Gordon Murray: nuovi dettagli sulla T25

07 Giugno 2016 0


Gordon Murray spiega l'estremo lavoro di affinamento e ottimizzazione che ha portato ad una citycar che pesa poco e consuma ancora meno, grazie alla collaborazione con Shell e Geo Technology.

In un intervista alla stampa inglese Gordon Murray ha rivelato nuovi dettagli sul proprio progetto T25 (o Project M oppure ancora Shell Concept Car), la citycar ultra compatta sviluppata inizialmente nel 2010 e ripresa lo scorso anno grazie alla collaborazione con il gigante petrolifero Shell.

Gordon Murray, ingegnere "padre" di capolavori come McLaren F1 GT e Mercedes SLR McLaren, ha dedicato tutta la sua esperienza motoristica - insieme al "collega/rivale di sempre" Osamu Goto, ex ingegnere di Honda F1 e ora patron dell'azienda Geo Technology - alla realizzazione di questa citycar dai bassissimi consumi di benzina.

Il contributo di Shell, nel 2015, ha dato un'importante accelerata allo sviluppo delle tecnologie di riduzione del peso e degli attriti, oltre ad un nuovo lubrificante progettato specificamente per l'auto.

Ogni componente della precedente T25 è stato smontato e riprogettato: questo vuol dire nuovi materiali (più leggeri ed ecologici) ma anche nuove forme e semplificazione ai massimi livelli.

Anche il motore tre cilindri 660 cc di origine Mitsubishi (derivato da quello montato sulla prima edizione di MCC Smart) ha ricevuto un make over quasi totale da parte dell'ingegner Goto.

Il tutto ha portato ad una riduzione, rispetto alla prima T25, di 80 kg, un risultato eccezionale rispetto ai 40/50 kg che Murray si era prefissato all'inizio del progetto e ancora più incredibile se si pensa che la vettura pesa 550 kg, praticamente la metà di un'auto di segmento B. Nonostante questo, Murray assicura che la T25 è in grado di superare tutti i crash test.


Questo risultato è stato ottenuto tramite un innovativo processo di lavorazione di materiali compositi: denominato iStream Carbon, comprende un telaio in acciaio con pannelli in fibra di carbonio semi-strutturale. Un processo costoso ma che riduce il prezzo grazie all'utilizzo di carbonio riciclato. Secondo Murray questo metodo produttivo taglia i costi di produzione del 60% rispetto alla lavorazione dell'acciaio tradizionale, oltre a ridurre le emissioni della vettura durante tutto il suo ciclo di vita fino al 15%.

La riduzione del peso passa anche per le giunzioni e i cuscinetti, riprogettati insieme a Shell, che si è occupata, come anticipato, della fornitura di uno speciale lubrificante, realizzato con speciali molecole di sintesi.

Il coefficiente di penetrazione aerodinamica della Shell Concept Car si attesta a 0,29, un gran risultato se paragonato allo 0,37 della T25 di 6 anni fa, un'ottimo risultato se rapportato alla forma alta e squadrata della citycar.

Murray sostiene di aver compiuto il miglior esercizio nel campo della mobilità cittadina utilizzando le tecnologie "tradizionali", dunque non servendosi di costosi e pesanti sistemi ibridi. Inoltre, essendo lunga 20 cm in meno di una Smart ForTwo, è anche incredibilmente agile e si può parcheggiare in un fazzoletto.

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