MV Agusta Turismo Veloce: recensione di HDmotori

11 Agosto 2016 0


Quale miglior occasione di provare una turistica se non in viaggio? Così è stato per MV Agusta Turismo Veloce 800, la viaggiatrice degli italiani che punta alla concorrenza con le grandi del segmento scegliendo però una cilindrata a metà tra le 600 e le over 1000cc.


Partendo dalla vista, il design è subito dominato dal proiettore anteriore, il faro a LED centrale che affascina nella notte, convince per il look e soprattutto fa la differenza quando si viaggia col buio, illuminando a giorno la strada. Il design è particolare e deve piacere, quel che è certo è che la versione scura, con il telaietto rosso da noi provata, è meno affascinante di quella rossa che inoltre è più in linea con i colori della casa.

Apprezzatissime alcune scelte, come il frontale audace nelle linee che contorna il gruppo ottico centrale con le prese d'aria laterali, i paramani con frecce a LED integrate, il codino snello e il parafango posteriore che è uno dei più affascinanti proposti di serie su una moto, integrando sia la targa che gli indicatori di direzione posteriori a LED. Ottimo lavoro anche per le valige posteriori che offrono si 30 litri ognuna e consentono di ospitare un casco integrale (o i bagagli per due per un week end di viaggio) ma non ingombrano troppo, restando all'interno degli ingombri dell'anteriore e facilitandoci quindi lo slalom nel traffico.



La qualità c'è tutta anche nei materiali: Turismo Veloce 800 è una top di gamma che, a dispetto della cilindrata, sfida i modelli premium del segmento. Materiali e finiture sono al top del segmento, i blocchetti dei comandi sono pratici, ricchi di funzioni e facili da utilizzare e le manopole presentano le serigrafie del logo del produttore.

La sella, poi, è comodissima sia per il pilota che per il passeggero. Morbida ma senza farci sprofondare,sostiene bene grazie al piccolo schienalino per il conducente ed è larga a sufficienza per tutti e due gli occupanti. Ottima la triangolazione che ci fa viaggiare senza affaticarci: macinare 1000 chilometri in un week end sarà un gioco da ragazzi, sia per le tratte autostradali che per quelle più guidate che, ancora, per la città. Sulla Turismo Veloce si viaggia in posizione eretta, protetti dal vento grazie al cupolino regolabile di serie che, insieme alla carenatura e ai paramani, si rivela protettivo per affrontare le turbolenze dell'autostrada. Inoltre non manca un feeling leggermente "sportivo", presente nonostante la posizione che guarda più al comfort: la sella, infatti, non diventa mai ingombrante e permette al pilota di spostare il corpo fuori dalla moto con semplicità e naturalezza.

Da notare poi la leggerezza rispetto alle concorrenti dalle cilindrate maggiori, in grado di facilitare le manovre cittadine e rendere la Turismo Veloce divertente e facile nel misto stretto. Qualche vibrazione c'è ma non tale da infastidire o intorpidire polsi, schiena o piedi.



Ottimo il sound: la 800 di MV con il suo tre cilindri ci accompagna durante i viaggi autostradali senza distruggere le orecchie. Quando però ci si diverte nel misto, lo scarico a tre terminali ci regala un sound piacevole accompagnato dagli scoppiettii in rilascio, sebbene il volume resti civile. Completamente assenti gli scricchiolii: l'assemblaggio è ottimo, i materiali pure e non ci sono "rumorini" che possano infastidire o essere indice di cattiva qualità, ad eccezione di quelli derivanti da alcune vibrazioni meccaniche.


MV Agusta Turismo Veloce è un progetto moderno e, come tale, ricco di tecnologia utile. Innanzitutto partiamo dal motore, un 798 cc da 110 cavalli a 10.000 giri che non raggiunge certo le potenze delle concorrenti ma si rivela perfetto per questa moto. Considerando il peso ridotto, infatti, il tre cilindri riesce a far divertire quando serve, viaggiare bene con consumi ridotti in autostrada e offrire coppia a sufficienza per ogni situazione. Già a 3.500 giri avremo il 90% della coppia massima, 83 Nm a 8.000 giri, cosa che si nota nel misto stretto ma anche nelle riprese alle marce più alte.

Ad affiancare un motore spettacolarmente versatile, poi, c'è l'elettronica: tre mappature permettono di adattare ulteriormente la risposta del tre cilindri, a partire dalla Rain che taglia ad 80 cavalli la potenza e addolcisce il comportamento per affrontare i terreni a scarsa aderenza, passando con la Touring da 90 cavalli che comunque mantiene tanta coppia (e si rivela la migliore per ridurre i consumi in viaggio) e terminando con la Sport. Qui abbiamo tutti i 110 cavalli, un'erogazione immediata e prestazioni da "sorriso sotto il casco" quando si guida in collina, tra curve strette e tratte molto guidate. A tutto ciò va aggiunta la possibilità di personalizzazione tramite computer di bordo che ci permette di "cucire" la risposta della moto addosso al pilota.

Proseguendo con la tecnologia, poi, l'ABS con anti-sollevamento del posteriore è sempre presente e pronto ad intervenire senza però infastidirci e il cambio elettronico EAS 2.0, di serie, è una chicca che in viaggio diventa obbligatoria per migliorare il comfort di guida. Veloce, preciso, l'EAS 2.0 consente cambiate facili e immediate senza usare la frizione, sia verso le marce più alte che verso quelle più basse, il tutto accompagnato dalla frizione anti-saltellamento. Il suo comportamento è tale da adattarsi sia alle situazioni più congestionate della città (unico caso in cui si assiste a qualche sporadico impuntamento) che alla guida sportiva quando il contagiri viaggia nella parte più alta, il tutto con l'assistenza di un filo di gas in scalata così da rendere meno brusco il passaggio alla marcia inferiore. Infine c'è il controllo di trazione: 8 livelli a disposizione per scegliere l'entità dell'intervento e viaggiare tranquilli anche su quello "sporco" che ogni tanto si trova nelle curve. Il sistema è leggermente più invasivo e meno preciso di altri e, forse per questo, tende ad essere più conservativo anche ai livelli di intervento più bassi.


Tra elettronica e motore, è risultato subito chiaro il perfetto bilanciamento di questo tre cilindri. In alto si arriva ai 10.000 con un allungo che non ti aspetti, in basso la sesta "regge" anche ai 2.500 giri, la coppia è ben distribuita, pronta da subito e non ci sono buchi di erogazione.

A livello di telaio e ciclistica, MV ha dotato la Turismo Veloce di un pacchetto perfetto anche in questo caso: davanti c'è la Marzocchi da 43 millimetri e dietro il Sachs: entrambe le sospensioni sono completamente regolabili e, nella configurazione di serie, garantiscono un buon bilanciamento tra viaggio e guida più "sportiva". Anche senza le sospensioni elettroniche semi-attive, infatti, con la Turismo Veloce 800 si viaggia comodi e sicuri: le sospensioni assorbono bene ma non sono mai cedevoli, piuttosto offrono un comportamento progressivo che ben si adatta ad un utilizzo misto. Buche e sconnessioni vengono assorbite così da non torturare il pilota o il passeggero e l'unico difetto lo si può evidenziare sull'anteriore che affonda nelle staccate più violente della guida sportiva, segno che comunque la destinazione d'uso è più turistica che pistaiola (e ci mancherebbe...).

Ad ogni modo, dal gruppo motore e ciclistica, emerge un bilanciamento come pochi altri: MV è riuscita nell'impresa di creare una sport-tourer quasi perfetta e in grado di affrontare tutto. Difficilmente, scegliendola, sentirete la mancanza delle prestazioni, della potenza, del comfort, del divertimento e via dicendo, il tutto accompagnato da ottime valige laterali che, sviluppandosi al di sotto del sellino passeggero, sono fra le migliori del segmento per rapporto capacità (60 litri) e ingombro laterale (810 mm).



Tirando le somme, MV Agusta Turismo Veloce è riuscita a stupire: un progetto moderno come confermato dalla dotazione che include, di serie, cruise control, bluetooth per collegare lo smartphone, strumentazione su un unico display a colori da 5 pollici e le due prese USB nel canotto di sterzo. Completa, ben assemblata e bilanciata in tutte le sue caratteristiche, Turismo Veloce 800 pecca solamente in pochissimi (marginali) aspetti.

Innanzitutto l'interfaccia del display, ottimo nella luminosità e ricchissimo di informazioni ma un po' troppo caotico nella disposizione degli elementi. Il design della UI è migliorabile, e di molto. Le borse poi sono capienti ma il tirante di supporto dello sportello tende a rompersi. Niente di irrisolvibile con un cacciavite e del nastro americano, ma un particolare non in linea con il resto della moto, curatissima e al top per materiali e finiture.

Il cupolino va bene, con la sua escursione di 60 mm, se siete al di sotto degli 1.80: con il mio 1.76 non ci sono problemi di protezione ma, superata questa altezza, si inizia a sentire il disturbo del vento, sia a livello aerodinamico che nelle turbolenze "uditive" che entrano prepotentemente nel casco a velocità autostradali. Infine va tenuta in considerazione una rumorosità media, accompagnata dal "vibrato", quando si viaggia nella parte più bassa del contagiri mentre la zavorrina potrebbe avere qualche momento di indugio nell'affrontare la "scalata" verso il sellino. La nostra, dopo le prime prove, è comunque riuscita ad affrontare l'altezza notevole di questa MV e il problema si risolve dopo un po' di pratica.

Consigliata quindi a chi cerca una "tuttofare" che si distingue dalle altre per il suo peso, soli 191 chilogrammi a secco (il serbatoio è da 22 litri), per lo stile e per qualità di finiture e dotazione. Godibile da soli senza borse, in grado di regalare soddisfazioni in collina e sui passi per chi cerca il divertimento ma anche ottima per viaggiare in due, a patto di ricordarsi di giocare con le regolazioni delle sospensioni per adattarla meglio ai diversi impieghi...oppure scegliere le semi-attive. Il prezzo è da segmento premium e i 15.990EUR non sono certo facili da affrontare, ma se la state tenendo d'occhio sapete già che le sue avversarie sono BMW e Ducati e quindi avrete già fatto pace con il portafogli, consci delle cifre in ballo in questo segmento.

Abbigliamento tecnico utilizzato:

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