Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio: passione a ruote alte | DESIGN

16 Novembre 2016 0


Una novità di Alfa Romeo fa sempre notizia, ma qui le premesse per "rompere l'internet" ci sono tutte: made in Italy, sportivo, a ruote alte. Ecco come il design, unito ad una formula ormai nota, potrebbe contribuire a creare una vettura di grande appeal per tutto il mondo e a rilanciare per davvero il marchio del Biscione tra i più importanti concorrenti premium.

Che Alfa Romeo abbia deciso di puntare in alto lo si era capito già dal lancio della Giulia Quadrifoglio - la versione di punta prima di quella "standard" - ormai quasi un anno e mezzo fà. Oggi, con la presentazione di Stelvio Quadrifoglio, il marchio del Biscione ha confermato le proprie grandi ambizioni. Il messaggio è chiaro: per la prima vettura che potrebbe far storcere il naso dei puristi - un crossover - è necessario puntare tutto sulle prestazioni, e cosa c'è di meglio di un SUV da 510 CV per trasmettere la propria determinazione.

Fin dal nome scelto - Stelvio, il passo di montagna situato tra Trentino e Lombardia famoso in tutto il mondo per le sue curve mozzafiato - il primo SUV di Alfa Romeo ha ben chiaro il concetto di sportività e lo dimostra ancora di più nella sportiva veste Quadrifoglio, capace di una potenza di 510 CV.


Il frontale è forse la parte meno originale di questo SUV, almeno se si confronta con quello della berlina di derivazione Giulia: l'aspetto è proprio quello di una Giulia "vitaminizzata", sia per la forma dei gruppi ottici sia per quanto riguarda le proporzioni generali. E questo, sia chiaro, non è un difetto, anzi, ma qualche personalizzazione forse sarebbe stata gradita. Peculiari sono alcuni piccoli dettagli, come la grafica delle luci diurne a LED, che percorrono tutta la sezione superiore e laterale dei gruppi ottici anteriori, rendendo lo sguardo di Stelvio più tecnologico, anche se mancano ancora le luci full-LED che avrebbero potuto donare uno sguardo ancora più cattivo e caratterizzato rispetto ad ora.

Si parla di piccole mancanze, ovviamente, perché già così lo Stelvio appare aggressivo e arrabbiato, grazie anche alle prese d'aria più scolpite rispetto a quelle della Giulia Quadrifoglio.


Lateralmente, Stelvio si fa apprezzare per una silhouette sportiva, da granturismo, grazie alle proporzioni da trazione posteriore (qui è presente una trazione integrale intelligente, che funziona in condizioni normali come una trazione posteriore ma che è in grado di distribuire fino al 60% della coppia all'avantreno) e all'abitacolo che sembra letteralmente appoggiarsi sulle ruote posteriori. Curiosa la scelta di eliminare la terza luce laterale, creando una coda quasi da coupé ancora più aggressiva rispetto a quella dei rivali diretti, Jaguar F-Pace e Porsche Macan.


La coda è proprio il pezzo forte del nuovo Alfa Romeo Stelvio Quadrifoglio, perché riesce ad esprimere al meglio gli stilemi delle apprezzate hatchback 147 e Giulietta, adattandoli alle proporzioni di un SUV di dimensioni importanti. Questo vuol dire un lunotto inclinato, uno spoiler importante, fanali sottili e sviluppati in larghezza e targa posizionata in basso, appena sopra un paraurti davvero ben realizzato, grazie alla presenza di due doppi scarichi cilindrici e un vero estrattore d'aria.

Ben piantato a terra, insomma, questo Stelvio, che promettere di raggiungere gli stessi traguardi e gli stessi euforici complimenti della sorella Giulia, promossa come una delle migliori berline sportive in commercio.


Di sapore sportivo sono anche gli interni, che mantengono gli stilemi della Giulia ma, allo stesso tempo, tengono anche conto delle diverse esigenze di spazio per le gambe e di funzionalità: la plancia, per esempio, non è più orientata verso il conducente ma si sviluppa in larghezza diventando maggiormente fruibile per il passeggero anteriore. Anche l'alloggiamento del display dell'infotainment (sempre caratterizzato dal piacevole effetto total black quando spento) è stato spostato per favorire una maggiore leggibilità.

Rimangono invece i tocchi racing che tanto hanno fatto innamorare noi appassionati, come il tasto di avviamento del motore posizionato sul volante, i sedili sportivi, i dettagli in fibra di carbonio, la strumentazione analogica con grande display centrale e il manettino DNA con funzione Race. Rimane il mobiletto centrale piatto, ma qui le forme sono più simmetriche.

Il nuovo Alfa Romeo fà proprio quel concetto di Meccanica delle Emozioni divenuto il leit-motive dalla Giulia in poi e destinato a caratterizzare il nuovo corso stilistico e filosofico della gamma del Biscione: ogni piccolo dettaglio - dai gadget ai materiali, passando per forme e proporzioni, è studiato per comunicare la passione di chi la guida ce l'ha nel sangue. Un ottimo biglietto da visita per una vettura avvantaggiata dall'essere parte di un segmento di mercato, quello dei SUV, che sembra inarrestabile.

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