Suzuki Ignis: ibrida, 4X4 e utilitaria | HDtest

28 Novembre 2016 0


Quando si cerca una utilitaria, specialmente in Italia, la scelta è pressoché scontata e rivolgersi ai marchi nazionali (Fiat e Lancia in primis) pare cosa ovvia. Basta un'occhiata ai modelli in circolazione - e ai dati di vendita - per capirne il perché: il prezzo, l'affidabilità e la rete commerciale e d'assistenza sono fondamentali nella diffusione di Fiat Panda e 500, Lancia Ypsilon e quant'altro. Suzuki punta a rimettere in discussione i fatti presentando la Ignis, che punta su un insieme di soluzioni tecniche e stilistiche interessanti.

Anche con l'ibrido, anche con l'integrale

Partiamo prima di tutto da ciò che intriga di più, la presenza dell'ibrido a bordo di questa Suzuki Ignis accanto alla tradizionale alimentazione a sola benzina. La prima utilitaria ibrida - più precisamente semi-ibrida - prodotta e venduta nel nostro Paese. Cuore del sistema SHVS (Suzuki Hybrid Vehicles by Suzuki) è un ISG, che significa Integrated Starter Generator, il quale lavora da generatore ma anche da motore elettrico per recuperare energia in frenata e nelle decelerazione e rilasciarla in fase di accelerazione e ripartenza dai semafori. In quei momenti, in cui il lavoro del motore è maggiore, Suzuki promette un risparmio di carburante ed anche maggiore confort. Le riaccensioni del motore dopo che lo Start & Stop è entrato in funzione sono in effetti più fluide e con meno vibrazioni. A proposito lo S&S si attiva ancora prima che l'auto si fermi del tutto, così da percorrere gli ultimi metri senza bruciare nemmeno una goccia di benzina. Abbinato all'SHVS c'è un 1.2 a benzina Dualjet da 90 CV, che punta su soluzioni ingegneristiche all'insegna dell'efficienza - da segnalare su tutti il doppio iniettore per cilindro. Inutile aspettarsi grosse sorprese dal propulsore mild-hybrid, che privilegia consumi bassi rispetto alle prestazioni: la sorpresa è equivalente a quella di un motore tradizionale di pari cilindrata. Oltretutto la presenza della propulsione mild-hybrid permette di parcheggiare gratuitamente su strisce blu e l'esenzione del bollo (dipende dalla legge regionale) da 3 a 5 anni dove previsto, oltre che altri vantaggi fiscali ed economici. Occorre quindi informarsi nel dettaglio, anche con la propria compagnia assicurativa, per valutare bene i vantaggi economici. Per chi usa tanto l'auto in città potrebbe essere determinante poter risparmiare sulle strisce blu.


Oltretutto un buon lavoro è stato fatto sulle sospensioni che assorbono bene le buche, meno sull'insonorizzazione che risulta un punto debole di Suzuki Ignis soprattutto per quel che riguarda il rotolamento degli pneumatici. La frizione non stanca perché é leggera ed oltretutto è ben modulabile, cosa utile nel traffico ed anche in manovra dove si può fare affidamento sulla telecamera di parcheggio e su un buon raggio di sterzata che regala una buona maneggevolezza. Infine lo sterzo: non è sempre morbido, almeno non come ce lo si aspetterebbe da una piccola cittadina tanto che all'aumentare della velocità diventa un po' troppo duro.

Ma come anticipa il titolo questa Suzuki Ignis offre anche la trazione integrale a richiesta, che come prima conseguenza porta ad una riduzione del bagaglio che scende a 227 litri rispetto ai 267 litri della due ruote motrici - con i sedili sdoppiati scorrevoli tutti avanti si guadagnano altri 100 litri per un totale di 367, peccato che questa soluzione implichi l'omologazione solo per quattro persone. Questa volta il fulcro si chiama AllGrip Auto, che fa affidamento su un giunto viscoso centrale per ripartire la coppia tra asse anteriore e posteriore: non a caso la stessa soluzione usata da Fiat Panda nella 4X4. Il risultato è una struttura semplice e poco ingombrante ma efficace quando serve. Non abbiamo avuto modo di sfruttarla in sterrato ma la capacità fuoristradistica di Suzuki non si discute ed anche questa Ignis dovrebbe essere all'altezza della situazione. Del resto l'alternativa pura off-road si chiama Jimny.


Abitabilità e qualità interna

Suzuki Ignis ha fatto grandi salti avanti rispetto al vecchio modello e si vede, ma soprattutto si sente, appena si entra nell'abitacolo. Ottima la sensazione di solidità generale e quella dei comandi, che nel complesso hanno una bella resa al tatto. Inoltre non manca la presenza di un grosso schermo centrale da 7" pollici touchscreen a colori (di serie su tutti gli allestimenti), interfaccia del sistema di infotainment dotato del Linkage Display Audio (SLDA) che svolge anche funzione di retrocamera. Il sistema supporta la tecnologia Apple CarPlay e le applicazioni compatibili, garantendo così di ritrovare in auto tutto ciò che siamo abituati ad usare sullo smartphone. Una cosa che stupisce è la grande abitabilità data da uno spazio a bordo ottimo, sia davanti che dietro. Merito della nuova piattaforma su cui è basata la Suzuki Ignis (la stessa di Baleno) che offre comodità per quattro passeggeri di altezza anche superiore ad 1,80 senza che si stia stretti con le ginocchia o che si tocchi con la testa. Le plastiche sono rigide sia nel rivestimento delle portiere che in quello della plancia. Gli assemblaggi restano solidi ma non si può proprio parlare di livelli al top della categoria.


Consumi ottimi, sorpresa in autostrada

In questi primi chilometri a bordo della Suzuki Ignis non abbiamo avuto modo di poterla far confrontare con il traffico congestionato di una grande città ma i primi risultati danno già una buona indicazione di quanto si riesca a percorrere con un litro di carburante. In strada extraurbana abbiamo registrato medie che si aggirano attorno ai 4,5/5 litri su 100 Km (ossia tra i 20 ed i 22 al litro), risultato che viene eguagliato a sorpresa in autostrada dove la Ignis dimostra di poter gestire bene spostamenti di breve/media durata, anche dal punto di vista del confort. Per quel che riguarda i risultati nell'ambito urbano, come detto, ci è impossibile dare una risposta univoca ma possiamo provare a prevedere medie tra i 5 ed i 6 litri su 100 Km, che in Km/l equivalgono a 16,5/20 al litro. Questi risultati beneficiano anche di un peso molto ridotto che va dagli 885 KG della 1.2 Dualjet ai 960 KG della versione ibrida a trazione integrale.


Cosa scegliere?

Il primo contatto con questa Suzuki Ignis è positivo perché la maneggevolezza e le dimensioni restano da utilitaria ma lo spazio interno e la soluzione ibrida (unita alla trazione integrale, se la si sceglie) le da un vantaggio non indifferente, soprattutto in termini economici. Certo il confort gioca la sua parte - le riaccensioni del motore grazie allo starter sono fluide - ma contando che l'aggiunta dell'ibrido costa 1.000 euro in più bisogna mettersi con la calcolatrice alla mano e fare bene i conti. Il bollo, a seconda della Regione di residenza, non si paga così come le strisce blu - di nuovo a seconda del Comune in cui si vive - ed è un bel vantaggio se l'auto la si usa per le commissioni quotidiane in città. Inoltre l'accesso alle ZTL è possibile e questo apre le porte anche dei centri storici inaccessibili diversamente.


Ha tantissimo "di serie"

Tre gli allestimenti disponibili: iCool rappresenta l'opzione "base"; il livello intermedio é la iTop ed infine l'allestimento più avventuroso si chiama iAdventure, che prevede l'installazione di paraurti maggiorati ed inserti in plastica nera sulle portiere. Al lancio la iCool sarà proposta ad un prezzo interessante: 11.950 euro, con cui si portano a casa cerchi in lega da 16 pollici, vetri posteriori oscurati, sistema multimediale touchscreen con connettività smartphone e Bluetooth, telecamera posteriore con sensori, clima manuale, sedili riscaldabili anteriori e fari automatici. Con altri 1.750 EUR si aggiungono i fari full LED, climatizzatore automatico, navigatore con mappe 3D, colui scontro, controllo della velocità in discesa e i sistemi di assistenza alla guida. Si parla quindi di un'equipaggiamento molto completo per la categoria di riferimento. Il listino parte da 14.050 EUR per la iCool, disponibile soltanto con motore a benzina e trazione anteriore. Quest'ultima è tra l'altro abbinabile al cambio automatico che costa 700 EUR in più. Infine per la trazione integrale servono almeno 17.300 EUR. Per l'ibrida servono, a parità di allestimento, 1.000 EUR in più e perciò si parte da 16.800 EUR circa per la trazione anteriore e si arriva a 18.300 EUR per quella integrale. Fino al 31 gennaio 2017  però su ogni versione sarà disponibile uno sconto di 2.100 EUR.


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