Trump ha deciso: gli USA fuori dall'Accordo sul clima di Parigi

01 Giugno 2017 0


L'annuncio tanto atteso è arrivato pochi minuti fa. Alle 21 ora italiana il presidente Donald Trump ha annunciato la sua volontà di abbandonare l'accordo sul clima firmato a fine 2015 dalla pressoché totalità degli Stati al mondo - mancavano all'appello Nicaragua e Siria - cosa che potrebbe avere ricadute sul clima del pianeta e sul mondo dell'auto.

"Target irrealistici per gli USA"

E' bastato un semplice "We're out (siamo fuori, dall'Accordo sul clima, ndr)" per smantellare anni di programmi di governo portati avanti da Obama. In pochi minuti Trump ha annunciato l'uscita degli USA dalla COP 21 durante la conferenza stampa alla Casa Bianca.

"L'accordo negoziato da Obama impone target non realistici per gli Stati Uniti nella riduzione delle emissioni," ha continuato Trump "lasciando invece a paesi quali la Cina un lasciapassare per anni"

E' da quando è arrivato alla Casa Bianca che Trump sta cercando in tutti i modi di porre un freno alle politiche ambientaliste di Barack Obama e questo strappo pesante ne è solo l'esempio più chiaro. Del resto era stato proprio Obama uno dei tasselli fondamentali che portarono alla stesura definitiva dell'accordo secondo cui la temperatura media a livello globale non sarebbe salita oltre 1,5° entro il 2020.

Cina e Ue proseguono insieme agli altri firmatari

Questo accordo potrebbe avere delle ricadute pesanti non solo sull'immatricolazione delle milioni di auto omologate negli USA ma anche sulla produzione delle aziende che sul suolo americano hanno impianti produttivi. Attualmente è difficile dire quali saranno con precisione le conseguenze di una scelta simile per gli USA ma il suo semplice ritiro dall'Accordo denominato COP 21 sui cambiamenti climatici darebbe un duro colpo al tentativo di costruire velocemente una tecnologia di produzione più ecologica.

Dal Cremlino fanno sapere che

"La Russia dà grande importanza all'accordo sul clima ma va da sé che la sua efficacia viene ridotta senza i suoi attori chiave", ha detto il portavoce russo Dimitri Peskov.

In un mondo dove le aziende automobilistiche producono auto sempre più pensate globalmente - che quindi possano andare bene in tutti i mercati senza dover adattare specifiche e caratteristiche ai singoli Paesi - l'uscita dall'accordo sul clima di Parigi potrebbe non portare a grossi cambiamenti sul lato delle omologazioni e delle emissioni inquinanti dei singoli veicoli.

Cina e Ue, i due mercati più rilevanti al mondo per i produttori globali, hanno già espresso una volontà comune di procedere nella stessa direzione verso una economia più pulita. Dove semmai potrebbero esserci discrepanze è nella fase di produzione, in cui un'azienda americana non sarebbe più obbligata a ridurre le emissioni inquinanti.

Potenziale opportunità per altri Paesi

D'altro canto l'uscita degli USA rappresenta una potenziale opportunità per i Paesi europei e del resto del mondo. Le aziende ad impronta più ambientalista - impegnate non solo nella creazione di auto elettriche ma anche di tecnologie con ricadute sul mondo dell'auto - potrebbero finire per essere attratte dagli incentivi e dal clima (è il caso di dirlo) favorevole di Europa e Cina dedicati allo sviluppo di questo genere di economie green e trasferire la propria sede nei rispettivi Paesi.

Come sintetizzato bene da Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione europea:

"Non è un bene che gli Usa si ritirino dalla scena mondiale. Ma sia chiaro che il vuoto lasciato dagli Usa verrà riempito".

Conseguenze ancora da stabilire

Si tratta di ipotesi e scenari impossibili da prevedere e che nemmeno lo stesso Trump ha probabilmente chiare visto che adesso cominceranno i negoziati per rivedere gli accordi di Parigi:

"Cominceremo a rinegoziare gli accordi e se ci riusciremo, fantastico, se non ci riusciremo, andrà bene ugualmente. Gli Stati Uniti sono già alla guida del mondo per la produzione di energia e non hanno bisogno di un accordo negativo che danneggia i lavoratori americani"

Ancora non chiaro quindi che strada prenderà Trump su questo tema. Potrebbe decidere di abbandonare unilateralmente solo l'Accordo di Parigi ma impiegherebbe tre anni circa per completare l'intero processo di uscita dall'accordo; oppure potrebbe annullare l'intera sottoscrizione all'accordo ONU su cui si basa l'Accordo di Parigi, in quel caso l'intera trafila richiederebbe un solo anno.

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