Prova Kymco AK550: anteprima maxi-scooter connesso | HDtest

26 Giugno 2017 0

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Ad EICMA Kymco AK550 aveva fatto girare più di una testa attirando l'attenzione di molti. Il guanto di sfida a TMAX e Burgman era stato lanciato e lo "schiaffo" non era certo da poco, almeno basandoci sulle caratteristiche della scheda tecnica. Ora, con la prova su strada, ecco che Kymco scopre definitivamente le carte...e che carte!

Innanzitutto c'è tanta Italia in questo taiwanese, un progetto che ha coinvolto il team nostrano appoggiatosi a Soluzioni Ingegneria : se - come me - la vostra formazione arriva da questo mondo, non potrete non apprezzare il lavoro svolto dal team che ha numericamente tradotto sensazioni come il comfort e la dinamica di guida per raggiungere un risultato perfetto confermato poi dalla prova in sella.

Nasce così un maxi scooter con bicilindrico da 550 cc, 51 cavalli e 51.5 Nm (Euro 4), propulsore moderno che gira con un'ottima rotondità. Il gas risponde preciso e dolce ma l'AK550 non si fa problemi ad aggredire la strada: c'è sempre potenza e i buchi di erogazione sono solo un lontano ricordo. E il sound non è affatto male: è vero che mancano i decibel ma la sonorità soddisfa. In salita e nel misto stretto il motore spinge senza esitare ma, per questi scenari, serve anche la ciclistica. Si parte quindi con un telaio in alluminio che monta soluzioni da moto come la forcella a steli rovesciati da 41 mm affiancata al forcellone in alluminio con mono laterale.


Il risultato è un'ottima precisione di guida: non ci sono incertezze, la stabilità non è mai compromessa e la sensazione è quella di un maxi scooter sportivo che, però, non ci fa pagare nulla quando affrontiamo le buche. Il misto stretto richiede una guida più fisica per via del passo allungato: l'unica situazione in cui il peso si percepisce. Questo non significa che AK550 manchi di agilità che è presente anche nella guida cittadina, solamente che necessita di una guida leggermente più fisica quando bisogna risollevarlo rapidamente da una piega veloce, comportamento comunque tipico dei maxi-scooter che devono trascinarsi dietro una certa massa.

Durante la prova ho apprezzato poi l'abbondante luce da terra: una volta realizzato lo spazio a disposizione tra scooter e asfalto capirete che potrete preoccuparvi meno degli ostacoli nella guida di tutti i giorni, quella fatta - a volta - di manovre "sporche" come il superamento di dossi a velocità maggiore e l'arrampicata sul marciapiede. In più, anche chi guida alla "moto GP", non rischierà di grattare nelle pieghe più estreme che AK550 gestisce con semplicità. Il telaio infatti è di quelli facili, che da subito una sensazione di confidenza anche se non si è annoverati nell'olimpo dei "super piloti".


Che dire del comfort? Il lavoro svolto dal team italiano si vede e, sebbene la posizione spinga leggermente verso l'anteriore a causa del manubrio, in realtà la stanchezza - almeno da questa prima prova - non esiste. Posizione abbastanza eretta, sella comoda e ben imbottita, gambe rilassate grazie alla pedana che offre la posizione "touring" permettendoci di distenderle verso il retroscudo e una buona protezione aerodinamica. Peccato che a velocità autostradali le turbolenze aumentano e il parabrezza non è regolabile a mano. Il sottosella è più che generoso: ci sta un integrale e un jet o l'equipaggiamento anti pioggia, c'è la luce e si apre con la pressione di un tasto del blocchetto keyless (di serie). A qualcuno potrebbe sembrare complicato ma, dopo qualche istante per familiarizzarci, il sistema risulta comodo e facile a discapito della mancanza di intuitività iniziale.

I comandi al manubrio sono tutti a portata: l'unico più nascosto è quello che cambia la mappatura da Full Power e a Rain, operazione comunque da effettuare entro i 15 km/h. A questo proposito la rain ha un comportamento meno rotondo, castrando molto il motore ma riducendo al contempo i rischi. Non la migliore per dinamica di guida visto che fa emergere incertezze nell'erogazione e necessiterebbe qualche miglioria per risultare meno castrante.


ABS sempre presente, non eccessivamente invasivo visto l'ottimo lavoro fatto con i freni: gestire 230 chili non è facile ma il percorso collinare ha dimostrato che Kymco AK550 non risulta mai incerto e la dotazione by Brembo svolge il suo lavoro con efficacia. Uno dei migliori per quanto riguarda la stabilità in frenata (complice l'interasse) con un attacco dolce, tanta decisione se si preme e l'ABS ad occuparsi del resto senza spaventare il pilota. Manca il controllo di trazione, una pecca rispetto alla concorrenza che però sparisce se consideriamo il prezzo di questo modello.

Buoni i consumi, dichiarati intorno ai 21 chilometri al litro in media, dato confermato dai 18/19 effettuati durante la prova: tante salite, molti on-off per le sessioni di foto e il mio polso pesante per spremere al meglio il bicilindrico sono una prima indicazione che il risultato dei 21 sarà facilmente raggiungibile in condizioni di guida reali.

Infine la strumentazione: bella la scelta di passare al digitale ma qui emerge il difetto della luminosità: al sole si legge bene solo lo schermo centrale e i due laterali soffrono i riflessi (Kymco ha detto di essere al lavoro per correggere il problema). Tantissime le informazioni del computer di bordo che si gestisce tutto dai comandi al manubrio: meno distrazioni e comodità alle stelle. Poco chiara, invece l'indicazione delle mappature che sfruttano i colori: al sole non capirete quale avete inserito.


Chiudo segnalandovi Kymco Noodoe. E' un sistema di infortainment che permette di collegare lo smartphone e ricevere le notifiche (quando ci si ferma al semaforo): di base avrete SMS e chiamate ma potrete aggiungere le notifiche di qualsiasi applicazione e in più potrete creare il vostro tachimetro personalizzato, usare la bussola, il meteo o impostare una foto sulla strumentazione. Peccato che manchi l'integrazione della navigazione che renderebbe Noodoe perfetto. Altri difetti? Per raggiungere la presa USB ci ho impiegato 40 secondi vista la posizione scomoda e, in generale, i vani nel retroscudo hanno una forma troppo contorta e infilarci la mano è un'impresa. Però quello sinistro è grande a sufficienza anche per un Galaxy S7 edge con il cavo attaccato.

Considerando il prezzo di lancio, 9.190EUR (poi passerà a 9.790EUR), Kymco AK550 risulta un modello in grado davvero di scalzare la concorrenza: costa "poco" (per il segmento) ma sono pochissimi i dettagli che tradiscono i tagli (parabrezza non regolabile, leggero gioco delle pedane passeggero) e soprattutto non ci sono mancanze in comfort, dinamica di guida, motore e dotazione. Keyless, buon motore, comfort ottimo, fari FULL LED e strumentazione tecnologica con connettività Bluetooth (c'è anche presa USB) lo rendono quasi perfetto...manca solo il TCS.

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