MotoGP: ci divertiremo anche ad Austin?

10 Aprile 2015 0


Sulla pista texana molto amata dal campione del mondo in carica Marc Marquez, lo spagnolo riuscirà a riscattarsi dopo il deludente esordio in Qatar? O sarà un nuovo show firmato da Valentino Rossi e le Ducati?

Siamo in tanti a sperare di vedere un´altra gara entusiasmante come quella vista a Losail, con Rossi e le "Rosse" di Borgo Panigale, domate da Dovizioso e Iannone, che hanno conquistato la scena e il podio del primo round.

Ora il circus della MotoGP si è spostato in Texas, a Austin, sul Circuito delle Americhe, un tracciato molto interessante dal punto di vista tecnico, che ospita per la terza volta la classe regina del Motomondiale.


Valentino Rossi arriva negli States da leader della classifica iridata, dopo la sua vittoria n°109. Ai tanti fans del "Dottore" piacerebbe di nuovo rivederlo davanti a tutti con la sua Yamaha M1, ma non sarà facile. I precedenti non sono a suo favore: è arrivato solo 8° nel 2013 e sesto lo scorso anno; pare che la pista non gli piaccia troppo e il team ufficiale della Casa di Iwata spera di essere competitivo anche ad Austin. La moto è senz´altro migliorata molto rispetto all´anno scorso e ottenere un buon risultato significherebbe tanto perché vorrebbe dire che la direzione che hanno intrapreso è quella giusta e allora, forse, potrebbero essere competitivi dovunque. Ma il condizionale è d´obbligo.

Il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo è chiaramente intenzionato a lasciarsi alle spalle il passo falso del Qatar. Dopo l´inconveniente del casco difettoso che gli ostruiva la visuale di due settimane fa, che non gli ha consentito di giocarsi il podio e la vittoria, è pronto e si sente in gran forma. L´anno scorso qui si rovinò la gara con una partenza anticipata.


Marc Marquez deve ancora digerire il 5° posto del Qatar, dopo esser andato largo alla prima curva, ed è pronto al riscatto su un circuito che è tra i suoi preferiti, dove ha trionfato due volte e della quale detiene tutti i record: dal giro veloce al record del circuito, dalla miglior pole di sempre alla più alta velocità di punta.

Nel team Honda HRC non c´è Dani Pedrosa, operato pochi giorni fa all´avambraccio destro e deciso  a tornare più forte di prima. Ne avrà per quattro, massimo sei settimane. Al suo posto c´è il test driver Hiroshi Aoyama, che correrà a Austin e in Argentina e non avrà certo vita facile.  Nelle due edizioni precedenti le Honda ufficiali avevano dominato, piazzando una "doppietta" in entrambe le occasioni.

In casa Ducati c´è grande ottimismo: la GP15 è completamente nuova, più piccola, compatta e sin dalle prime uscite ha mostrato un grande potenziale. La nuova Desmosedici ha dimostrato di esser veloce non solo sul giro singolo, ma anche costante in gara. La rivoluzione attuata dall´ingegner Dall´Igna sta già dando i suoi frutti, al resto ci penseranno i due "Andrea", una grande coppia che, se ci permettete di sognare, potrebbe regalare il titolo Costruttori alla Casa di Borgo Panigale.


Nel 2014 Dovizioso è riuscito a ottenere il suo primo podio con la Ducati e anche questo è di buon auspicio. Iannone è galvanizzato dal risultato del Qatar, dove alla sua prima gara da pilota ufficiale ha conquistato il primo podio della carriera in MotoGP.

Come previsto dal regolamento, a partire da questa gara, le "Rosse" perdono 2 litri di benzina nei loro serbatoi, passando da 24 a 22, per i risultati raggiunti nella MotoGP. Stesso destino anche per le moto del team satellite Pramac Racing. Ma per questo in Ducati si erano già preparati.

In Qatar c´è stato il ritorno ufficiale in MotoGP della Suzuki, non senza qualche difficoltà dopo quattro anni di assenza dalle competizioni. La GSX-RR non ha mai girato sul tracciato texano e sarà interessante vedere come se la caveranno Aleix Espargarò e Maverick Viñales.

Per il team Aprilia Racing Gresini si preannuncia un nuovo weekend difficile: continueranno a fare test sulle RS-GP, cercando di ridurre gradualmente il gap dagli avversari. Speriamo che il difficile lavoro che stanno affrontando Marco Melandri e Alvaro Bautista finisca per premiare il loro talento.

Per Cal Crutchlow l´avventura con il suo nuovo team CWM LCR Honda di Lucio Cecchinello è cominciata bene: in Qatar è stato il migliore dei piloti delle squadre satellite, davanti a Bradley Smith. L´inglese del Monster Yamaha Tech3 si è sempre ben comportato ad Austin, ma stavolta dovrà guardarsi le spalle dal suo compagno di squadra Pol Espargarò.

Da tenere d´occhio anche il britannico Scott Redding, in sella alla Honda RC213V del team Estrella Galicia 0,0 Marc VDS.

Tra le "Open" Hector Barbera è stato il migliore della categoria a Losail: la sua Ducati del team Avintia Racing non verrà interessata dalla norma sulla capacità del carburante. Lo spagnolo dovrà vedersela con il rivale tedesco dell´Athinà Forward Racing, Stefan Bradl.

Dopo lo sfortunato debutto in MotoGP in Qatar, il "rookie" Jack Miller spera di rifarsi su questo tracciato, dove lo scorso anno aveva vinto nella classe Moto3.


Tra le curiosità del weekend texano, domenica Nicky Hayden spegnerà 200 candeline: tante infatti sono le presenze del Campione del Mondo 2006 collezionate in 12 anni di gare nella classe regina. "Kentucky Kid" potrà contare sul tifo e l´affetto del pubblico di casa.

Il Circuito delle Americhe, primo tracciato statunitense concepito appositamente per la F1 dall'architetto Hermann Tilke, è lungo 5,5 km, il suo layout prevede 20 curve, nove a destra e undici a sinistra, e si percorre in senso antiorario.


E´ un tracciato veloce, con variazioni di altitudine importanti e contraddistinto da una bella sequenza di curve tecniche.  Alcune sono cieche e quindi bisognerà trovare il setup giusto: il telaio è fondamentale perché il pilota possa affidarsi alle sensazioni e avere la certezza che la moto si comporterà nel modo giusto.

Tra le curve più interessanti c´è la prima: dopo circa 500 metri, in salita, dalla linea di partenza, i piloti frenano proprio sulla sommità della cresta. In cima al dosso, nel momento in cui frenano per entrare in curva, è fondamentale avere una moto molto stabile.

Le curve successive, la 2, 3 e 4 , sono velocissime  e serve una grande precisione di guida: se si è troppo aggressivi si perdono decimi preziosi e si sottopongono gli pneumatici a una maggiore usura.

Il rettifilo più lungo non è quello dei box, ma quello che collega le curve 11 e 12: 1016 metri dove si passano parecchi secondi alla velocità massima. Lì sarà importante addirittura anche la direzione del vento nella giornata.

Le previsioni meteo parlano di possibili precipitazioni: sarà una bella incognita, perché qui non hanno mai corso sul bagnato.

Oggi alle 16:55 ora italiana è in programma la prima sessione di Prove Libere della MotoGP.

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