F1: e se Kubica tornasse davvero?

08 Giugno 2017 0


Robert Kubica ha guidato di nuovo una Formula 1, per la prima volta dopo sei anni. Il fuoriclasse polacco ha realizzato dei test privati con Renault Sport Formula One Team sul circuito di Valencia. Dopo la GP3 e la Formula E ha finalmente riprovato le sensazioni di un tempo. Ci saranno altri test? E poi?

E´ la notizia più bella di queste ultime ore e ovviamente ha fatto il giro del mondo in un lampo: ed è normale che sia così perché Robert Kubica è uno straordinario pilota, dal grande talento, che piace ed è sempre piaciuto ai veri appassionati di corse. E perché in fondo ognuno di noi, in questi anni, almeno una volta ci ha sperato e spera ancora in un suo ritorno al top dell´automobilismo sportivo.

Ma intanto Robert a Valencia ha riprovato le sensazioni della Formula 1, che gli mancavano da troppo tempo: non aveva infatti più pilotato una monoposto di F1 dall´epoca dei test pre-stagionali del 2011, al volante di una Renault R31, su questo stesso circuito spagnolo, a febbraio di quell´anno. Aveva concluso l'ultima giornata di quelle prove con il miglior tempo assoluto, battendo Fernando Alonso e la Ferrari di oltre un decimo, e con molte speranze per il nuovo campionato che stava per affrontare. Di sicuro non immaginava che pochi giorni dopo la sua vita sarebbe cambiata completamente.

Era infatti arrivato quell´incidente, durante il Rally di Andora a cui aveva partecipato per divertirsi un po´ tra un test e l´altro di F1: la dinamica era stata spaventosa e aveva riportato gravi lesioni, rischiando di perdere la mano destra, proprio poco prima dell´apertura della stagione, che sarebbe stata per lui la seconda con Lotus-Renault.

Era stato così costretto ad interrompere bruscamente il lavoro che aveva sempre amato e la  sua collaborazione con Renault, mentre lui e la squadra prevedevano un bel futuro insieme, ben diverso.

E proprio la squadra del brand transalpino in questi giorni si trovava a Valencia per effettuare dei test con Sergey Sirotkin e ha vissuto un´esperienza di sicuro molto emozionante: hanno potuto rivederlo al volante di una Formula 1. Per lui avevano preparato un programma che in sostanza  condensava un weekend di Gran Premio in un´unica giornata.


Hanno ritrovato così anche le sue domande, precise, sui minimi dettagli di regolazione della sua monoposto, con quel feedback tecnico che lo ha sempre contraddistinto: pare si sia lamentato di mancanza di grip, di sottosterzo, e che abbia parlato anche di downforce, ma soprattutto al termine della giornata è sceso dalla monoposto con un sorriso enorme, che non gli si vedeva da tanto tempo. E come non capirlo...

Dal punto di vista tecnico, Kubica ha percorso complessivamente 115 giri al volante di una vecchia monoposto, una E20 con motore Renault V8 del 2012, in particolare il telaio di quella che, con i colori della Lotus, Kimi Raikkonen portò al successo al GP di Abu Dhabi di quella stagione. Non era certo facile rientrare in una F1 dopo sei anni eppure dicono che abbia dato vita a una bella performance; in sostanza ha coperto ben 460 km, circa la distanza di un Gran Premio e mezzo, e questo significa che la sua tenuta fisica sembra essere piuttosto buona. Il test ha compreso long run con diverse soluzioni di quantità di carburante a bordo, simulazioni di una qualifica e prove di partenza da fermo.

Questo è il breve video che il team di Enstone ha postato ufficialmente su Twitter.

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Dopo quel terribile incidente, il resto della storia e del difficile e doloroso percorso che lo ha riportato al mondo delle corse lo conoscono tutti abbastanza bene.

Il suo ritorno alle gare è cominciato proprio dai rally, la sua grande passione da sempre: il suo talento enorme non si era fatto attendere; del resto ricordo che tutti i rallysti professionisti con cui ho parlato hanno sempre elogiato le qualità del pilota polacco anche in questa disciplina. La conferma giunge nel 2013 quando conquista il titolo della classe WRC2 nel Mondiale Rally con una Citroen DS3 RRC. L´anno successivo in Austria vince anche il rally d´apertura dell´ERC, il Campionato Europeo, al volante di una Ford Fiesta RRC.

Poi passa al WRC, ma non con lo stesso successo: Robert è velocissimo ma spesso commette errori e getta al vento risultati importanti con incidenti, anche rischiosi, a velocità elevate.

Senza alcuna ipocrisia va detto che in quel periodo sono in tanti a mettere in discussione le sue capacità, oppure  a sostenere che, forse, non avendo recuperato al 100% da quell´incidente, non può guidare come vorrebbe.

Anche a me è capitato di commentare prove dell´Europeo nelle quali era in testa, magari con un vantaggio incolmabile per gli avversari, e finiva per ritirarsi andando a sbattere, persino a poche speciali dalla fine.

Troppo facile criticarlo, ci si sarebbe dovuti mettere un po´ nei suoi panni: per capire quanta rabbia aveva dentro, quanta voglia aveva di esprimersi ancora al massimo, per provare ancora quelle scariche d´adrenalina che poche altre cose come le corse ti sanno regalare. E per ritrovarsi in quel posto che il destino gli aveva strappato proprio sul più bello.


E´ proprio per questo che Kubica non si è mai arreso, ed è così che in questi anni si è messo alla prova, sperimentando diverse discipline ed effettuando test con auto da corsa molto diverse, tra cui alcune monoposto.

Aveva già fatto un test con una Mercedes del DTM e provato anche una Lamborghini Huracan Super Trofeo ma la sua prima vera gara su un circuito risale allo scorso anno, nella 12 Ore del Mugello con una Mercedes AMG SLS GT3; poi ha corso nel Renault Sport Trophy finendo sul podio a Spa-Francorchamps.

Quest´anno avrebbe dovuto addirittura debuttare nel WEC, il Mondiale Endurance, alla guida del prototipo della classe LMP1 del team privato ByKolles, ma l´esperienza negativa del Prologo a Monza lo ha convinto ad abbandonare subito l´idea.

Monoposto parlando, prima di questo test di Valencia, ha provato una GP3 grazie al team italiano Trident sul tracciato di Franciacorta: un´occasione importante per capire quanto la limitata articolazione del braccio destro gli potesse impedire di guidare nell´angusto abitacolo di una monoposto. Il circuito italiano, tortuoso e contraddistinto da curve molto strette, è il banco di prova ideale per capire che, dopo circa 70 giri, quel braccio non rappresenta più un problema.

Con lo stesso obiettivo, il mese scorso ha girato con una monoposto di Formula E a Donington e il riscontro è stato più che positivo. E, a 32 anni, il sogno è ancora lì e non lo abbandona mai.

Robert Kubica:

«Tengo a ringraziare chi mi ha permesso di vivere questo momento. Mi auguro che l´esperienza sia stata positiva per tutti e che abbia magari suscitato anche dei bei ricordi per alcuni! È stata una giornata molto importante per me, dal punto di vista emotivo. Sono rimasto lontano dai paddock per molto tempo e ho vissuto momenti difficili. Non ho mai smesso di lavorare ma non avrei creduto possibile una cosa del genere alcuni anni fa. Le mie sensazioni sono contrastanti: da una parte, sono fiero di ciò che ho fatto oggi, ma ciò mi ricorda cosa ho perso. Non so cosa mi riservi il futuro ma so che dopo oltre un anno di preparazione per questo momento, ho potuto pilotare ad un buon ritmo e in condizioni difficili. Non era facile dopo sei anni: sapevo che potevo riuscirci e posso esserne soddisfatto. Renault è stato il primo costruttore a testarmi nel 2005 e ho apprezzato questa nuova opportunità».

Comunque non dimenticate che una volta Fernando Alonso lo ha definito `il migliore di tutti noi´.


Per il momento si è trattato solo di un test e c'è massima riservatezza rispetto a quelle che sono state le sue prestazioni ma gira la voce che potrebbe esserci la possibilità di effettuare altri test con Renault. Certo questa era una vecchia Lotus, ma se in futuro dovessimo vederlo a bordo di una monoposto ibrida della Casa francese, allora la cosa diventerebbe seria...

In bocca al lupo Robert!

Nicola Villani

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