nuovo SAV bavarese, che si presenta alla sua terza generazione con tante frecce al proprio arco. Scopriamole insieme in questo nuovo Focus sul Design.

Davanti: proporzioni eccellenti, dettagli affinati


I designer BMW sono partiti dai fondamentali per affinare il look di X3 senza snaturarne il DNA puramente BMW. Dunque, tutto si diparte dal grande doppio rene, ora lavorato con un trattamento tridimensionale. Luk lo descrive come "un supereroe in abito da sera, che gonfia il petto" pronto per andare a salvare il mondo. In effetti il frontale è imponente, deciso, forte e caratterizzato. A questo contribuiscono anche le linee del cofano, con spigoli ben trattati e linee definite, volte ad allargarne visivamente la vista frontale.


Un po' meno personale il disegno dei gruppi ottici, ora meno aggressivi che in passato ma decisamente più moderni nella grafica interna, disponibile con due livelli di LED (standard o adattivi). Elaborato il disegno dei paraurti anteriori, che sforano nel barocco quando si sceglie la linea M-Sport: troppe linee stroppiano, sempre.


La fiancata: il gomito si evolve, ma non si alza


Da sempre, il caratteristico "gomito di Hofmeister" - la linea di cintura che sale in corrispondenza del montante C delinea e rende subito riconoscibili le BMW al primo sguardo. In questo caso, dopo una seconda generazione che sembrava aver perso del tutto questa caratteristica, il gomito ritorna in forma smagliante, anche se in una versione aggiornata, che rispetta le proporzioni diverse che un SUV ha rispetto ad una berlina o una station wagon.


E se nel frontale, specialmente nel disegno dei paraurti della M-Sport, i designer sembrava avessero alzato un po' il gomito, nella fiancata ritorna il classicismo formale. Poche linee identificano la fiancata: la linea che sottolinea le maniglie delle portiere (character line) e quella che "scava" la parte inferiore della fiancata, proseguendo idealmente il volume accennato dallo sfogo dell'aria dietro il passaruota anteriore.

"Muscolosi" i parafanghi, che interrompono per un momento la character line, andando a sottolineare la possenza del posteriore.

Dietro: ben fatto, BMW, anche se i fari...


Davvero ben riuscito il disegno del posteriore, che vede reinterpretare i tratti tipici di X3 con una personalità ben definita. Il lunotto è parzialmente avvolto da un grande spoiler, sportivo ed elegante allo stesso tempo, elemento ideale per "chiudere" una linea ben fatta. I fanali, con una caratteristica firma luminosa ad effetto tridimensionale, fanno continuare la linea della fiancata fino al portellone, senza apparente soluzione di continuità. Un unico appunto ai designer di BMW sono le dimensioni dei suddetti fanali, davvero generose: il rischio, specialmente nelle versioni di accesso, è quello di un posteriore "pesante".


A parte questo dettaglio, il retro di X3 soddisfa, e in questo caso il paraurti della versione M-Sport si sposa bene con l'indole sportiveggiante della vettura, integrando due scarichi cromati trapezoidali veri, a differenza di molte rivali di questa categoria.

Dentro: più qualità e maggior dinamismo


Passando agli interni, è qui che si nota la vera rivoluzione rispetto al design decisamente agé degli interni precedenti: dopotutto, X3 di seconda generazione è arrivato nel 2011, nel momento in cui l'eredità di Chris Bangle, con le sue forme squadrate ed essenziali, era ancora molto forte.

In questo caso gli spigoli rimangono, ma sono "addolciti" e la plancia è più leggera della precedente, pur mantenendo una certa imponenza, nella console centrale. Tanto spazio è stato lasciato in alto per accogliere il nuovo, grande display centrale, che può arrivare fino a 10,2 pollici di diagonale. Inedita la strumentazione completamente digitale, anche in questo caso completamente personalizzabile. Le linee forti e slanciate dell'esterno si ritrovano in ogni dettaglio dell'abitacolo, nel disegno delle bocchette, nella forma del volante e negli inserti sui pannelli porta.


Per non parlare del salto di qualità percepita: non c'è traccia di plastiche rigide e materiali non all'altezza in ogni punto in cui cada l'occhio. Il feedback dei pulsanti non possiamo descrivervelo, ma in BMW assicurano che è migliorato anche quello. Infine, i sedili regalano una sensazione di "pienezza" e qualità assente nell'abitacolo dell'attuale generazione.

In sintesi, il nuovo BMW X3 ha raggiunto quella maturità estetica e di contenuto assente nella precedente generazione ed è ora in grado di affrontare senza complessi di inferiorità le concorrenti più aggiornate. Il suo stile può essere paragonato a quello di un'atleta vestito in giacca e cravatta: i muscoli si vedono, le forme sono attraenti, ma è l'eleganza a dominare, con la consapevolezza che anche dal punto di vista dinamico potrebbe darci filo da torcere.

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