Lotus Evora 400: sarebbe piaciuta anche a Colin I HDtest

22 Settembre 2016 0

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Se dici Lotus pensi subito al grande Colin Chapman, un genio straordinario che ha rivoluzionato la storia dell´automobile e delle corse. Abbiamo provato la Evora 400, nella versione con il cambio manuale a 6 marce, ma anche quella con l´automatico a 6 rapporti con paddles al volante, anche in pista. Quale ci è piaciuta di più? Beh, in entrambi i casi il DNA è quello del brand britannico: grandi prestazioni, tenuta di strada e guidabilità, ma soprattutto tanto divertimento. Nata per chi ama guidare.

Abbiamo ricevuto l´invito di provare la Lotus Evora 400 dai ragazzi di PB Racing. Chi ama le sportive inglesi li conosce sicuramente: grandi appassionati e altrettanto esperti, capitanati da Stefano D´Aste, un pilota di enorme talento, campione del mondo del WTCC nel 2007 tra gli Indipendenti, che con le Lotus va forte anche nei rally.  Questo vulcanico personaggio può vantare oltre 10 anni di esperienza e lavoro dedicati esclusivamente al prestigioso marchio di Hethel, con la propria concessionaria ufficiale Lotus Cars. Il settore racing è il loro fiore all´occhiello:  sono infatti centro Lotus Motorsport in Italia e dal 2008  organizzano anche  la Lotus Cup Italia.

Grazie a loro abbiamo provato la versione con il cambio manuale a 6 marce e anche quella con l´automatico a 6 rapporti con paddles al volante, anche all´autodromo di Franciacorta.

Ma cominciamo dall´inizio: appena la vedi ti rendi conto che è proprio bella, non ci sono dubbi. Questa 400 non è solo un facelift della Evora S, ma a Hethel hanno fatto di più, l´hanno ulteriormente migliorata: hanno saputo sottolineare ancora di più quel design senza tempo, che non si lascia influenzare dalle mode e tendenze del momento, e che ti fa capire immediatamente che si tratta di una Lotus.


Già nella sua prima versione reinterpretava con accenti un po´ esotici e linee moderne il concetto di sportiva secondo il brand d´oltremanica: bassa e slanciata come sempre, con linee molto fluide e proporzioni ben equilibrate. Anche da ferma il suo look comunica velocità e agilità, proprio ciò che ti aspetti da una sportiva come questa.

Nel frontale c´è la caratteristica "bocca" Lotus che vi aiuta a riconoscerla e poi c´è quella consueta cura dei dettagli, dove ogni particolare estetico ha una sua funzione ben precisa: dietro le griglie anteriori c´è il sistema di raffreddamento, quelle laterali posteriori ottimizzano la portata d'aria al motore situato in posizione centrale. Il fondo piatto e gli estrattori generano l'effetto suolo e una migliore deportanza aerodinamica. Insomma, hanno lavorato tanto nella galleria del vento ottenendo numeri di assoluto rilievo. I cerchi da 19" davanti e da 20" al retrotreno la rendono ancora più "cattiva".

Dentro è tutto realizzato a mano, con interni completamente rivestiti in morbida e lussuosa pelle in ogni parte dell'abitacolo, con inserti in alluminio spazzolato o anodizzato. La strumentazione e il cruscotto sono belli e mescolano illuminazione a LED, indicatori digitali e strumentazioni analogiche.

Come ho detto anche nel video, lo schermo dell´infotainment Alpine sembra un po´ da aftermarket, è vero, ma è proprio questo ciò che vi interessa in una macchina del genere?!?

I sedili sportivi, progettati con la collaborazione della Recaro, avvolgono e contengono perfettamente, anche quando decidete di darci dentro, ma sanno anche fornire allo stesso tempo grande comfort nei viaggi più lunghi.

Sembra incredibile in un´auto di questo tipo, eppure anche chi è molto alto come me riesce a trovare la posizione di guida ideale, segno che hanno prestato grande attenzione a questo aspetto e all´ergonomia, che consente di trovarsi subito a proprio agio. Il volante ha una presa ottimale e la parte inferiore piatta agevola il movimento delle gambe, soprattutto se lunghe come le mie...

E poi, se non bastasse, si può scegliere tra gli optional anche l´allestimento 2+2, con due sedili posteriori adatti ad ospitare due bambini (non troppo grandi) o due adulti per spostamenti brevi (molto brevi). E quando dietro non c´è nessuno, potete pure infilarci coraggiosamente qualche busta della spesa.

E se non è tutto perfetto come sulle fredde tedesche, beh, portate pazienza, perché è tutto fatto a mano.

L´impressione è che siano riusciti a raggiungere l´obiettivo iniziale di questo progetto: realizzare un´auto sportiva sì ma capace di offrire comodità nell'utilizzo di tutti i giorni e che rispettasse la tradizione Lotus ed offrisse ciò che ci si aspetta da un´auto del genere, guidabilità e performance.


Non ho mai avuto occasione di provare la versione che l´ha preceduta, la Evora S, ma ci hanno assicurato che è molto più veloce, migliorata dinamicamente, quindi più agile e capace di offrire una guida ancora più coinvolgente. Ma soprattutto hanno tenuto fede alla filosofia dell´indimenticabile Chapman: per fare una macchina migliore è necessario renderla più veloce e più leggera.

Ed è più veloce grazie a quel motore V6 sovralimentato in posizione centrale da 3,5 litri con 406 cavalli (oltre 50 più di prima) e 410 Nm di coppia, che "canta" che è una meraviglia. Raggiunge i 300 all´ora e brucia lo 0-100 in 4"2.


E´ anche più leggera (pare siano riusciti a farla "dimagrire" di ben 22 kg...) con un nuovo telaio completamente in alluminio e una carrozzeria in materiale composito leggero: l´ago della bilancia si ferma a quota 1.395 kg.

L´aerodinamica è stata rivista e ora genera una deportanza di 32 kg a 240 all´ora, grazie al fondo piatto, al diffusore posteriore in materiale composito e all´alettone composto in tre elementi.

Quando la guidate, anche il più banale tragitto diventa un piacere, e credetemi, sorriderete più spesso.

Lo sterzo è diretto e preciso (altro che servo elettrico...) e vi collega all´asfalto. Vanta una nuova geometria delle sospensioni (con molle Eibach e ammortizzatori Bilstein rivisti) e un differenziale Quaife a scorrimento limitato che le consentono di affrontare qualsiasi strada senza problema. La frenata, potente e decisa, è affidata ai nuovi AP Racing maggiorati. Sono inediti anche gli attacchi del motore e perfino la rapportatura del cambio manuale è stata modificata, anche  se ogni tanto s´impunta, dalla 2° alla 3°...


La Evora 400 ha un telaio talmente straordinario che solo un vero "manico" o un pilota professionista può sfruttarne tutto il potenziale, ma la buona notizia è che da questo stesso telaio, opportunamente adattato, deriveranno le future Lotus.

Il nuovo Dynamic Performance Management è fantastico: il settaggio del sistema di controllo di trazione e stabilità sviluppato con Bosch vi consente di "trotterellare" nel traffico in modalità Drive oppure di darci dentro e godervi urla e scoppi in Sport o Race. C´è anche un tasto che "apre" lo scarico, per  godervi naturalmente anche il sound.

La Evora 400 è anche molto sicura: grazie a questo sistema è infatti più facile da guidare anche per i meno esperti, in condizioni limite o in condizioni meteorologiche avverse. L´ESP fa il suo dovere e anche in modalità Race non rischiate il testacoda.

Il differenziale a slittamento limitato lavora egregiamente e la trazione è sempre tanta ma, se la scegliete con il cambio automatico, non c´è.

E qui arriviamo alla nota dolente: si tratta di un cambio con convertitore di coppia, piuttosto veloce, ma non sempre fa ciò che volete e vi fa proprio sentire la mancanza di un bel doppia frizione. Per ora non ho dubbi: molto meglio il cambio manuale, molto più divertente e in sintonia con questa sportiva così divertente.

Credo davvero che questa Evora 400 sarebbe piaciuta anche al grande Colin Chapman, ma quel cambio non lo avrebbe certo soddisfatto.


Se siete proprio incontentabili c´è anche la Sport 410 e se vi piace viaggiare con il vento tra i capelli, presto arriverà la versione Roadster .

Nicola Villani

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