Recensione Triumph Street Twin | la prova di HDmotori

13 Aprile 2016 0


Con la nuova gamma Bonneville, Triumph ha portato il concetto di "classiche" nel nuovo millennio, proponendo moto che non tradiscono il sentimento nostalgico di chi cerca linee ispirate al passato ma che, allo stesso tempo, guardano al futuro con una dotazione tecnologica di alto livello. La prima ad arrivare è la Triumph Street Twin, una moto che ha costretto gli ingegneri a lavorare fianco a fianco con i designer dato che la tecnica moderna è stata perfettamente nascosta dietro linee classiche, un esempio di maestria in entrambi i campi da parte degli inglesi.


Così la vista viene attratta subito dal blocco motore, il bicilindrico raffreddato a liquido che rispetta lo standard Euro 4 ed è montato su una moto con ABS, ride-by-wire e controllo di trazione, tutti elementi invisibili ad un primo sguardo. Il radiatore, ad esempio, è minuscolo e ben nascosto, così come cavi, tubi vari e via dicendo, lasciandoci con una pulizia delle linee incredibile.

Il lavoro di Triumph non si è rivolto solo al motore dato che troviamo alcune chicche come il tappo del serbatoio, classico nel look ma che finalmente integra una serratura perfettamente camuffata dallo sportellino. Anche la strumentazione è degna di nota: sebbene forse (a causa del design della cornice) risulti l'elemento più "moderno", resta comunque apprezzabile la scelta di ispirarsi al look semplice del passato, offrendo un unico quadrante rotondo dove si inserisce il display con il computer di bordo con tutte le informazioni che potremmo desiderare.



Che dire del comfort? Dalle misure citate è chiaro che si tratta di una moto per chi non eccelle troppo in altezza e anche chi è più basso avrà la totale sicurezza di poggiare ben saldamente i piedi per terra. Superare gli 1.80, però, significa sacrificare gambe e ginocchia in una posizione più rannicchiata. Per i più alti c'è la Bonneville T120 che, provata ad EICMA, propone un approccio diverso dalla piccola di casa.

Rispetto alla Bonneville del passato cambia la posizione di guida che si carica leggermente in avanti, spingendoci alla guida "sportiva" ma in totale confidenza: il baricentro basso non farà sentire il peso neanche ai principianti e ai fisici più minuti mentre sella e serbatoio (12 litri) sono assottigliati così da poter abbracciare la moto con più facilità e sentirla quasi come un'estensione del corpo.


Ottimo anche il lavoro degli ingegneri nella gestione del sound. Innanzitutto l'assemblaggio e i materiali di qualità ci permettono di evitare scricchiolii o rumori di parti cedevoli. La plastica c'è ma è di buona qualità e non perde colpi, se non per la già citata cornice della strumentazione che risulta l'unico elemento poco convincente dell'intero pacchetto.

I due scarichi laterali, in perfetto stile classico, fanno poi cantare il bicilindrico con un sound corposo che ci regala qualche piccolo scoppiettio e aiuta a definire il carattere di questa Triumph Street Twin.



Tempo quindi di scoprire il profumo di questa moto odorandone la tecnica. Partendo dal motore, il 900 semplifica la vita ai neofiti, soddisfa anche i più smaliziati ed ha anche un'altra particolarità: oltre a nascondere benissimo la sua anima moderna riesce a dare l'impressione di essere più potente di quel che è. Sulla carta ci sono solo 55 cavalli che sembrano pochi ma, su questa moto, non lo sono dato che arrivano 1.500 giri prima dei quasi 70 CV della vecchia Bonnie, permettendoci di sfruttarli maggiormente. Il merito è del bicilindrico parallelo che mette a disposizione 80 Nm di coppia massima a 3.200 giri e riesce a far divertire davvero. Potrete spingerlo e sentirlo cantare dallo scarico dal sound civile ma ricco di carattere e, se venite dalla vecchia Bonneville, noterete subito come sia più pronto e scattante rispetto all'erogazione più tranquilla del modello uscente.

L'unico difetto è che dovrete fare i conti con un po' di on-off ma per il resto i due cilindri sono godibilissimi, facili da gestire grazie al controllo di trazione e al ride-by wire e in grado anche di tagliare sui consumi. Durante i viaggi più tranquilli, quelli a caccia del panorama o in mezzo alla campagna, rischierete di leggere in qualche situazione il dato di 2.6/2.8 litri ogni 100 chilometri. Con una guida allegra (o in autostrada) arriverete ad una media tra i 4 e i 5 litri ogni 100 chilometri, a seconda della situazione e dello stile di guida.


Non di solo motore vive la Triumph Street Twin e anche il resto è all'altezza delle nostre lodi. La frizione con antisaltellamento aiuta i neofiti con una leva talmente morbida che sembra burro. Preciso e morbido anche il cambio che va in crisi solo quando spremiamo il bicilindrico, per sfizio del test, nella guida sportiva che ne evidenzia una certa lentezza di reazione in situazioni che comunque non si addicono a questa classica.

Passando alla ciclistica, nei meno di 200 chili a secco (una quindicina in meno della vecchia Bonnie) troviamo un telaio in tubi d'acciaio con interasse accorciato e ammortizzatori regolabili nel precarico, oltre ad una sella bassissima a soli 750 mm da terra. Triumph Street Twin risulta quindi reattiva come non mai, specie per una moto da 200 chili: precisa negli inserimenti nonostante sospensioni che guardano più al comfort che alla guida sportiva (dove interviene comunque l'ottima molla progressiva). L'anteriore con la forcella da 41 mm è poi in grado di reggere senza problemi anche lo sconnesso tra buche e sanpietrini. Riuscirete anche a piegare più di prima, a patto di tenere il piede in punta sulle pedaline, e sorprende la reattività dell'anteriore se consideriamo la ruota da 18.


Anche i freni migliorano grazie ai due dischi (uno da 310 e l'altro da 255 mm) che peccano però per le pinze, specie se siete - come me - tra coloro i quali prediligono una frenata decisa ed immediata che i due pistoncini non possono assicurare. Ad ogni modo la frenata più allungata va in direzione dei principianti che potranno pinzare senza rischiare di ribaltarsi, aiutati comunque da un ABS che permette di fermare in tempo utile la Street Twin.

Poi c'è tutta la sezione tecnologica che ci propone un controllo di trazione che interviene in punta di piedi, quasi come se si rendesse conto di essere su una classica, lavorando senza rovinare l'esperienza retrò di questa moto.

Sotto la sella c'è la presa USB mentre la strumentazione analogica monta un display che ci dice tanto: marcia inserita, consumo istantaneo e medio, autonomia residua e computer di bordo.  Manca solo il contagiri che, in realtà, non serve: il limitatore si fa sentire in maniera molto invasiva ma sarà il motore stesso ad evitarci di arrivare a questo estremo: considerato infatti che coppia e potenza si esprimono entrambe in basso, capirete dopo neanche cinque minuti come guidare questa Triumph Street Twin e che sarà inutile tirare le marce, complice anche un buco di erogazione nella parte più alta che sta li quasi a spiegarci questo concetto.


I difetti? Qualche finitura è "plasticosa" ma in alcuni casi, come per i parafanghi ad esempio, aiuta a tenere il peso più basso. C'è poi il discorso della statura e il consiglio è di provarla obbligatoriamente se superate gli 1.80 metri. L'assenza del contagiri non si sente troppo, piuttosto è più invasivo il ride-by-wire che restituisce un'erogazione elettrica e con un lieve lag che potrebbe far storcere leggermente il naso ma che, comunque, è figlio della necessità di passare allo standard Euro 4.

In conclusione si tratta di una classica che cambia tanto rispetto alla Bonnie e va provata per convincere chi su una classica ci è nato che questo è un ottimo esempio di come far coesistere due mondi. Inoltre è da lodare la progettazione atta ad offrire una versatilità tale da rendere la Triumph Street Twin perfetta anche come prima moto, magari da parte del giovane o del principiante più smaliziato che non si accontenta della solita naked.

A 8.700EUR vi portate a casa un gioiellino con un bel motore, uno stile unico e inconfondibile, pochissimi difetti e tanto spazio per la crescita, sia con la guida che con la personalizzazione: la semplicità delle linee la rende quasi una tela bianca da accessoriare secondo i propri gusti e Triumph mette a disposizione 150 accessori nel suo catalogo...

Abbigliamento tecnico utilizzato:

Schermo enorme ma dimensioni decisamente contenute. Display bellissimo e batteria ampia? Samsung Galaxy S8 Plus, compralo al miglior prezzo da Amazon a 628 euro.

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