Suzuki VanVan 200: la nostra recensione

28 Dicembre 2016 0


Spesso una moto leggera, magari dal look sbarazzino e con consumi ridotti è la soluzione perfetta per gli spostamenti a corto/medio raggio e, in questo segmento, Suzuki propone un modello ispirato al passato che sceglie soluzioni tecniche basilari e punta sul prezzo ridotto: VanVan 200.

Evoluzione del modello da 125 cc, VanVan 200 è la risposta alle richieste degli utenti ai quali stava troppo stretta una cilindrata prettamente cittadina. Con l'aumento della cilindrata, invece, VanVan 200 può mettere il naso anche in tangenziale e autostrada, pur restando in grado di consumare poco e senza aumenti eccessivi di peso.

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l look è la prima cosa che salta all'occhio grazie all'ispirazione al passato che ben si sposa con la moda del momento. Il modello resta sempre lo stesso e i particolari che si notano subito sono la sella ampia, il piccolo serbatoio e il "gommone" posteriore da 180/80 montato sul cerchio da 14 pollici e affiancato al 130/80 da 18 pollici anteriore. I dettagli più interessanti nel look sono sicuramente la borsa porta documenti sul parafango posteriore e il "mini" radiatore con tanto di piccola griglia a protezione per salvaguardarlo dai sassi.



Per quanto riguarda il tatto, la prima impressione che si ha sulla VanVan 200 è quella relativa al peso: la monocilindrica di Suzuki è una bicicletta che riduce all'osso il necessario e non metterà mai in crisi nessuno data la sella a soli 770 millimetri da terra. La seduta è comoda, con una triangolazione che non affatica il corpo e una buona imbottitura anche se a beneficiarne di più è il passeggero per via della conformazione della sella stessa.

Pur trattandosi di un modello d'ingresso, VanVan 200 si presenta con un ottimo assemblaggio e non mancano neanche alcune cromature che nobilitano il progetto. Se per quanto riguarda l'assorbimento delle asperità della strada VanVan fa un buon lavoro, aiutandosi nel comfort grazie ai pneumatici a spalla alta, resta presente il problema le vibrazioni. La compatta di Suzuki ci costringerà a fare i conti con una buona dose di vibrazioni (pedane  manubrio) quando si viaggia a ai regimi più alti.

L'uso cittadino non ci farà notare troppo questo problema ma, se deciderete di avventurarvi in un viaggio più lungo di 150 chilometri, potreste dover necessitare di pause più frequenti.


Il sound non è proprio il massimo dato che il monocilindrico si deve accontentare di una potenza non certo imperssionante e lo scarico è molto silenzioso. A differenza di altre classiche dalla cilindrata maggiore, VanVan non si distingue per una particolare firma sonora ma procede a bassa voce e si fa sentire solamente nella zona alta del contagiri. Assenti scricchiolii che potrebbero denotare un cattivo assemblaggio e l'unico fastidio sonoro a cui dovrete andare incontro è quello derivato dalle vibrazioni oltre ai fruscii aerodinamici dovuti alla totale assenza di cupolino.



La tecnica di VanVan 200 resta più o meno quella del 125, con l'eccezione del motore che cresce nella cilindrata arrivando a 199 cc necessari per poter affrontare l'extraurbano. Con l'aumento di cubatura arriva anche una leggera iniezione di potenza che porta il tutto a 14 cavalli e 13 Nm, dati che migliorerebbero di poco rispetto al 125 se non fosse che si è lavorato sulla curva di erogazione.

Così un incremento di circa 2 cavalli e 3 Nm si fa notare molto di più dato che la coppia massima è disponibile prima e rende più sfruttabile la moto e la potenza massima arriva già ad 8.000 giri invece dei 9.500 di VanVan 125. A gestire il tutto c'è un cambio a cinque marce dai rapporti corti: si gioca spesso con la leva e l'assenza del contagiri potrebbe portare qualche principiante al limitatore. Non si tratta certo dell'elemento migliore di questa VanVan dato che gli innesti risultano imprecisi quando lo si mette sotto stress nella guida "sportiva" e, in generale, il cambio tende ad essere duro, rendendoci subito palese che si tratta dell'elemento su cui Suzuki è andata a risparmiare. Ad ogni modo VanVan 200 non è certo una moto da prestazioni ma piuttosto una moto da apprezzare prendendosela con calma: in quest'ottica il cambio risulta comunque in linea con il progetto.

Il vantaggio della potenza ridotta, unita al peso di soli 128 chili in ordine di marcia, è quello dei consumi. Fare i 50 chilometri con un litro di benzina è un'impresa alla portata di tutti anche se, durante le percorrenze autostradali, il carburante finirà più in fretta e il piccolo serbatoio da 6.5 litri ci costringerà a fare spesso rifornimento.

Considerata la velocità massima di 120 chilometri orari (110/115 da GPS), però, è chiaro che negli interminabili rettilinei si rischia la noia e, in ottica viaggio, VanVan 200 ci spingerà a scegliere le extraurbane, magari alla ricerca del paesaggio, piuttosto che tangenziali e autostrade.


VanVan 200 poi, a dispetto della potenza ridotta, se la cava bene anche in collina: il motore spinge a sufficienza grazie alla nuova curva di coppia e tra le curve ci si può divertire sfruttando l'ottima agilità di questo modello. L'unico problema è nei freni: davanti c'è un disco ma il tamburo da 240 mm del posteriori va in crisi con l'uso prolungato e si stressa troppo nelle lunghe discese portandoci spesso al bloccaggio, situazione comunque gestibile anche senza l'ABS dato che il peso piuma e le velocità ridotte permetteranno un controllo ottimale anche da parte dei principianti.

Infine VanVan 200, complici gli pneumatici tassellati, diventa un mezzo in grado di digerire anche l'offroad leggero. Qui beneficeremo di un peso ridotto che spingerà anche i meno esperti a giocare il posteriore, fidandosi del grip dei "gommoni" scelti e della facilità di controllo data da telaio e peso piuma.


In conclusione VanVan 200 è un progetto particolare dato che propone una moto "all'antica" divertente e simpatica. Facilissima da utilizzare, la monocilindrica ha dalla sua una realizzazione semplice che si traduce nell'estrema facilità di manutenzione (oltre a costi ridotti) e i consumi sono da scooter.

Perfetta per la città, VanVan 200 è anche una moto da portarsi all'avventura per un giro domenicale in tutta tranquillità o per un viaggio on the road dove è più importante il percorso che la meta e il tempo che ci impiegherete per raggiungerla.

Se non fosse stato per le vibrazioni alle alte velocità, il progetto sarebbe stato perfetto anche se, chi pianifica un'utilizzo prettamente cittadino e non ha intenzione di viaggiarci, può tranquillamente non tener conto di questo difetto. Suzuki VanVan 200 è disponibile a 4.290EUR ed è consigliata, oltre che ai principianti che troveranno una moto facile e comoda, anche a chi cerca qualcosa di poco impegnativo dal punto di vista dei costi di esercizio e manutenzione senza rinunciare allo stile.

Abbigliamento tecnico utilizzato:

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