Ducati Scrambler Icon: recensione di HDmotori

29 Giugno 2016 0


Ducati Scrambler è un progetto immenso, una vera e propria nuova gamma di prodotti per il produttore italiano che ha subito riscontrato un grande successo. Moderna ma classica, sportiva ma Scrambler...contraddizioni che scopriremo nella recensione di oggi.


Partiamo dal look: Scrambler significa innanzitutto personalizzazione, non solo post vendita ma anche in fase di acquisto dato che ne esistono sei versioni più una limited. Quella provata è la Icon, votata alla semplicità, resa moderna dai fari a LED, contraddistinta dalla strumentazione decentralizzata e dal serbatoio a goccia. Ottima la qualità delle finiture e dei dettagli così come l'estetica, pulita ed elegante anche nella zona del motore.

Il look richiama il mondo vintage ma la moto è assolutamente moderna nella tecnica e il motore è il derivato dal due cilindri della Monster, non certo un'unità tranquilla. Gli MT60 di Pirelli sono perfetti per il look e per avere una moto versatile, godono di un'ottima tenuta sull'asfalto ma ci costringono a quella leggera rumorosità in più accompagnata da qualche vibrazione: nulla di preoccupante però, il motore Ducati sovrasterà qualsiasi rumore deliziandoci con il suo canto.


Anche con il terminale di primo equipaggiamento, infatti, Ducati Scrambler si fa sentire e propone il timbro caratteristico del bicilindrico italiano accompagnato da piacevoli scoppiettii in rilascio. Assenti i rumori derivati dalle vibrazione o dal cattivo assemblaggio.



Passando al comfort, Scrambler propone una posizione di guida comoda anche per chi è un po' più alto e nonostante la sella bassa (790 mm da terra). Questa è imbottita ma tende più al rigido, comunque non stanca e sostiene bene il pilota sebbene la forma non sia la migliore per anatomia. La posizione di guida è comunque rilassata: Scrambler è una moto con cui godersi il panorama anche se il manubrio alto e largo costringe a tenere più larghe del solito le braccia. Questo non pregiudica la guidabilità ma può risultare strano a chi non è abituato, specie quando si sfrutta il motore in una guida più sportiva che cozza con posizione di guida e manubrio.


Nell'adattare il due cilindri della Monster a questo nuovo progetto, gli ingegneri Ducati hanno lavorato sull'erogazione addolcendola, sebben si tratta pur sempre di un cuore Ducati, che si traduce in reazioni più nervose della media (ad esempio di Street Twin e XSR700) ma anche in una prontezza impeccabile. Qui è complice il comando del gas sensibilissimo, talmente sensibile che bisogna giocare molto di polso per non farsi influenzare dalle vibrazioni dei sanpietrini nel variare leggermente l'apertura. Da segnalare inoltre un po' di "on-off" con cui fare i conti.

Scrambler di Ducati è una moto con alcune contraddizioni. Le sospensioni sfoggiano un setup dove il posteriore rigido ci trasmette tutto sulla schiena. Una regolazione strana e che non potrete modificare se non nel precarico del posteriore mentre l'anteriore sfoggia un setup morbido della forcella che affonda nelle frenate più impegnative.

D'altro canto, però, l'agilità non è assolutamente messa in discussione e Scrambler sembra perfetta per lo slalom in città, con l'anteriore facilissimo da guidare grazie ad un peso di 186 chili che non metterà in crisi neanche gentil sesso e neofiti e complice un'altezza da terra accettabile anche per i più bassi. La frizione, poi, è morbidissima e dotata di antisaltellamento.


Usciti dalle mura cittadina il carattere cambia completamente: qui il motore Ducati borbotta un po' per sgranchirsi e poi inizia a correre, facendoci godere dei suoi 75 cavalli nel misto stretto, confermando l'agilità mostrata in ambiente urbano nonostante i 18 pollici del cerchio davanti. In queste situazioni la Scrambler propone una Kayaba da 41 mm reattiva e un posteriore rigido sportivo perfetto per divertirsi, il tutto accompagnato da un motore da far girare ai medi, senza esagerare con i giri ma puntando di più alla cambiata perché in alto resta un po' vuoto.

Questo non significa che manchino le prestazioni: i 75 cavalli si fanno sentire, sono ideali per tipo e peso della moto e tra i 3.500 e i 7.000 il divertimento e le prestazioni sono assicurate, nonostante l'erogazione sia regolare già in basso. I 68 Nm di coppia massima a 5.750 giri completano il quadro di questo bicilindrico raffreddato ad aria. Promosso a pieni voti, ad eccezione del calore che in città si farà subito sentire!

La frenata è buona: davanti abbiamo un solo disco con pinza a 4 pistoncini, l'ABS è presente e aiuta e l'unico difetto è forse un attacco della leva che nella prima parte è poco modulabile, risultandolo di più nella seconda.


Dove la Scrambler non brilla è nel cambio: la folle non è facilissima da trovare tra la prima e la seconda ma, tra la quinta e la sesta, capiterà invece di inserirla senza volerlo, con il rischio di trovarsi a gas aperto e senza trazione. Tenete in conto di abituarvi ad usare un po' più di decisione nell'inserimento delle marce, specie dell'ultima, fermo restante che il problema si presenta più facilmente con le scarpe e che stivali da moto o scarpe più spesse lo risolvono facilmente.

A completare il quadro ci sono poi specchietti ampi dall'ottima visibilità, la presa USB sotto la sella dove c'è anche un vano di discrete dimensioni e le luci LED, inclusa la spettacolare firma luminosa Ducati all'anteriore. Meno spettacolare, invece, la strumentazione: digitale come evoluzione impone, pecca purtroppo nella luminosità sotto al sole. A compensare c'è un menu ricchissimo di personalizzazioni e un'interfaccia con tutte le informazioni che possiamo desiderare.


In conclusione Scrambler è si un progetto riuscito, un progetto particolare che unisce il DNA inconfondibilmente sportivo di Ducati con il look "vintage". Affascinante, potente, precisa, Ducati Scrambler perde punti solamente nella guida cittadina e solamente sullo sconnesso a causa delle vibrazioni ma si fa ripagare tra le curve, mantenendo comunque una tenuta di strada impeccabile che non viene mai messa in crisi.

Scrambler nella versione Icon costa 8.690EUR, cifra più o meno in linea con le concorrenti e giustificata da un ottimo motore e da una qualità delle finiture di ottimo livello, senza dimenticare una dotazione moderna che manca solamente del controllo di trazione, comunque non necessario visto il buon bilanciamento del telaio.

Abbigliamento tecnico utilizzato:

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