MotoGP: Lorenzo è il Re d´Aragona

28 Settembre 2015 0


Jorge Lorenzo conquista il Gran Premio di Aragona e riduce di 9 punti il divario da Rossi. Il leader della classifica viene battuto da Dani Pedrosa al termine di uno splendido duello per il secondo posto. Marc Marquez cade ancora. Meglio le Ducati: Andrea Iannone è 4° davanti ad Andrea Dovizioso. La Yamaha vince il titolo mondiale dei Team.

Jorge Lorenzo è convinto di potercela fare e dice "Yes We Can!", anzi lo scrive, in stile Obama, su una lavagnetta alla fine della gara, mandando in visibilio il pubblico spagnolo. Questa scenetta organizzata dal fuoriclasse della Yamaha dopo aver tagliato il traguardo, dimostra la grande determinazione del maiorchino, che ci crede, che è convinto di poter ultimare la rimonta ed effettuare il clamoroso "sorpasso" sul compagno di squadra che gli consentirebbe di vincere l´ennesimo titolo iridato. E´ con quella stessa identica determinazione che Lorenzo ha dominato e vinto la gara al Motorland Aragon, mettendosi definitivamente alle spalle la brutta caduta di Misano.


Il maiorchino aveva lanciato i primi segnali ai suoi avversari già nella giornata di venerdì, andando più forte di tutti nelle prime due sessioni di Prove Libere. Il sabato, nelle Qualifiche l´ennesimo "cinema" di Marc Marquez che ha messo a segno la sua settima pole position della stagione, demolendo di oltre mezzo secondo il record del tracciato, ed è poi caduto nel terzo tentativo per migliorarsi ulteriormente. Ma Lorenzo era lì, ad appena 108 millesimi. Fantastica performance anche di Andrea Iannone che ha conquistato il terzo tempo e regalato la prima fila alla Ducati, nonostante il dolore alla spalla. Di tutt´altro stampo le prove di Andrea Dovizioso, che ha ottenuto il 13° tempo. E Rossi? Ancora alle prese con i problemi che aveva avuto durante le Libere, ha ottenuto il 6° tempo a più di otto decimi dalla pole, preceduto dal sorprendente Pol Espargaro e da Dani Pedrosa.

La gara di Lorenzo è stata un vero capolavoro: al via è partito a razzo ed è andato subito in testa. Marquez che, come aveva dichiarato alla vigilia, puntava solo alla vittoria, dopo aver superato Iannone, si è lanciato all´inseguimento del suo connazionale ma la sua foga e il suo orgoglio lo hanno fatto volare nella ghiaia al secondo giro: per fortuna non si è fatto nulla ma è l´ennesima battuta a vuoto di una stagione da dimenticare.

Lorenzo ha poi continuato a spingere, con un ritmo inavvicinabile per gli altri fino alla bandiera a scacchi e dietro, Pedrosa gli ha fatto un grande regalo negando il secondo posto e punti preziosi a Rossi.


E´ stato un duello straordinario nel quale Rossi le ha provate tutte per passare lo spagnolo della Honda ma Dani, spesso costretto a recitare per anni il ruolo di "eterno secondo" all´interno del suo team e mai ritenuto fortissimo nei duelli ravvicinati, questa volta ha tirato fuori una grinta incredibile e ci ha fatto divertire parecchio nel corpo a corpo con il "Dottore".


Negli ultimi cinque giri è stato veramente un duello mozzafiato con sorpassi, controsorpassi, staccate al limite e tutto il repertorio di due grandi campioni, che hanno messo a dura prove le nostre coronarie: e alla fine, mentre tutti erano pronti a scommettere sull´ennesimo trionfo di Rossi, lo spagnolo ha tagliato il traguardo per primo, d´un soffio, ma quanto basta per mettersi alle spalle un periodo molto difficile, compreso l´intervento a quel braccio destro che stava rischiando di chiudere la sua carriera prima del previsto.


Battere Rossi così non è cosa da poco e forse qualcuno avrà cambiato idea sull´iberico della Honda, che si è così riscattato della sconfitta che aveva subito nel loro duello per il terzo posto a Indianapolis.

Il "Dottore" ha sportivamente fatto i complimenti all´avversario ma i 4 punti in più del secondo posto avrebbero fatto comodo: ora Lorenzo è più vicino e resta il tabù di una pista sulla quale non è mai riuscito a vincere. Ma intanto, grazie alla sesta vittoria di Lorenzo e all´ennesimo podio di Rossi, la Yamaha conquista il titolo mondiale dei Team, un successo che mancava alla Casa di Iwata dal 2010 e mette così fine al dominio del team Repsol Honda, vittorioso nelle ultime quattro stagioni.

Le Ducati hanno terminato la gara al 4° posto con Iannone e Dovizioso alle sue spalle, ma con due gare ben diverse: l´abruzzese è anche riuscito a tenere il passo dei primi per un po´ di giri e poi con grande grinta ha ottenuto un risultato che lo porta a 12 punti dal terzo posto in classifica di Marquez. Dovizioso è invece stato protagonista di una straordinaria rimonta dal 13° posto della partenza, nonostante gli manchi il feeling con la Desmosedici.


Aleix Espargarò ha regalato al team Suzuki Ecstar la sua migliore performance della stagione con il 6° posto assoluto. Alle sue spalle Cal Crutchlow, il migliore dei piloti dei team "satellite" con la Honda della squadra di Lucio Cecchinello.

Ottavo posto per Bradley Smith(Monster Yamaha Tech3) davanti al compagno di squadra Pol Espargarò e alla Ducati GP14 di Yonny Hernandez (Octo Pramac Racing).

Peccato invece per il ritiro del suo compagno di squadra Danilo Petrucci: infatti, a circa metà gara, "Petrux" è scivolato mentre era in bagarre con Crutchlow.

Quattordicesimo posto per Alvaro Bautista e la sua Aprilia, davanti a Eugene Laverty (Aspar MotoGP Team), il migliore della categoria "Open" davanti al compagno di squadra Nicky Hayden.

Classifica del Gran Premio

Classifica Piloti e Costruttori

Ora il Motomondiale abbandona l´Europa e tra due settimane si correrà in Giappone, a Motegi, a casa della Honda, e tra Lorenzo e Rossi saranno scintille: mancano quattro gare, sono separati da 14 punti e ce ne sono ancora 100 in palio.  Che spettacolo.

Nicola Villani

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