Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, tutte le Alfa dei Carabinieri

06 Maggio 2016 0


Quando si parla di Forze dell'Ordine e marchi dell'auto italiani, il legame è subito stretto. In tutti i Paesi le polizie locali hanno mezzi prodotti in quello stesso Paese come auto di servizio anche se ultimamente questo aspetto sta andando scemando - lo abbiamo visto con l'arrivo delle Seat Leon per Polizia di Stato e Carabinieri nei mesi scorsi. L'ultima arrivata dell'Arma però, i due esemplari di Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio in livrea istituzionale, hanno riacceso l'immaginario collettivo rimandando alle storiche gazzelle dei Carabinieri marchiate con il Biscione.

Ogni generazione ha il suo modello di Gazzella impresso bene in testa e non farà fatica a ricordarli tutti ma abbiamo deciso di dare una piccola rinfrescata a tutti con questa carrellata di Alfa Romeo "entrate in servizio":

- Alfa Romeo 1900M detta "Matta": in un periodo in cui le strade italiane erano in pessime condizioni, un po' per uno sviluppo industriale poco accentuato ed un po' per le macerie prodotte dalla guerra, i Carabinieri ebbero bisogno di un mezzo agile, leggero e che sapesse affrontare terreni sconnessi: per sostituire le Jeep Willys abbandonate dagli Alleati, il Ministero dell'Interno produsse un bando per l'acquisizione di auto da ricognizione ed il risultato fu la Matta. Prodotta tra il 1952 ed il 1954 in 2.000 esemplari militari e 157 civili, fu poi sostituita dalla Fiat Campagnola che era più semplice meccanicamente.


- Alfa Romeo Giulia TI: simbolo del contrasto alla criminalità degli anni '70, la Giulia TI era parte dell'ammodernamento dell'Arma imposto dalle nuove necessità di servizio. Le prime consegne avvennero nel 1963 con 1.500 esemplari. Motore 1.6 da 92 CV che fece nascere il mito della Gazzella grazie anche alle sue doti dinamiche di alto livello per l'epoca.


- Alfa Romeo Alfetta: dal 1973 al 1977 circa 2.000 esemplari entrarono in servizio. Note per il doppio lampeggiante sul tetto invece del singolo della Giulia TI, aveva un motore 1.8 bialbero da 112 CV costruito interamente in alluminio e con schema transaxle per una migliore distribuzione dei pesi. Fu usata tanto sia come auto di servizio anche da politici e uomini di scorta nonché in inseguimenti a folle velocità in molti film dell'epoca.


- Alfa Romeo 75 e 90: dopo la dipartita della Alfetta prima e seconda serie fu il turno delle 75 e 90. La prima fu prodotta dal 1985 al 1988 e, per i modelli in servizio fu scelto il motore 1.8 ad iniezione diretta, aveva una potenza di 120 CV. All'anteriore aveva quadrilateri trasversali a ruote indipendenti mentre le sospensioni posteriori montavano un ponte De Dion. Le 90 acquistate dall'Arma saranno alla fine più di 2.100 sia prima serie che Super tutte con motore benzina 1.8.


 - Alfa Romeo 155: fu scelta dai reparti mobili in motorizzazione 1.8 Twin Spark per contenere i costi rispetto alla più potente 2.0, è l'Alfa Romeo più diffusa tra i Carabinieri in servizio con 3.500 esemplari acquistati tra il 1992 ed il 1996. Il motore 4 cilindri in linea di 1747 cc. sviluppava una potenza di 106 cavalli a 6400 giri al minuto per una velocità massima di ben 210 km/h


 - Alfa Romeo 156: fu la prima ad essere dotata di tutti gli strumenti necessari alle attuali auto di servizio e prima in assoluto. C'erano infatti i divisori tra i posti anteriori e posteriori e tutta le tecnologia all'avanguardia per l'epoca. Il motore era il 2.0 Twin Spark 16v (150 cv) l´Alfa Romeo 156 2.0 Jts 16v (165 cv).


 - Alfa Romeo 159: l'ultima della storia Alfa ad essere stata usata per esigenze di servizio ed è la prima gazzella con motore turbodiesel (2.4 JTDM 5 cilindri 20 valvole da 200 CV) e la prima auto di servizio con carrozzeria station wagon. Altri corpi di Polizia usarono il più economico motore 1.9 litri sempre diesel ma tutti comunque con allestimento speciale realizzato a Pomigliano d'Arco. Tra questi la parziale blindatura, i vetri antisfondamento, la paratia in policarbonato ed acciaio che separa i posti posteriori da quelli anteriori, ed all'esterno un faro orientabile ed un pannello a scomparsa con scritte luminose integrato aerodinamicamente con la carrozzeria. A ciò si aggiungono gli scompartimenti per riporre le dotazioni individuali di difesa, la predisposizione per gli apparati di comunicazione, navigazione, trasmissione e acquisizione dati come il lettore automatico targhe (posto sotto il faro orientabile).


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