Toyota Prius: come va la regina delle ibride | HDtest

20 Giugno 2016 0

In occasione del Salone di Torino abbiamo potuto provare la madre di tutte le ibride, giunta ora alla propria quarta generazione e basata su una piattaforma modulare tutta nuova, che assicura una guidabilità inedita.

Guidare un'auto ibrida è ormai un'esperienza che quasi tutti hanno provato almeno una volta della vita. Guidare una Prius, però, fa sempre effetto: sarà per la carrozzeria futuristica, ispirata alla sorella a idrogeno Mirai e caratterizzata dal classico profilo a cuneo, figlio di uno studio aerodinamico portato all'estremo, sarà per gli interni che sembrano ripresi da un'astronave, ma la madre di tutte le ibride, colei che nel 1997 ha dato vita ad una stirpe di vetture oggi in grande crescita, è un'auto che fa ancora parlare di sé.

Merito della tecnologia full hybrid di Toyota, caratterizzata dal motore a scoppio 1.8 benzina da 99 CV, abbinato ad un motore elettrico da 72 CV che - Toyota tiene a precisarlo - è considerato il motore principale della vettura: la Prius infatti si avvia sempre in elettrico ed è solo quando si esauriscono le batterie oppure è richiesta maggiore potenza che interviene il - silenzioso - motore a scoppio.


La quarta generazione di Prius è basata sull'ultima piattaforma modulare TNGA, destinata a tutti i futuri modelli piccoli e medi del costruttore giapponese: più rigida del 60% rispetto alla precedente e caratterizzata da un'elevata personalizzazione, consente alla nuova Prius di restituire al conducente delle sensazioni inedite per il modello.

Più leggera, caratterizzata da sospensioni più elaborate (MacPherson all'anteriore e a doppio braccio oscillante dietro) e da nuovi materiali per ridurre l'ingresso nell'abitacolo dei rumori esterni, la nuova Prius è facile da guidare in città e molto reattiva, grazie alla coppia del motore elettrico che è disponibile fin da subito.

Pigiando in maniera più decisa sull'acceleratore, poi, l'avviamento del motore a benzina avviene senza scossoni e solo il cambio della colorazione dei flussi di energia sui display (cruscotto e infotainment, entrambi digitali) ci ricorda che stiamo andando (anche) con l'aiuto della benzina. Una piccola critica al rotolamento degli pneumatici, che si avverte sensibilmente, forse a causa dei cerchi da 17" montati sull'esemplare in prova.


In generale, come tutte le ibride, anche la Prius recupera l'energia in frenata: inoltre è disponibile un comando della leva del cambio (anzi, a dire la verità, un joystick) che consente di attivare il freno motore, utile per ridurre lo stress sui freni, specialmente in città.

All'interno la nuova Prius è avveniristica, con comandi disposti qua e là e materiali che non eccellono per morbidezza o lusso ma che si fanno apprezzare per la buona resa tattile, oltre che per l'ineccepibile assemblaggio. Poco pratica la leva del cambio che ritorna nella stessa posizione una volta inserita la marcia, mentre riporta subito agli anni '90 il pedale del freno di stazionamento a sinistra del freno.

L'abitabilità, complice la nuova piattaforma, è più che buona per quattro persone, anche di altezze "importanti" come quelle dei nostri Nicola e Simone. Ben realizzati anche i sedili, non troppo morbidi e realizzati con materiali durevoli.

Per quanto riguarda l'estetica, beh, una Prius si compra per altri motivi: l'anteriore è particolarissimo, con fari elaborati e un design tagliente, mentre il posteriore si caratterizza per una pesantezza generale - ma il riferimento alla super tecnologica Mirai a idrogeno era quasi obbligatorio.


 Se volete una vettura più "normale" potete sempre rivolgervi alla più costosa Prius Plug-In Hybrid, rivista nel frontale e nel posteriore, per un risultato indiscutibilmente più maturo e piacevole. In attesa di provarla in modo più approfondito (specialmente alla voce "consumi", che abbiamo potuto vedere in maniera istantanea grazie all'app "Test Drive della verità"), vi rimandiamo al nostro video al Salone di Torino.



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