MotoGP: si riparte da Indianapolis

07 Agosto 2015 0


Finite le vacanze, la MotoGP riprende da Indianapolis, la gara che dà il via alla seconda parte della stagione. Piloti e team belli carichi, pronti a darsi battaglia, con Valentino Rossi ancora leader della classifica iridata, Jorge Lorenzo che lo insegue da vicino e Marc Marquez che crede ancora in una possibile rimonta, che magari potrebbe cominciare proprio da qui dove vinse un anno fa. La Ducati cerca il riscatto. In Aprilia ora c´è Bradl.

Se dici Indianapolis di solito pensi subito alla leggendaria 500 Miglia, dove le monoposto a stelle e strisce si danno battaglia a oltre 350 all´ora. Ma in realtà, ormai dal 2008 lo storico tracciato statunitense ospita la MotoGP e anche l´appuntamento riservato alle due ruote è diventato uno di quelli da non perdere sul mitico circuito.

All'Indianapolis Motor Speedway,  sede proprio della Indy 500 e della Brickyard 400, la MotoGP utilizza un layout del circuito simile a quello usato per la Formula 1: si gira in senso anti-orario, ci sono 16 curve, 10 a sinistra e 6 a destra per un totale di 4.170 metri, che sfruttano parte del famoso ovale, compreso il celebre Brickyard, cioè la fila di mattoncini rossi della pavimentazione originale del circuito posti in corrispondenza del traguardo, raccordato con una serie di lente e tortuose curve situate nell'infield, all´interno dello stesso tracciato sopraelevato. Nel 2014 sono state fatte delle modifiche ed è stato anche riasfaltato, per migliorarne la qualità.


I piloti hanno fatto un po´ di vacanza ma poi si sono allenati parecchio perché il circuito statunitense è molto impegnativo dal punto di vista fisico e poi li attende una serie di ben tre gare in agosto: dopo quella americana seguirà subito il GP della Repubblica Ceca a Brno e, per finire, l´appuntamento inglese di Silverstone a fine mese.

Questa è una pista amica delle Honda e da cinque anni la casa di Tokyo vince ininterrottamente il Grand Prix di Indianapolis, l´anno scorso con Marc Marquez. E quest´anno? Le Yamaha però hanno fatto grandi progressi con la M1 e forse potremmo vedere Valentino Rossi sul gradino più alto del podio. Intanto già nel 2014 i due piloti Yamaha finirono alle spalle del campione del mondo in carica, con Jorge Lorenzo davanti a Rossi.

La Capitale dello Stato dell´Indiana accoglie il "Dottore" ancora leader della classifica del Mondiale ma qui, a parte la sua vittoria nella gara inaugurale del 2008, è salito sul podio una sola volta, l´anno scorso con il terzo posto. In queste tre settimane di pausa ha ricaricato le batterie ed è pronto a tentare la conquista del decimo titolo iridato: ha 13 punti di vantaggio sul suo compagno di squadra ma ci sono ancora nove gare e può davvero succedere di tutto. Certo, la prima parte di stagione è andata molto bene ed è sempre salito sul podio. Ora però si ricomincia da un circuito che non è certo tra i suoi preferiti, ma è in gran forma e lotterà fino in fondo anche questo fine settimana.


Anche Jorge Lorenzo spera di ripetere ciò che ha fatto nella prima parte del campionato, soprattutto quelle quattro vittorie consecutive che lo hanno reso il principale rivale di Rossi. Il maiorchino, non totalmente soddisfatto dal terzo posto di Assen e il quarto del Sachsenring, cercherà di tornare sul gradino più alto del podio, cosa che qui è già riuscito a fare nel 2009, per ridurre il distacco in classifica. Durante la pausa si è riposato ma si è anche allenato molto e si sente in gran forma, pronto a dare di nuovo filo da torcere agli avversari.

In Casa Honda, Marc Marquez sembra crederci ancora: ha ritrovato una moto vincente nella sua RC213V col telaio del 2014, unito al forcellone e all'elettronica del 2015, e ha confermato che continuerà con questa soluzione. Può di nuovo guidarla come piace a lui e lo ha dimostrato anche al Sachsenring, dove ha vinto senza grossi problemi. Subito dopo il GP di Germania, il team Repsol Honda ha effettuato un paio di giorni di test privati a Misano, insieme a Suzuki e Ducati, in cui ha potuto ulteriormente affilare le armi. Dopo una prima parte di stagione difficile, dove aveva dovuto fare i conti con ben tre cadute nelle prime 7 gare, ora ha dimostrato di aver recuperato e il campionato ricomincia da una pista su cui ha già trionfato ben due volte in MotoGP, aggiudicandosi pole e vittoria, e aveva ottenuto due successi anche in Moto2: punterà a vincere per la quinta volta consecutiva. 65 punti da recuperare su Rossi sono tanti ma il giovane talento spagnolo è arrivato a Indianapolis carico di adrenalina e nelle prossime nove gare ne vedremo delle belle.

Nella prima metà di stagione è andata molto peggio a Dani Pedrosa, che ha dovuto saltare tre gare per farsi operare all´avambraccio, ma già nell´ultimo round in Germania ha dimostrato di aver recuperato ottenendo un bel secondo posto, importante anche per il morale. Su questo tracciato ha già vinto due volte, nel 2010 e 2012, e questo è di buon auspicio. E´ chiaro che essendo, suo malgrado, solo settimo in classifica con 67 punti, dovrà dare una mano al suo compagno di squadra portando via punti agli avversari e potrà dunque svolgere un ruolo cruciale nelle strategie per la corsa al titolo.

C´è grande attesa per la Ducati: Andrea Iannone e Andrea Dovizioso avranno il difficile compito di riportare la "Rossa" di Borgo Panigale sul podio, dopo il terzo posto di Nicky Hayden che risale ormai al 2009.


Iannone è ancora terzo nella classifica di campionato e cercherà di mantenere quella costanza di risultati che ha contraddistinto finora la sua stagione, sempre a punti e nei primi sei in ogni gara, nonostante quell'infortunio alla spalla riportato dal Mugello.

Per il "Dovi" l´imperativo è finire la corsa e possibilmente sul podio: troppa sfortuna nelle ultime gare, dove per ben tre volte non si è classificato, fino a retrocedere al 5° posto della classifica iridata. Il suo miglior risultato a Indy è un terzo posto ottenuto con la Yamaha Tech 3 nel 2012. L´anno scorso invece, dopo essere partito in prima fila, con il secondo miglior tempo in qualifica, ha terminato la gara al settimo posto.

Nei test di Misano hanno provato diverse opzioni per la configurazione nel tentativo di migliorare ulteriormente le performance della Desmosedici GP15, per poter essere più vicini ai loro avversari rispetto alle ultime gare. Sulla carta, il tracciato americano dovrebbe essere più adatto alla GP15. Intanto un anno fa con la vecchia GP14 Dovizioso fece registrare il record di velocità massima con 345,7 Km/h...

Una curiosità: sul circuito americano c´è la Tribuna Ducati, allestita in corrispondenza delle ultime cinque curve della pista e, domenica mattina, vedrà gli spettatori impegnati nel tentativo di battere il record del maggior numero di Ducati schierate lungo il tracciato!

C´è una grande novità in Casa Aprilia: è arrivato Stefan Bradl, che chiaramente sostituisce Melandri nel team di Gresini e resterà con loro per  tutta la stagione. Il pilota tedesco, ex campione della Moto2, ha lasciato il team Forward e fa il suo esordio sulla RS-GP proprio nella gara americana.

Per Bradl non sarà certo facile, perché arriva esattamente a metà del mondiale e dovrà cercare di contribuire allo sviluppo della moto,  che è l'obiettivo della Casa di Noale nella stagione di esordio in MotoGP.


Il suo nuovo compagno di squadra Alvaro Bautista è stato bravo finora, riuscendo a inserirsi stabilmente nella lotta per la zona  punti e cogliendo cinque piazzamenti a punti e un decimo posto a Barcellona che ha ripagato il lavoro di tutto il team ed ha costituito una bella iniezione di fiducia. Purtroppo per lo spagnolo, dopo la gara del Sachsenring, l'avambraccio destro che ha operato per la sindrome compartimentale si è gonfiato molto e ha dovuto effettuare fisioterapia e sottoporsi a vari controlli medici. Quindi niente vacanze e relax per Bautista, che intende continuare il lavoro di sviluppo e raccogliere dati importanti per definire la moto per la prossima stagione.


Come detto, anche  il team Suzuki Ecstar ha partecipato ai test privati di Misano, concentrandosi sulla messa a punto del telaio e dell'elettronica, con l´obiettivo di migliorare la trazione e la potenza delle GSX-RR per Aleix Espargaró e Maverick Viñales, pronti a continuare il trend positivo registrato nella prima parte di stagione, sempre nei primi dieci e già molto veloci nelle qualifiche. Indianapolis piace molto a Viñales, salito sul podio tre volte negli ultimi quattro anni: una in 125, una in Moto3 e una in Moto2, l'anno scorso al secondo posto dietro Mika Kallio.

Il migliore in classifica dei piloti dei team "satellite" è Bradley Smith, della Monster Yamaha Tech 3, galvanizzato e bello carico dopo la vittoria ottenuta alla 8 Ore di Suzuka, l´atteso appuntamento del Mondiale Endurance, con il team Yamaha Factory Racing e la nuova R1 che ha diviso con il compagno di squadra Pol Espargaro e il giapponese Katsuyuki Nakasuga. Per il pilota britannico è grande motivo d´orgoglio: Yamaha non vinceva quella prestigiosa gara da 19 anni ed era dal 2002 che un pilota della MotoGP non se l´aggiudicava. Gli ultimi erano stati l´indimenticato Daijiro Kato e Colin Edwards, che quell´anno la vinsero con la Honda.

Poche vacanze dunque per Smith ma ne è valsa la pena, e adesso è pronto a ricominciare, dopo una prima parte della stagione positiva, sempre nella Top 10, e il suo obiettivo è chiudere il campionato nei primi cinque.

C´è anche un´altra sorpresa questo fine settimana: Toni Elias torna in MotoGP sulla Honda "Open" dell'AB Motoracing di Karel Abraham. Il pilota ceco non ha ancora recuperato dall'infortunio alle dita del piede sinistro rimediato a Barcellona e lo sostituirà lo spagnolo, ex campione del mondo della Moto2 e assente dalla MotoGP dal 2012. Pochi giorni fa Elias ha partecipato alla 8 Ore di Suzuka, chiudendo al 14° posto con la Honda CBR1000RR del Toho Racing with Moriwaki.

Nella classe "Open" è ancora l´Avintia Racing con Hector Barberà a dominare dopo le prime nove gare. Il suo principale rivale è Loris Baz, che però non correrà in questo Gran Premio dopo che Forward Racing ha dovuto annullare la partecipazione per problemi finanziari. Il team comunque tornerà a schierare le proprie moto già da Brno e Baz tornerà in sella alla sua Yamaha Forward insieme al nuovo compagno di squadra Claudio Corti, che sostituirà Bradl.

A proposito di Yamaha, questo weekend c´è una "chicca" niente male per gli appassionati di questo Marchio: la domenica mattina, per festeggiare il 60° anniversario della Casa, girerà in pista una YZR-M1 molto speciale, con una splendida livrea gialla e nera, con un pilota altrettanto speciale, Colin Edwards.


Proprio lui, "Texas Tornado", due volte campione del mondo della Superbike, capace di vincere per ben tre volte la 8 Ore di Suzuka (una con Rossi) e a lungo grande protagonista della MotoGP. Oggi lavora per  MotoAmerica TV, ma rimetterà tuta e casco molto volentieri...

Di Indianapolis ci piace anche ricordare la vittoria in 250 del "Sic": Marco Simoncelli è stato l´ultimo italiano a vincere nel 2009 su questo tracciato, nella sua ultima stagione in quella categoria prima di passare alla MotoGP.


Al grande talento romagnolo Indy piaceva, perché l´anno prima, nella stagione in cui aveva vinto il titolo, aveva conquistato la pole position ma la gara era stata annullata per l'arrivo improvviso di un uragano. E poi nel 2009 il capolavoro: con la sua Gilera  ha battuto il giapponese Hiroshi Aoyama regalandoci l´ultimo trionfo di un pilota di casa nostra negli States in una gara del Motomondiale. Nonostante quella vittoria e le tante altre conquistate nella grande rimonta nella parte finale della stagione, non era riuscito a fare il bis. Ma era lo stesso: quell´anno ci aveva fatto divertire anche nel Mondiale Superbike quando a Imola aveva sostituito Nakano in sella all'Aprilia; aveva ottenuto subito un podio in Gara 2 e quel giorno la gente sulle colline del circuito faceva un gran tifo per lui, perché il "Sic" piaceva a tutti e tutti gli volevano bene.


Il Red Bull Indianapolis Grand Prix entra nel vivo da venerdì pomeriggio, alle 15:55 ora italiana, con il primo turno di Prove Libere. Domenica alle 20:00 scatta la gara, Live su Sky Sport MotoGP HD, con il commento di Guido Meda e Loris Capirossi.

Nicola Villani

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