Guida autonoma: la riscossa delle monovolume

04 Maggio 2016 0


Il recente annuncio della collaborazione tra Google e FCA per la realizzazione della famigerata Google Car su base Chrysler Pacifica riapre un argomento che farà discutere: quale sarà la forma dell'auto autonoma per eccellenza?

L'ufficializzazione dell'accordo stipulato ieri da Google e Fiat Chrysler Automobiles, che prevede la produzione di 100 esemplari di Chrysler Pacifica Hybrid destinati all'integrazione con la tecnologia di guida autonoma sviluppata da Google, ha riaperto la questione su quale sia la migliore tipologia di vettura destinata ad accogliere i dispositivi necessari.


La scelta di Google appare, in ogni caso, non casuale: a Mountain View hanno scelto non una monovolume qualsiasi, bensì la regina delle monovolume.

Già, perché è stato proprio il gruppo Chrysler a inventare il segmento dei minivan (come amano chiamarli in America) nel lontano 1984 con il Dodge Caravan, poi ribrandizzato Chrysler Town&Country e Voyager, con grande successo di questi ultimi (anche in Europa e in Italia, negli anni 90). Tanto che, per la sesta generazione dei "Chrysler Minivans", il gruppo FCA ha deciso di scegliere il brand Chrysler per rappresentare un nuovo concetto di monovolume: sempre spazioso, ma più tecnologico e con una guidabilità inedita.

Che il Chrysler Pacifica fosse un modello rivoluzionario lo si era già capito dal debutto, a gennaio a Detroit: il nuovo minivan è stato scelto come primo modello ibrido plug-in del gruppo FCA, nonché primo MPV ibrido in assoluto.


Destino che uno dei maggiori player della guida autonoma abbia scelto FCA come costruttore automotive per lo sbarco sul mercato, con uno dei suoi modelli più rappresentativi e promettenti? Credo proprio di no, e credo anche che Marchionne abbia aspettato tanto a presentare Pacifica proprio perché, nell'aria, una voce dell'accordo con Google girava da tempo.

Allo stesso tempo, però, Marchionne si è sempre detto pronto a mettere a disposizione il know-how dei propri marchi ad Apple per la fantomatica (e segretissima) Apple Car.

Anche qui, rumors dei mesi precedenti davano per attendibile la notizia che Apple (o meglio, un'azienda creata ad hoc da Cupertino, chiamata "SixtyEight LLC) avesse iniziato a smontarsi una Fiat 600 Multipla del 1957 (forse la prima vera monovolume della storia, con 6 posti su tre file in appena 3,53 m) per capire come sfruttare gli spazi per la propria vettura autonoma.


I competitor come si stanno muovendo? La Mercedes Benz F 015, presentata al CES di Las Vegas del 2015, è una futuristica concept car a guida autonoma caratterizzata da un unico, imponente volume, a discapito del cofano motore, qui confinato ad una piccola sezione del frontale, sufficiente per accogliere un motore elettrico. La vettura è spaziosissima, può accogliere 4 persone su altrettante poltrone indipendenti, ruotabili e riconfigurabili a piacere. Il tutto in un ambiente confortevole, fatto di materiali pregiati, schermi tattili e tanto, tanto spazio per dormire, leggere, scrivere al pc o guardarsi un film reclinando la seduta.


Dopotutto, una monovolume è in grado di offrire, contemporaneamente, spazio per i dispositivi per la guida autonoma (che, seppur di dimensioni sempre più ridotte, occupano un certo volume), spazio per i bagagli, spazio per i passeggeri e, non dimentichiamo, spazio per i pacchi batterie dei motori elettrici (che, nei prossimi 20/30 anni, sostituiranno necessariamente i motori a scoppio).

Caratteristiche che, semplificate e "attualizzate" al 2016, fanno parte dell'abitacolo della Chrysler Pacifica (come sappiamo è anche ibrida) e di quasi tutti i progetti di vetture a guida autonoma presentati negli ultimi anni da Volvo e BMW, giusto per fare alcuni esempi.

Se l'auto autonoma rispetterà i requisiti elencati qui sopra, è molto probabile che la carrozzeria monovolume sia la scelta più razionale. Dopo il boom degli anni '90/primi anni 2000, dunque, si prospetta un nuovo periodo d'oro per le monovolume e un progressivo decadimento dei crossover? Forse no, ma sarebbe interessante una via di mezzo, diciamo un monovolume con assetto rialzato da crossover, perfetto per piacere fuori ed essere spazioso dentro.

Ops! Quest'auto esiste già e si chiama Renault Espace. Io farei la firma se l'auto del futuro avesse le forme di una Espace, voi?


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