Guida autonoma: per JLR è anche offroad

12 Luglio 2016 0


Il gruppo Jaguar Land Rover ha presentato la propria interpretazione della guida autonoma: disponibile entro pochissimo tempo e pensata per ogni tipo di terreno, grazie a sensori ad ultrasuoni e alla connettività V2V.

L'auto autonoma secondo Jaguar Land Rover: non un semplice ufficio viaggiante su una bella strada asfaltata, ma un mezzo in grado di districarsi agevolmente su ogni tipo di terreno, in qualsiasi condizione meteo.

Il progetto, frutto di una ricerca di diversi milioni di sterline, si chiama Autonomous all-terrain driving ed è pensato per la guida autonoma in condizioni di vita reale: questo vuol dire che, oltre alle solite strade urbane e autostradali, le auto a guida autonoma si troveranno di fronte anche sterrati, zone innevate, distese erbose e quant'altro.

Secondo Tony Harprer, capo del settore Ricerca in JLR, il sistema non è pensato in modo specifico o per la guida in autostrada o per quella in fuoristrada: si tratta di qualcosa in grado di adattarsi dinamicamente alle diverse condizioni del manto stradale e di quelle meteorologiche, che sia guida autonoma o meno.

Non vogliamo limitare la guida autonoma del futuro alle strade asfaltate. Quando il conducente decide di andare in fuoristrada noi vogliamo che esso riceva la stessa assistenza alla guida di quando era su strada normale. In futuro, quando si godrà dei benefici della guida autonoma rilassata, ci si aspetterà che questi benefici rimangano anche se dovremo percorrere zone accidentate o non più segnalate.


Per realizzare tutto ciò i ricercatori di JLR stanno sviluppando una serie di tecnologie "sensibili" che svolgeranno la funzione di "occhi" per le future vetture autonome: si tratta di sensori sempre attivi, in grado di vedere laddove il conducente ne sia impossibilitato, e che consentono alla vettura di prendere decisioni autonome sul percorso più agevole da intraprendere. Di seguito tutte le tecnologie già pronte.

Identificazione delle superfici e ricostruzione dei tracciati in 3D: sicuro ed efficace

Grazie alla combinazione di telecamere, sensori ad ultrasuoni, radar e LIDAR, un "occhio" vigila a 360 gradi dentro e fuori dalla vettura. Questi sensori riescono inoltre a scansionare la superficie del fondo, anche in condizioni di pioggia, fango e neve (cosa non scontata per le vetture autonome). Radici, segnalazioni di sentieri, burroni verranno dunque riconosciuti senza difficoltà, con un raggio massimo di 5 metri intorno all'auto, adattando di conseguenza il Terrain Response (e tutte le sue tecnologie) per avere un grip ottimale in ogni condizione.

Terrain-Based Speed Adaption: predittivo, per il massimo comfort

Grazie a questa tecnologia la velocità si adatta in base alla scansione predecente del terreno e del percorso, prevedendo rallentamenti in corrispondenza di sassi o pozzanghere, migliorando il comfort di marcia.


Offroad Connected Convoy: un treno di vetture, per viaggi tranquilli e sicuri

Un altro elemento fondamentale delle tecnologie sperimentate da JLR è la possibilità di comunicazione tra i vari veicoli, specialmente se le condizioni di visibilità sono critiche. In particolare, durante la dimostrazione nei boschi inglesi, JLR ha collegato due Range Rover Sport utilizzando il protocollo DSRC (Dedicated Short Range Communications, per comunicazioni a corto raggio). Si tratta di un sistema V2V che condivide informazioni come posizione del veicolo, grip delle ruote, variazione di altezza delle sospensioni tra i due veicoli in tempi istantanei.

Dei veri e propri convogli, con una vettura in prima linea a cui spetta il compito di "tastare il terreno" per poi comunicare tutti i dati relativi al percorso (ostacoli compresi) alle vetture successive.


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