Kia Soul Eco Electric: Il test e il focus sulla guida elettrica di HDmotori.it

14 Gennaio 2015 0

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Abbiamo già conosciuto Kia Soul Eco Electric; qualche mese fa avevamo potuto ammirarla e guidarla per un centinaio di chilometri, più che sufficiente per capirne l'anima e darvi tutte le prime impressioni (guardale qui). Stavolta allora vale più la pena, anziché tornare a descriverla, parlare della guida elettrica e in generale dell'approccio al mondo delle vetture elettriche che può e deve avere un driver che si avvicini a questa realtà.


Kia Soul Eco Electric ci ha aiutati non poco a capire quali siano le potenzialità e le difficoltà per conoscere un mondo diverso da quelli dei motori a scoppio, e grazie a lei possiamo aprire un capitolo e, speriamo, un dibattito all'interno delle nostre pagine. Anzitutto, dobbiamo partire proprio da lei: Kia Soul Eco Electric, una vettura che offre tanta capacità di carico, linee meno squadrate rispetto alla versione precedente, e soprattutto una colorazione e ritrovati che sembrano giungere direttamente dal futuro.


Non capita di rado di essere guardati con curiosità al semaforo, e anche i materiali degli interni non sono certo scelti tra quelli economici. Le plastiche sono di qualità, e all'interno c'è tanto silenzio anche in fase di marcia... una marcia fulminante in virtù di una coppia potente già disponibile da fermi. Ai semafori sgusciamo via lasciandoci alle spalle il traffico cittadino, e in frenata di emergenza abbiamo la possibilità di arrestarci in una manciata di metri, a patto di scendere a compromessi con un filo di beccheggio normale da attendersi vista la natura del design di Kia Soul Eco Electric.


Adatta a cinque passeggeri, Kia Soul Eco Electric offre tanto bagagliaio e una posizione di guida adeguata, con un comfort invidiabile anche dalle vetture di altri segmenti. Con una vettura elettrica, molto dell'approccio parte dall'accesso economico per l'acquisto. Si tratta di una fetta di mercato dove i prezzi sono ancora elevati, ma con Kia Soul Eco Electric si ha un passo avanti interessante rispetto al passato; per l'acquisto servono infatti 35.000 euro, e soprattutto una riflessione che non finisca lì.


Infatti, oltre alla spesa da mettere subito sul piatto, dovremo sempre ricordarci dei risparmi successivi, quantificabili in un'assicurazione decurtata, così come il bollo, e ovviamente l'assenza del pieno di benzina. La ricarica elettrica, infatti, si quantifica in una manciata di euro, e dipende dai modi nei quali andrete materialmente a ricaricare la vostra Kia Soul Eco Electric. Superato questo scoglio, bisogna porsi un ulteriore quesito: che utilizzo faccio io della vettura?


Kia Soul Eco Electric offre autonomie profondamente dipendenti dal modo di guidarla: si va dai 130-140 chilometri "di default" fino ai 200-210 che si determinano con una guida consapevole. In generale, per arrivare a 200-210 chilometri bastano pochi accorgimenti: non superare i 100 all'ora in autostrada, gestire al meglio il climatizzatore che in fase di riscaldamento consuma meno di quanto ci saremmo aspettati, sfruttare il freno motore in modalità di guida B, quando si accendono le luci degli stop anche in rilascio e non serve nemmeno intervenire sulle pinze (che tra l'altro si consumano meno, e va ricordato che Kia estende la garanzia di sette anni anche alla batteria di Kia Soul Eco Electric!).


In generale, dunque, bisogna sempre sapere che tipo di percorrenza si avrà in quella giornata, per sfruttare appieno la nostra vettura elettrica. Se si avrà una percorrenza superiore all'autonomia massima della nostra vettura, dovremo necessariamente rifarci alla rete di ricarica disponibile sul territorio, e si entra così in un mondo con poche certezze e tante incertezze.


Le certezze si elencano in fretta: diffusione che finalmente inizia a farsi sentire anche in Italia, disponibilità nei centri commerciali e altrove di colonnine per la ricarica rapida; le incertezze invece sono molte: tempi medi di ricarica e accessibilità delle colonnine, funzionamento delle stesse, capacità di ricarica, tipo di abbonamento utile per la ricarica, tipi di attacchi. Bisogna quindi non essere utenti pigri ma avere la capacità di superare l'ostacolo dimostrandosi pionieri dell'elettrico.


In generale, è un mondo che affascina e non poco, ma bisogna crederci davvero. In casa, nel nostro garage, potremo sempre attaccare la presa da 220 per ricaricare il 10% ogni due ore. Tanta lentezza tra le mura domestiche, quindi, a patto che non si aumenti la disponibilità di elettricità con contratti ad hoc. L'indicatore dell'autonomia di Kia Soul Eco Electric, inoltre, è sempre piuttosto pessimista, il che racconta di un alto grado di conoscenza che dobbiamo avere, oltre che dei nostri programmi, della vettura che stiamo per guidare. Non si può avere un uso superficiale di una vettura elettrica.


Va studiata, a fondo, e solo dopo ci si possono fare anche mille chilometri. La differenza fondamentale passa dal fatto che, mentre per la benzina morta una pompa ce ne sarà un'altra, per la colonnina elettrica non è ancora così. La capillarità dei punti di ricarica decreterà il successo e la diffusione di mezzi che hanno tanto da raccontare in termini di design e modernità, ma a volte pochi appigli ai quali attaccarsi per funzionare a regime. Non si può che auspicare altri passi in avanti verso il futuro, e nell'attesa decidere cosa si vuole essere: pionieri, o driver canonici.

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