Alfa Romeo: meno "specialties", più crossover

08 Settembre 2016 0


La strategia prodotti del gruppo FCA per i prossimi anni si focalizzerà sui segmenti di mercato più redditizi, come quello dei SUV/crossover: questa tendenza interesserà da vicino anche il piano di rilancio di Alfa Romeo, che vede momentaneamente congelate Spider e berlina di segmento E.

Come prevedibile, il piano di rilancio di Alfa Romeo non poteva non essere interessato dalle consistenti modifiche apportate alla strategia prodotti del gruppo FCA, specialmente per quanto riguarda la sua filiale americana: dopo l'annuncio dello stop della produzione della Dodge Dart, la berlina di segmento C primo frutto dell'alleanza Fiat-Chrysler, e dell'incertezza sul futuro della recente Chrysler 200 (la cui produzione potrebbe essere affidata ad un partner esterno, ancora sconosciuto), è chiaro che anche per Alfa Romeo il futuro è in mano ai modelli che più "tirano" in questo momento.

Primo step: Stelvio


La priorità del marchio di Arese, dopo il lancio della Giulia (che si completerà a fine anno negli USA e nel 2017 nel resto del mondo), sarà il primo SUV, lo Stelvio, che debutterà in anteprima mondiale al prossimo Salone di Los Angeles (18-27 novembre), come confermato ufficialmente dalla stessa Alfa Romeo: a lui il compito di incrementare il più possibile le vendite, specialmente in Europa dove la Giulia, nella sola variante berlina, non può certo fare i grandi numeri necessari a raggiungere il target di 400.000 vetture vendute all'anno entro il 2018.

Il primo SUV di Alfa avrà forme da coupé e si scontrerà con Audi Q5, BMW X3/X4, Lexus NX, Mercedes GLC/GLC Coupé, Jaguar F-Pace e Porsche Macan e sarà basato sulla piattaforma Giorgio a trazione posteriore di Giulia, da cui erediterà anche gran parte delle motorizzazioni, Quadrifoglio compresa.

Secondo Step: E-SUV


Il secondo veicolo a ruote alte seguirà di circa un anno lo Stelvio: un SUV rivale di Audi Q7, BMW X5 e Mercedes GLE servirà ad aggredire specialmente USA, Cina, Emirati Arabi e Russia. Sarà forse questa la vera ammiraglia in grado di portare i profitti in casa Alfa Romeo? Può darsi, dato che Alfa avrebbe per il momento congelato lo sviluppo della grande berlina di segmento E (conosciuta finora come "Alfetta") per concentrarsi su veicoli di maggiore redditività.

Terzo Step: Giulia Coupé


Se la station wagon sembra essere sfumata per sempre, questo non vuol dire che la gamma Giulia rimarrà confinata ad un solo modello: voci di corridoio infatti parlano di una versione ancora più sportiva della berlina del biscione, che potrebbe debuttare entro due anni sottoforma di coupé a 2 o a 4/5 porte. Una sorta di alternativa italiana a BMW Serie 4 e Audi A5, che potrebbe donare ulteriore lustro ad un progetto che non merita di rimanere relegato ad un solo modello.

Quarto step: Giulietta


Ultimo, ma non meno importante, è il destino che gli uomini di Alfa Romeo stanno decidendo per la compatta Giulietta, un modello che oggi, con le sue vendite, sta cercando di tenere in piedi il marchio del Biscione, nonostante un progetto non più recente (è stata presentata nel 2010): il dilemma della dirigenza Alfa Romeo consisterebbe nel decidere se dotare la nuova generazione del pianale - accorciato - della Giulia, oppure utilizzare un'evoluzione dell'attuale C-Evo a trazione anteriore. Una Giulietta a trazione posteriore potrebbe presto essere l'unica proposta di questo tipo nel segmento C, in quanto anche BMW Serie 1 dovrebbe passare al pianale a trazione anteriore UKL: a tal proposito, il precedente CEO di Alfa Wesker aveva affermato che essere gli unici a proporre una compatta a trazione posteriore avrebbe ulteriormente aggiunto esclusività al marchio del Biscione. Resta da capire se ora Reid Bigland la pensi allo stesso modo.

Le grandi assenti


Mancano all'appello, oltre alla berlina di segmento E, anche la Spider, momentaneamente accantonata in quanto il mercato delle vetture scoperte è in continua flessione e le future varianti del progetto 4C, per la quale è stato più volte ipotizzata una pensione anticipata: dopotutto, l'obiettivo di questo modello è stato quello di mostrare al mondo le potenzialità tecnologiche del marchio, una sorta di manifesto programmatico che, oggi, con un modello così raffinato come Giulia e Giulia Quadrifoglio, non è più così indispensabile.


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