Le Pen come Brexit e Trump: i rischi per l'industria auto francese

05 Maggio 2017 0


A pochi giorni dal ballottaggio delle Presidenziali francesi, il rischio del protezionismo incombe sulla Francia allo stesso modo in cui è accaduto nei mesi scorsi per la Brexit e l'elezione di Donald Trump negli USA. Chiunque sia il vincitore, sui due grandi gruppi francesi (entrambi parzialmente posseduti dallo Stato) ricadranno le scelte della nuova amministrazione.

Difficile prevedere chi vincerà alle prossime elezioni presidenziali francesi, e altrettanto arduo è capire in che modo l'elezione di uno o dell'altro candidato possa influenzare l'industria automobilistica locale. In ogni caso, l'esito delle presidenziali si rifletterà in egual modo sui due grandi gruppi francesi Renault e PSA, in quanto lo Stato ne possiede parte delle azioni.

Protezionismo VS Libero mercato

Non bastavano i rischi di dazi per l'esportazione di auto nel Regno Unito, fresco di Brexit: se vincerà Marine Le Pen, antieuropeista convinta, il rischio di un protezionismo come quello auspicato da Donald Trump negli USA sarà una molto probabile realtà. Se a questo aggiungiamo che, fino a poco tempo fa, la Le Pen abbia sostenuto di voler far uscire la Francia dall'Unione Europea, il futuro per i costruttori francesi appare decisamente poco chiaro.

Diversi analisti sostengono, tuttavia, che la Le Pen difficilmente imporrà il protezionismo sull'industria dell'auto, in quanto sarebbe poco furbo ora che PSA ha acquisito Opel, che detiene una bella fetta di mercato in tutta Europa. La candidata del Front National, in ogni caso, ha più volte ribadito la volontà di proteggere i lavoratori francesi, anche se la modalità di intervento è ancora oggi poco definita.

Dall'altra parte, Macron punta sul rafforzamento del rapporto tra la Francia e l'Unione Europea: questo vuol dire, tuttavia, tagliare i costi con 120.000 esuberi nel settore pubblico, lasciando migliori prospettive (forse) per il privato. Più Europa vuol dire maggiore libertà di circolazione delle merci nell'Unione, cosa che potrebbe dunque favorire i costruttori locali, che vendono soprattutto al di fuori della Francia.

In ogni caso, i costruttori, mediante l'associazione dell'industria automobilistica francese CCFA, si sono schierati apertamente con la politica di Macron:

Noi siamo per il libero mercato, per le politiche pro-Europa e vogliamo meno tasse sui salari e sulla produzione.

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