Suzuki Burgman 200 ABS: recensione 5 sensi di HDmotori

21 Maggio 2015 0


Suzuki rinnova le piccole cilindrate con due scooter: Suzuki Burgman 200 ABS e Burgman 125 ABS. Modelli simili in moltissime caratteristiche, i 125 e 200 si differenziano solo per la cilindrata e quindi per le relative possibilità d'impiego a seconda del tipo di patente posseduta e della possibilità o meno a viaggiare in autostrada.


L'estetica è ripresa da 400 e 650, un'impronta moderna nell'aspetto, non certo compatta nelle dimensioni ma funzionale alla caratteristica principale di questa serie: il comfort. Così ritroviamo una sella ampia come i fratelli maggiori, una vera a propria poltrona che perde qualcosa rispetto al Burgman 400 nel supporto lombare ma resta comunque comoda e grande a sufficienza sia per il pilota che per il passeggero che non avrà niente da lamentare.

La qualità dei materiali è in generale di buon livello sebbene il confronto con il 400 e, in misura maggiore, con il 650 si faccia sentire specie nella sezione del retro-scudo. Plastiche non eccezionali per gli sportelli dei vani, specie quelli più piccoli, sebbene si tratti solo di una sensazione visiva dato che la robustezza degli stessi non è messa assolutamente a rischio, anche maltrattando gli sportelli stessi.


Semplice e visibile, infine, la strumentazione con spia dell'EcoDrive che avvisa quando stiamo guidando il Burgman nel suo range ideale per quanto riguarda i consumi. L'orologio è sempre in vista e le altre informazioni riguardano i chilometri totali e parziali, livello del carburante nel serbatoio e consumo medio.


Il feeling tattile con questo Suzuki Burgman 200 ABS è molto buono, specie se lo paragoniamo ai modelli di pari cilindrata. Parlavamo di un confronto in casa penalizzante contro i fratelli maggiori ma nel suo segmento il 200 di Suzuki è sicuramente uno dei migliori  per quanto riguarda materiali e assemblaggio. Solide e prive di vibrazioni le pedane che offrono un'ampia zona utile per posizionare comodamente gambe e piedi (anche per i più alti). Pratica la forma con un incavo nella sezione centrale così da facilitare l'equilibrio da fermi.


In tema di vibrazioni si paga lo scotto di un fastidio nelle fasi di avvio alle velocità più basse, fastidio solamente sonoro che non incide sul comfort e che è localizzato nella sezione del retro-scudo. Comodi come al solito i tasti in quello che ormai abbiamo definito lo stile "pulsantoni" di Suzuki che ci ha abituato ad elementi non certo tra i più eleganti in termini di design ma comodi, ergonomici e facili da trovare al tatto.

La sella è morbida a sufficienza per entrambi i passeggeri anche se il rivestimento può risultare leggermente "scivoloso" con alcuni indumenti. Comode e ampie le maniglie per il passeggero che non troverà difficoltà nell'aggrapparsi. Ottimo il comfort aerodinamico grazie all'ampio cupolino che taglia bene il vento e permette anche di salvare le orecchie da turbolenze eccessive quando si affronta l'autostrada.

Parlando di scooter un capitolo a parte è quello dedicato al sottosella. Ad affiancare i vani nel retroscudo (quello più grande ha la serratura e la presa da 12V), c'è un sottosella molto generoso. Con un piccolo sforzo ci si alloggiano due caschi integrali di dimensioni medie e resta anche spazio per un "lucchettone" o per arrotolare la catena.



Come può suonare uno scooter? Per giunta un 200? Ovvio che la sezione "udito" di questa recensione va obbligatoriamente in secondo piano. Il Burgman non ha certo un motore o uno scarico che cantano per il piacere del pilota, anzi è silenzioso nel suo borbottio sommesso; aspetto che si rivelerà ottimo specie per il 200 che in autostrada non sarà minimamente di disturbo anche nelle percorrenze più lunghe.

Inoltre a parte le vibrazioni in partenza non possiamo lamentare altri scricchiolii durante il viaggio, eccezion fatta per qualche "colpo" conseguente a buche profonde o dossi accentuati.



Passiamo quindi all'analisi degli altri aspetti partendo dal motore, un motore che soddisfa l'olfatto sviluppato di chi cerca uno scooter che permetta di consumare poco. Il monocilindrico raffreddato a liquido propone una buona potenza sul 200, 18 cavalli e 17 Nm di coppia (massima a 6000 giri) che si faranno sentire in città e faranno la differenza rispetto a modelli meno potenti, differenza che si noterà nei sorpassi e, se siete più in carne o viaggiate in due, nell'utilizzo in generale.

Oltre a prestazioni pronte a prova di città, però, il 200 soddisfa anche per i consumi: Suzuki dichiara 30 chilometri con un litro di benzina...noi ne abbiamo percorsi, in media, tra i 24 e i 26 in un utilizzo non certo da "ecologisti", lasciando perdere la spia "Eco" e puntando al divertimento e alla spigliatezza nella guida (30% tangenziale, 70% città). Costretti poi a cercare di spremere il massimo da questo motore in termini di efficienza abbiamo effettuato una sezione di prova con guida molto più attenta e, in questo caso, i 30 con un litro diventano molto più vicini (28 quelli rilevati senza risultare troppo "lenti").


Dove il Suzuki Burgman 200 ABS perde qualche punto è al di fuori dei confini cittadini. E' vero che potremo affrontare l'autostrada arrivando tranquillamente, salvo spazi di accelerazione allungati, ai 130 km/h ma è anche vero che, vicini a questo limite, sorpassare non sarà proprio un'impresa tranquilla. Con un motore del genere non si può pretendere troppo e più che per l'autostrada è fatto per la tangenziale. Lo scotto da pagare è una pianificazione più attenta dei sorpassi che, a 130, avverranno con gas a manetta e testa in carena...

In generale non possiamo lamentarci del motore e anche la ciclistica è in grado di confermare il rapporto qualità/prezzo di questo scooter. Innanzitutto il telaio offre un baricentro basso grazie al serbatoio centrale mentre la sella a 735 mm da terra permette di dare la giusta confidenza anche alle stature più minute.

Le sospensioni (forcella telescopica da 33 mm davanti) assorbono bene e si rivelano pensate per la città dove offrono una guida confortevole con buche e sanpietrini ma sono rigide quanto basta per avvantaggiare la maneggevolezza. Quando si viaggia a velocità autostradali, tra i 120 e i 130, l'anteriore perde qualche punto in concomitanza con i giunti dei nastri d'asfalto sui cavalcavia o le imperfezioni della strada, sporcando leggermente la traiettoria solo quando siamo in piega. Tutto questo non pregiudica la guida ma restituisce comunque una flebile sensazione di insicurezza quando si affrontano queste situazioni. Occhio alle buche più profonde: voragini che purtroppo nelle nostre strade non sono poi così rare e che portano l'anteriore a fondo corsa con conseguente "colpo" sulla schiena.


Chiudiamo con i freni che si comportano molto bene. Considerando che si tratta di un 200 ci si aspetterebbe un impianto sottodimensionato rispetto a scooter di cilindrata maggiore. In realtà la sensazione è che Suzuki sia andata verso il sovradimensionamento: i due dischi da 240 mm (pinza a due pistoncini davanti e uno dietro) sono perfetti in città e aiutati dall'ABS che farà tirare più di un sospiro di sollievo sul bagnato. Ovviamente alle velocità cittadine frenare non è poi un'impresa ma quello che stupisce di questo Burgman è la capacità di fermarsi bene (e in spazi tutto sommato ridotti) anche quando dobbiamo arrestarci a partire dai 130 all'ora.


Tirando le somme i 4.390EUR di questo Burgman 200 si fanno ripagare da una buona realizzazione. C'è qualche difetto che si evidenzia principalmente nella zona del retro-scudo con le sue vibrazioni ed un calo di qualità delle plastiche. A voler trovare il pelo nell'uovo potremmo anche lamentarci della qualità della plastica del sottosella e magari di una strumentazione non certo ricca di contenuti ma che comunque propone tutte le informazioni importanti. Inoltre una maggior escursione della forcella avrebbe aiutato nelle voragini più marcate delle strade italiane. Di contro c'è da dire che non si tratta certo di un fuoristrada e comunque nella vita reale si tende a cercare di evitare buche del genere, anche con la più capace delle maxi-enduro...figuriamoci con uno scooter.

A conti fatti, quindi, il Suzuki Burgman 200 ABS mantiene le promesse e ci propone un motore tra i più brillanti del segmento e che soprattutto riesce a mediare le prestazioni con ottimi consumi anche quando strapazzato. Il sottosella è comodo per le sue dimensioni generose e sopra la sella si viaggia senza affaticare il corpo, cullati in una piccola poltrona. A 3.190EUR si può scegliere il 125 che, però, risulta più impacciato in termini di potenza e perde quindi il vantaggio della cavalleria che rende il 200 molto più reattivo in tutte le situazioni.

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