Tesla Autopilot: come funziona la guida semi-autonoma

31 Marzo 2016 0


Tesla è uno dei produttori in prima linea nella guida autonoma, forte di una piattaforma già predisposta con l'hardware necessario per portare, tramite i vari aggiornamenti software che si sono susseguiti negli ultimi tempi, la guida autonoma (o meglio semi-autonoma) in commercio. Le ultime novità, infatti, risalgono all'ottobre 2015 con la versione 7.0 del sistema operativo di Tesla (seguito dal recente 7.1) che ha sfruttato la ricca dotazione di sensori e i controlli elettronici dell'auto, tutti dotati di backup seguendo la strategia della ridondanza, fondamentale per la sicurezza .

Tesla Model S monta 12 sensori ad ultrasuoni a lungo raggio che leggono fino a 4.8 metri intorno all'auto a qualsiasi velocità. Di fronte troviamo poi il radar e la videocamera anteriore, il tutto senza dimenticare il GPS ad alta precisione e ovviamente la centralina di controllo che unisce i dati e li processa.


Funzioni

Per il futuro Elon Musk ha grandi piani in mente, a partire dall'idea di far guidare in autonomia la Tesla da una costa all'altra degli USA, aumentando a conti fatti la portata della caratteristica di richiamo. Ad oggi, infatti, è possibile far arrivare la Model S da una distanza massima di 12 metri, funzione usata per far uscire l'auto dal box (aperto in automatico dalla vettura stessa se motorizzato) o dal vialetto di casa.

Ma cos'altro può fare la Model S con il pilota automatico? Tanto: l'auto guida può sterzare automaticamente all'interno della propria corsia, guidare in autonomia in autostrada gestendo acceleratore e freno, evitare le collisioni con la frenata e lo sterzo automatico, parcheggiarsi autonomamente, regolare la velocità in base al traffico e cambiare corsia dopo l'input del guidatore (l'attivazione della freccia).


La cosa interessante è che il software è in grado di imparare dato che ogni auto manda i suoi feedback ai serve centrali di Tesla. I dati vengono poi elaborati e utilizzati per migliorare ulteriormente la precisione del software di guida, rilasciando poi l'aggiornamento OTA all'auto connessa alla rete.

Certo, ci sono alcune restrizioni dato che con l'update 7.1 Tesla ha aggiunto la necessità, per il conducente, di tenere le mani sul volante. In realtà non si tratta di una necessità tecnica ma di una scelta etica, dettata dal fatto che alcuni proprietari hanno diffuso su internet video dell'Autopilot sfruttato con poca coscienza...un esempio? Alcuni hanno attivato il pilota automatico e si sono spostati sui sedili posteriori, con il rischio di non poter intervenire nel riprendere il controllo dell'auto in caso di problemi. Ad ogni modo il 7.1 non ha portato solo limitazioni ma ha migliorato anche le prestazioni del pilota automatico nell'affrontare le curve alla giusta velocità.

Inoltre resta il problema della segnaletica orizzontale ma, considerata la necessità di mantenere l'attenzione alla guida, il rischio che il sistema possa andare in crisi in caso di segnaletica scarsamente leggibile è scongiurato dall'intervento del pilota.

Il futuro

Musk ha dichiarato di voler lanciare la funzionalità di richiamo a lunga distanza fra tre anni e, considerando i progressi fatti in così poco tempo, i mesi che ci separano dal traguardo sembrano essere più che sufficienti. Il progetto prevede auto in grado di fermarsi alla stazione di ricarica, utilizzare il braccio robotico di Tesla o la ricarica ad induzione e proseguire per raggiungere il proprietario.


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